Luna Piena in Vergine: nuove forme di comunicazione


Il Plenilunio in Vergine si svolgerà il 2 marzo 2018 alle 1:52 e coinvolgerà l’Asse Vergine/Pesci a 11°23′. Quali energie si muoveranno?

Quali i “compiti per casa” che avremo possibilità di svolgere?

 

L’Ascendente nel tema di Plenilunio cade in Sagittario, a 13°, Giove ne è il maestoso dispositore, totalmente armonioso, sulla cuspide della casa XII, a 23° dello Scorpione. L’Asse Medio cielo/Fondo cielo, invece, coinvolge il binario relazionale Bilancia/Ariete, a 7°, Urano è in casa IV a 25°.

Suona dunque imperiosamente la sveglia militaresca dell’Ariete per spazzare completamente, senza tanti preamboli, come d’abitudine uraniana, gli ultimi colpi di coda di emozioni e sentimenti relativi a vicissitudini familiari, nel rapporto con la linea genetica paterna, che ci causano ancora sprazzi di rabbie irrisolte. Saturno, dal canto suo, a 7° del Capricorno quadra perfettamente l’Asse familiare IV/X casa, il Signore del Tempo ci sfida alla risoluzione definitiva di tali tematiche.

E’ richiesto il coraggio di affermare noi stessi ed il nuovo e consapevole paradigma di interconnessione corpo/mente/anima di cui siamo ormai testimoni viventi. 

L’Asse movimentato dal Plenilunio è il III/IX, tra Pesci e Vergine, Asse mobile dunque, capace di mutevolezza e trasformazione continue, pur nella concretezza della Luna virginea; il dispositore della Luna è Mercurio, sistemato in III casa, in Pesci, a 22°, in congiunzione a Venere, Chirone, e non lontano dalla congiunzione Sole/Nettuno.

In questa energia il confronto con culture, ideologie diverse, superando l’ innata timidezza della Luna virginiana, porta ad un ammorbidimento di eventuali rigidità interiori, attraverso un utilizzo della mente creativa più consapevole.

La sensazione forte che abbiamo ereditato dai nostri Antenati era quella della necessità di crearsi uno spazio in altri luoghi attraverso la lotta. L‘aggressività era però solo una copertura difensiva, utilizzata per nascondere  paure inconsapevoli quali quella dell’emarginazione, dell’isolamento, a volte persino delle persecuzioni per le idee religiose. Certo, se l’altro viene visto come un nemico, e ci sentiamo minacciati ed insicuri se altre visioni mettono in dubbio il nostro sistema di credenze, la convinzione è che chi urla di più ha il predominio e si difende meglio.

Eppure è possibile, attraverso percorsi di crescita e trasformazione interiore, evolvere attraverso lo sviluppo della tolleranza per usi e costumi che ci sembrano a volte incomprensibili, cercando di inserirsi negli ambienti per noi inusuali senza porre eccessiva attenzione alle parole che vengono pronunciate, ma di più ai sentimenti che si nascondono dietro le stesse.

Sviluppare la capacità di ascolto attraverso il cuore aperto, attraverso una sana empatia che preveda il sapersi immedesimare nei panni degli altri senza svestirci dei nostri, conduce direttamente verso la comprensione assente da giudizio, profondamente trasformativa sia per noi che per i nostri interlocutori.

Le parole creano, come pure le emozioni che sottendono ai pensieri, perciò è buona cosa comprendere come usare al meglio le parole e i pensieri, auto-osservarsi negli atteggiamenti, non solo verbali ma anche posturali. Spesso le parole non concordano con i messaggi che si inviano attraverso il corpo, imparare quindi a riconoscere come allinearsi in tutte le componenti del nostro Essere, conduce ad una maggior autenticità.

Siamo coerenti se il corpo, la mente e l’anima sono profondamente e consapevolmente interconnessi, in trasparenza e senza paura di mostrare ciò che si è. 

La gentilezza espressiva di certo è un punto di forza, perché deriva dalla profonda comprensione che la comunicazione silenziosa smuove più di tutte le guerre ideologiche che, purtroppo, i nostri Antenati hanno portato avanti per farsi scudo dagli attacchi esterni, in territori dove si trovavano sempre come stranieri, senza sentire radici da nessuna parte.

E quando ci sentiamo vulnerabili, feribili se ci esponiamo con l’affermazione di ciò che per noi rappresenta un valore importante, stiamo semplicemente agendo quella parte appartenente alle nostre genealogie, che abbiamo ereditato al pari dei tratti somatici.

Ci troviamo però in un continuum energetico-evolutivo di interconnessione con i nostri Avi, ma ora noi disponiamo di strumenti diversi di consapevolezza e maturazione. Auto-osserviamoci allora, senza giudizio, ma per comprendere piano piano quando il nostro comportamento ci rispecchia davvero e quando invece agiamo compulsivamente e sull’onda di una memoria automatica.

Uno sguardo più morbido

La Luna è dispositrice della casa VIII di questo grafico e favorisce la trasformazione e il consapevole abbandono di tutte le capricciosità infantili che continuiamo ad agire nella vita adulta; risanare il bambino interiore attraverso l’attivazione del genitore interiore che si curi di lui, ci porta all’affermazione della regalità interiore, di una sovranità autonoma attraverso cui smettere di entrare nelle relazioni richiedendo attenzione incondizionata.

Indagare le nostre modalità infantili di comportamento e agire consapevolmente in direzione di una sana adultità, con energia compassionevole per le ferite che stiamo sanando, ci aiuta a relazionarci con gli altri nella consapevolezza che tutti siamo anime in un cammino di apprendimento, ognuno con i suoi modi e tempi.

Nessuno è migliore di un altro, nessuna strada è migliore dell’altra, solo viaggi di esperienza diversi che portano tutti noi a migliorare costantemente, ricordando alla Luna in Vergine che nessuno è perfetto: tutti cerchiamo però di sviluppare la migliore versione di quello che siamo, in un cammino di metamorfosi che, senza fine, ci tramuta da bruchi a farfalle.

Buon Plenilunio!

Un abbraccio

Rossana Strika
rossanastrika.wordpress.com


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