Plenilunio in Pesci: diventare la versione migliore di sé


La Luna Piena in Pesci si svolgerà il 26 agosto  2018 alle 13:56 e  coinvolgerà l’Asse Vergine/Pesci a 3°12′, dinamizzando l’Aquilone (vedi grafico) presente in questo tema, meravigliosa figura di geometria sacra.

La natura dell’Essere Umano: mente e cuore a confronto

Portiamo spesso nel cuore un inspiegabile ed irrazionale senso di solitudine interiore che ci mette nella condizione di ricercare e rimuginare, allo scopo di confezionare una possibile  spiegazione che soddisfi il nostro bisogno di “capire”.

In primis c’è un’ambivalenza tra il bisogno di comunicare verbalmente, di condividere, di saziarsi dell’altrui parere, in modo che il tutto ci sembri più accessibile, più “normale”, e la percepita incapacità descrittiva, come se le parole disponibili non fossero sufficienti a trasmettere ciò che sentiamo, col risultato di sentirsi comunque incompresi.

Gli altri, e soprattutto le persone più vicine a noi, vedono ora una versione completamente diversa rispetto a ciò che abbiamo mostrato finora, determinata dal fatto che in questi mesi il lavoro interiore che abbiamo portato avanti, ci ha motivato a dis-integrare le maschere (portandole fuori da un automatismo comportamentale, non integrandole più in noi) che indossavamo per quieto vivere, finti compiacimenti ed adattamenti di vario tipo.

Ed ora, improvvisamente, come fossimo ritornati da un veglione carnevalesco, ci siamo s-mascherati, lasciando le persone attonite attorno a noi.

Non ti riconosco più!

Ma che ti è preso?

Non sei più tu, sono preoccupato per te!

Ecco solo alcune delle innumerevoli frasi che sicuramente tutti ci siamo sentiti dire (e che in passato anche noi forse abbiamo pronunciato), che ci danno indicazione di quanto chi ci sta intorno sia  preoccupato nel sentirsi traghettato verso un cambiamento inaspettato, mi spiego meglio: quando noi facciamo un grande cambiamento (non intendo solo andare a comprarci un nuovo vestito, beninteso) dall’interno, attraverso cui manifestiamo esternamente delle parti di noi che si sono risvegliate, i classici automatismi che tengono in piedi alcune relazioni di circostanza decadono.

Si tratta allora, anche per l’altra persona, se lo vuole, di poter gradualmente accogliere una possibilità di metamorfosi (per usare una parola cara a Nettuno), per cocreare una nuova forma di relazione, anche con la stessa persona, trasformata.

Dall’invisibilità alla definizione della nostra natura

Durante lo scorrere della nostra vita, addirittura, potremmo esserci sentiti come degli stranieri in casa nostra, come se un sottile senso di non appartenenza aleggiasse in noi, senza riuscire a definirci parte della nostra stirpe, in modo più significativo per quel che attiene alla linea paterna, attaverso cui portiamo avanti il cognome.

Forse sentivamo l’esigenza di  nasconderci, inseguiti dalla necessità di renderci invisibili  (al pari di Harry Potter e il suo mantello di invisibilità) quasi come fosse un passaporto verso la nostra sicurezza: eccoci allora trascorrere ore e ore chiusi nella propria stanza, con un diario come alleato, prezioso custode dei più impronunciabili segreti o contenitore silenzioso dei nostri dubbi; dall’altra parte tutto ciò , prima o poi, ha portato al sentirsi insoddisfatti di questo anonimato, spingendoci alla ricerca e a sviluppare così la nostra natura autentica, pur in assenza di rispecchiamento familiare.

Abbiamo memoria di Antenati che hanno dovuto nascondersi per la loro sicurezza, occultando  l’identità per non farsi scoprire, pensiamo ad esempio alle spie o al popolo ebreo ai tempi del nazismo, o che sono stati esposti a persecuzioni ideologiche, fanatismi; o pensiamo a tutti gli Antenati che navigavano ed erano abituati ad utilizzare messaggi cifrati, pensiamo al codice Morse.

Sapete, quando andai in prima superiore (tempi antichi ormai!), la mia attenzione fu  attratta dalla scrittura stenografica ed ebbi subito ottimi risultati, utilizzandola anche per la redazione del mio diario segreto (che volete farci, ho Plutone congiunto al Sole in prima casa).

Oppure, cambiando totalmente versante, quanti di noi annoverano inconsapevolmente nella propria Genealogia paterna qualche figlio non riconosciuto, tenuto nascosto per sicurezza e di cui mai nessuno ha proferito parola?

Il momento attuale: la preziosità dell’Essere

Tutto ciò ci ha portati ad immagazzinare credenze, paura di esporci, e queste paure sono ora pronte all’emersione e alla dissoluzione, in un momento energetico/storico/evolutivo in cui il  contributo nel collettivo attraverso i propri talenti(anche ereditati) è determinante e fondamentale. Ecco allora molti di noi, capaci di preziose consapevolezze, arretrare di fronte a sensi di inadeguatezza e disistime funzionali a non affrontare la responsabilità di offrire al mondo il nostro servizio.

Paura di non essere in grado?

Paura di non sapere mai abbastanza?

Come riconosco queste paure, i miei valori Vergine sono molto esigenti, ma l’Aquilone presente in questo tema (con ai lati Sole, Saturno, Luna, Urano) ci invita a portare nel mondo semplicemente ciò che siamo, null’altro, ognuno offrendo un contributo creativo unico ed irripetibile.

Abbiamo ora gli strumenti per comprendere che nessun momento sarà perfetto come idealmente immaginiamo, ma tutti i momenti sono ottimi trampolini per lanciarsi, prendendosi semplicemente la responsabilità di condividere con gli altri ciò che sappiamo/sentiamo utile e di cui abbiamo fatto esperienza.

L’esperienza: il faro verso l’obiettivo

Secondo la mia visione l’esperienza è il faro più luminoso che ci sia, così è stato per me quando sono stata sostenuta nei momenti difficili da chi ce l’aveva fatta prima, così io sento di fare con le persone.

A chi teme di esporsi a volte chiedo, offrendo una prospettiva diversa:

“Ma perché vuoi trattenere per te tutte queste cose che mi stai raccontando? Sai che potrebbero aiutare molte persone che non le sanno? Se tu non le diffondi nessuno potrà beneficiare di questo, e solo tu puoi veicolare il tuo messaggio unico ed irripetibile”

Il nostro contributo è unico e prezioso, nessuno è la copia di un altro, a meno di non risultare una brutta copia, ma tutti possiamo impegnarci semplicemente ed in modo molto essenziale a divenire la versione migliore di noi stessi.

Ho detto divenire perché la ricerca ideale ed idealizzata  della perfezione ci costringe in una chimera di irrealizzabile  staticità, e deriva dalla paura del cambiamento e dalla necessità di costruire dei punti fermi; ci costringe in un’ambizione al traguardo più che all’apprezzare la libera dimensione del percorso, mentre possiamo sempre diventare qualcosa in più, e in questo senso siamo tutti costantemente in un viaggio migliorativo.

Il cambiamento: dal bruco alla farfalla

Cambiare significa sovvertire un equilibrio pre-esistente, ma vi invito a chiedervi se davvero si trattasse di un equilibrio soddisfacente o di una idealizzazione cui aggrapparsi per paura; dall’altro lato abbiamo anche gli strumenti per apportare delle modifiche a partire da ciò che conosciamo e che, in certa misura, possiamo mantenere.

Se non opponiamo resistenza, possiamo attraversare un cambiamento senza bisogno di  radere tutto al suolo, se invece sentiamo questa esigenza è perché  nel tempo non abbiamo sentito/ascoltato le sveglie precedenti (campanellini di consapevolezza) e allora qualcosa (o qualcuno) di “scardinante” rompe lo status quo, dirottandoci su nuovi percorsi.

In tutto questo processo i valori cambiano, si trasformano, pur se a volte con una certa resistenza ci dirigiamo ad un paradigma sociale completamente diverso, cocreato da tante uniche preziosità che contribuiscono a creare un armonico collettivo di molteplici valorialità diverse, che si arricchiscono nella reciproca condivisione, basata sul rispetto della diversità di opinioni.

Possiamo decidere subito, qui ed ora, beneficiando del contributo celeste, di affermarci in  questa energia di gratificazione nel servizio, perché il nostro bagaglio di convinzioni può essere trasformato, se scegliamo che lo sia.

Nuovi mantra possono risuonare in noi, non più basati sulla paura, ma sul sentirsi utili per quello che siamo:

Io servo al mondo!

Sono un cittadino del mondo, mi rendo visibile nel servizio collettivo, prendendo il giusto posto che mi compete

Tutte le memorie di persecuzione ideologica che danno adito alla paura di mostrarsi per quello che si è in questo momento, si possono sciogliere come neve al Sole; alcune relazioni si stanno chiudendo e così, automaticamente, si crea spazio affinché entrino nella nostra vita persone/situazioni/eventi allineati con ciò che siamo, lavoriamo quindi sugli attaccamenti relazionali e sviluppiamo la capacità di lasciar andare, con la fiducia che l’Universo non accetta vuoti e che quel vuoto apparente è il preludio ad un nuovo pieno.

Dalla ricerca della perfezione, passiamo quindi al trovare un equilibrio proprio adesso, perché ciò che siamo qui e ora è la versione migliore di ciò che possiamo essere adesso, con gli strumenti di cui disponiamo e potremo essere tutti i giorni della nostra vita, illimitatamente, migliori nella nostra perfetta imperfezione.

Dettagli tecnici: onoriamo il Sole in Vergine

L’Ascendente nel tema di Plenilunio, cade in Scorpione, a 28°, Plutone ne è il dispositore, posizionato a 19° del Capricorno, in moto retrogrado, in II casa.

Il Plenilunio interessa l’Asse III/IX casa, da una parte si schiera la Luna in Pesci, disposta da Nettuno, pianeta dispositore del Fondo Cielo, ed ivi congiunto a 15° dei Pesci, in moto retrogrado.

Dall’altra parte svetta in IX casa il Sole  in Vergine, disposto da Mercurio, pianeta dispositore del Medio Cielo. Mercurio, appena tornato diretto, forma con Nettuno un aspetto di Quinconce (150°), tra Leone e Pesci.

Lilith, a 2° dell’Aquario e casa II, forma un aspetto di sestile a Chirone, a 1° dell’Ariete e casa IV; entrambi formando aspetto di Quinconce col Sole in Vergine a 3° e casa IX, danno vita ad uno Yod tetraedico temporaneo, in cui la Luna si trova al Midpoint del sestile di base, perfettamente inserito all’interno dell’Aquilone.

Aquilone prezioso, da far volare, buon Plenilunio!

Un abbraccio

Rossana Strika


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