Luna Nuova in Pesci: accogliere il Divino che è in noi


Ci stiamo avviando verso la Luna Nuova nel mistico segno dei Pesci, ultimo Novilunio prima dell’Equinozio di primavera, atteso momento di ri-nascita e ri-generazione. Sole e Luna si abbracceranno teneramente a 26° dei Pesci, il giorno 17 marzo 2018 alle ore 14:12.

L’Ascendente del grafico di Novilunio cade a 12° del Leone, il Sole ne è il dispositore. Sole, Luna e Chirone sono strettamente congiunti in Pesci proprio sulla cuspide della IX casa, a 27°; poco distante, Nettuno a 14° dei Pesci, troneggia in VIII casa, sia VIII che IX casa sono da lui disposte. L’Asse Fondo cielo/Medio cielo si svolge tra Bilancia e Ariete mentre la totalità dei pianeti sono distribuiti nella zona a destra del meridiano: viene fortemente riproposta la necessità di esaminare la nostra “relazione con la relazione”, a partire dai modelli familiari ereditati, nell’ottica di creare un modello personale in cui riconosciamo la nostra essenza.

L’armonioso trigono tra la congiunzione Sole/Luna/Chirone e Giove, in moto retrogrado a 23° dello Scorpione e IV casa, ci porta però ad ampliare la visione interiore, guidando il nostro focus d’attenzione non esclusivamente sulla tematica della relazione tra due persone, ma anche  su una relazione particolare: quella col Divino, ed in maniera ancora più particolare, quella con la parte divina di noi stessi.

Quali sono le nostre convinzioni su Dio? Quali i sentimenti contrastanti e le ferite che portiamo in noi derivanti dall’educazione religiosa ricevuta o da quella mai ricevuta?Siamo consapevoli della nostra parte spirituale?

La relazione per i nostri Antenati: il frutto della religione

Siamo scintille divine, eppure il non riconoscersi come tali è fonte di sofferenza e di solitudine, la parte di noi che resiste a questa consapevolezza è collegata con le convinzioni genetiche che abbiamo ereditato. Il modello di relazione dei nostri Antenati era fortemente condizionato dall’educazione spesso repressiva di carattere religioso, il matrimonio finché “morte non ci separi” era l’unica via riconosciuta anche ( o solo) con l’obiettivo di portare avanti la stirpe attraverso i figli e molte volte, in assenza di gravidanza, si chiedeva l’annullamento dell’unione alla Sacra Rota.

Il sesso era ammesso solo dopo il matrimonio, a scopo procreativo, eventuali figli concepiti prima venivano additati come illegittimi ( e credetemi, non occorre andare tanto indietro nel tempo per trovare questi episodi); i matrimoni riparatori, le omosessualità non riconosciute mascherate attraverso un matrimonio di facciata, i matrimoni per procura, erano tutte imposizioni che servivano a coprire qualcosa di inaccettabile, ritenuto vergognoso.

Inoltre, quante battaglie, guerre, si sono combattute in nome della religione, i confini e i dogmi hanno sempre diviso le persone in maniera molto cruenta, facendo così aumentare il senso di divisione interpersonale e di separatezza dalla Fonte da cui tutti proveniamo.

Nel corso degli anni  si è sentito sempre più questo meccanismo distonico: come si può guerreggiare in nome di Dio co-creando sofferenza? Eppure spesso, pur sentendo nel cuore che si necessita di compiere un salto frequenziale diverso, la paura di essere abbandonati e soli può aver contribuito al confinarsi negli stessi dogmi che, creando prigionia interiore, frenano il nostro libero potenziale di evoluzione.

Alla ricerca del Padre attraverso nostro padre

La figura paterna è quella figura speciale che ci aiuta nel processo di separazione ed individuazione dal materno: quando andiamo verso papà diventiamo grandi, i primi passi li facciamo spesso quando papà dall’altra parte della stanza, a braccia tese ci chiama: “Vieni dai, vieni da me!”, allora noi timidamente prendiamo coraggio e lo raggiungiamo; in quel momento, protetti dal suo abbraccio, ci sentiamo fieri di noi stessi, capaci di camminare sulle nostre gambe e di arrivare a lui, chino alla nostra altezza, pronto ad accoglierci.

Muoviamo i primi passi partendo dalle braccia di mamma che ci invita a diventare piccoli/grandi esploratori autonomi, e la nostalgia che proviamo verso la fusionalità perduta è la nostalgia della Fonte di provenienza e appartenenza: eppure dentro di noi coesistono sia maschile che femminile interiori, tutto è Uno e possiamo trasformare le lotte interiori che proviamo nel sentirci divisi in due.

La ricerca  che costituisce il senso della nostra vita si manifesta nella tensione verso il nostro Sole di nascita in un percorso di sviluppo verticale di evoluzione spirituale; il fine è scoprire la particella divina incarnata che richiede imperiosamente di essere portata a piena manifestazione, e riuscire a sentire un senso di completezza e gioia.

Il Sole in astrologia rappresenta anche la figura paterna ed il rapporto che abbiamo con questa figura è strettamente collegato al rapporto con il Divino in noi. Quando, dal punto di vista familiare, ci troviamo senza la possibilità di confrontarci con nostro padre perché assente, lontano da casa o trapassato presto, ci sentiamo spesso particolarmente soli al mondo, soffriamo la separazione dal Padre in modo più netto; così avviene anche quando la ribellione alla figura paterna diventa la sfida della nostra vita.

Vi siete mai chiesti dunque da dove derivano i conflitti intergenerazionali padri/figli, quali le radici profonde di queste divergenze? Si vuole fare da soli, non si vuole dipendere dal padre rifiutando anche l’intimità con lui e, più lo si contrasta, più in realtà si desidera profondamente  essere visti e riconosciuti per quello che si è.

Venere, dispositrice del Fondo cielo e delle memorie di linea genetica paterna di questo tema, si trova in Ariete, a 13°, congiunta a Mercurio a 14° ed entrambi quadrano Plutone a 20° del Capricorno. Il conflitto si svolge proprio tra le case VI e IX, l’istinto viscerale dei figli tende al superamento di quelli che essi percepiscono come limiti, molte volte però si vacilla di fronte al confronto tra chi si è e le aspettative della famiglia, questa lacerazione interiore porta a vedere il conflitto come unica via di affermazione del proprio desiderio di indipendenza dai genitori, con tutti i malesseri che inevitabilmente conseguono dal sentirsi incompresi e rifiutati proprio da chi amiamo di più.

E se tutti i conflitti con i genitori avessero radici in un conflitto interiore di ribellione a Dio? Se avessimo introiettato la convinzione che non siamo accettati per ciò che siamo e quindi dobbiamo ribellarci a Lui?Se vivessimo ancora inconsciamente le paure ancestrali dei nostri Antenati?

Nuove forme di spiritualità

Sento  che in occasione di questo Novilunio speciale, pescino e plutoniano al contempo, si possa davvero accedere ad una nuova forma di spiritualità accogliente, dove accettando anche le nostre fragilità e paure, le nostre umane imperfezioni, ci si rivolga all’interno di noi stessi per connettersi a Dio senza alcun intermediario. Non c’è pericolo di perdersi nell’oceano di Nettuno, Saturno ci sta accompagnando a scalare le montagne spirituali del Capricorno e, subito dopo questo Novilunio, anche Marte entrerà in Capricorno ad indicarci la via con la sua proverbiale grinta e determinazione.

Si può acquisire una forma di “solida spiritualità introspettiva“, per accontentare  Saturno, Nettuno e Plutone. E portare il Paradiso in Terra significa proprio questo, accogliere il Divino in noi proprio così come siamo, e viverlo al meglio delle nostre possibilità di ogni giorno, mostrando la Luce che siamo senza paura, perché il Mondo Migliore si crea attraverso ognuno di noi, buon Novilunio, vi abbraccio.

Rossana

 

 

 


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