Luna Nuova in Scorpione: l’abbraccio che trasforma


Buonasera a tutti voi, Amici di questo prestigioso spazio astrologico, siamo arrivati alla tappa della Luna Nuova in Scorpione.

Ci stiamo avvicinando all’energia del Novilunio, il 18 novembre 2017 alle 12.43, a 26° di questa meravigliosa fetta di eclittica rappresentata  dallo Scorpione: si entra quindi in punta di piedi nel misterioso ed affascinante regno di Plutone.
Nel tema natale di Novilunio altri personaggi di tutto rilievo stanno passeggiando in quel territorio: Venere, a 13° e Giove, a 08° dello Scorpione, anch’essi  in aspetto di congiunzione.

 

L’ascendente del tema di Novilunio cade a 18° dell’Acquario mentre Urano, dispositore dell’Ascendente, nel suo moto retrogrado a 25° dell’Ariete e in casa II,  forma un interessante aspetto di quinconce (tecnicamente 150°) con la congiunzione soli-lunare e una larga opposizione con Marte, dispositore della II casa, a 16° della Bilancia e casa VIII.

A sua volta Marte forma una quadratura con Plutone, a 17° del Capricorno, sulla cuspide della casa XII. Plutone dispone di Sole, Luna, Venere, Giove e della cuspide della IX casa.

Si tratta di un Novilunio trasformativo e di grandi guarigioni, quelle che riaprono il cuore, questa congiunzione Sole-Luna, in casa IX, forma un trigono armonioso con Chirone, in moto retrogrado a 24° dei Pesci, I casa; anche la congiunzione Venere-Giove si armonizza a Nettuno, in moto retrogrado a 11° dei Pesci, I casa.

Le memorie dei nostri antenati

L’Asse Fondo Cielo/Medio Cielo movimenta i segni Gemelli-Sagittario. Mercurio tiene in mano le redini delle memorie genealogiche di linea genetica paterna: parliamo qui anche di memorie relative a spostamenti territoriali, emigrazioni, e del senso di difficoltà che può comportare l’inserirsi in un ambiente totalmente nuovo, con lingua e cultura diversa.

Quante volte abbiamo sentito queste frasi:”Nessuno ti regala niente”, “Diffida degli estranei”, “Pensa a sistemarti in un posto fisso”, “Qui non c’è posto per te”.

I nostri Antenati cercavano luoghi di lavoro in altre città o paesi che consentissero loro di crearsi una base di sicurezza finanziaria, o almeno una possibilità di sopravvivenza, tali da poter offrire ai propri figli un’istruzione migliore o un ambiente che offrisse possibilità di espansione diverse; tuttavia non sempre l’accoglienza e ciò che effettivamente trovavano in quel luogo corrispondeva ai loro sogni nel cassetto.
A volte, addirittura, ci si sposava per procura, senza conoscersi, da un paese all’altro, in qualche modo ci si spostava in “cerca di fortuna”, di sicurezza, con un gran desiderio di essere riconosciuti e di trovare una realtà migliore di quella che a malincuore e con nostalgia si lasciava.
Nella nuova quotidianità bisognava conquistarsi uno spazio attraverso l’impegno nel lavoro, anche  in età giovanile, e intessere nuove relazioni; nulla veniva regalato, tante energie dovevano essere profuse per adattarsi, vivendo la difficoltà nel scendere a obbligati compromessi per mantenere il lavoro, e sviluppando nel contempo  la capacità di affidarsi a qualcosa di più grande cui appellarsi.

Quante volte abbiamo sentito queste frasi:”Nessuno ti regala niente”, “Diffida degli estranei”, “Pensa a sistemarti in un posto fisso”, “Qui non c’è posto per te”, oppure “La vita è una lotta” e così via;  sono credenze che possiamo aver ereditato in linea genetica, che si sono radicate in noi per lealtà familiare, e attraverso le quali abbiamo vissuto scenari di lotta e prevaricazione relazionale, diffidenza verso chi esprime caratteristiche religiose o culturali diverse dalle nostre, sensazione di pericolo e precarietà interiore, insicurezza nel timore di essere derubati del nostro spazio, del nostro tempo, di qualsiasi cosa ci appartenesse.

Plutone: la capacità di trasformazione

Ebbene, amici, Plutone, governatore dello Scorpione, presiede alle funzioni di rilascio (fisico ed interiore), e porta alla luce, attraverso il suo condurci nel nostro più profondo mondo sotterraneo, le reali motivazioni che guidano le nostre azioni e i nostri atteggiamenti nelle relazioni importanti della nostra vita.

Ad esempio, nel campo lavorativo si mettono moltissime volte in scena irrisolti di carattere personale e familiare, i titolari diventano figure di accudimento genitoriale, con predilezione per uno o l’altro dipendente. Nelle relazioni, vuoi lavorative, vuoi personali, motivazioni inconsce portano al mettere in atto meccanismi di difesa automatici, e sentimenti quali rabbia, risentimento e sfiducia ne sono le conseguenze.

Plutone non solo ci porta al traguardo di incontrare il rimosso interiore, ma ci dà la spinta ad un’analisi profonda e ad una trasformazione purificatrice e duratura nel tempo.

Questo Novilunio è occasione di verifica interiore, il punto di svolta in positivo è dato dalla possibilità energetica di cui disponiamo di entrare in contatto anche con le nostre insicurezze più profonde, con le nostre paure di abbandono e di perdita che ci trattengono dal creare intimità di relazione.

Tutti desideriamo costruire relazioni profonde, in cui armonizzarci l’un l’altro, rilassarci, eppure troppe volte le relazioni si trasformano in campi di battaglia dove si combatte per erigere dei muri, nell’illusione che ci difendano dall’ingresso dell’altro, del diverso da noi. E tutto ciò considerando la diversità come un pericolo, ma perché?

Plutone ci dà la spinta ad un’analisi profonda e ad una trasformazione purificatrice e duratura nel tempo.

Ciò che nell’Altro sentiamo incomprensibile, minaccioso, emerge a viva forza nella relazione per essere visto perché ciò che temiamo in realtà è l’incontro con noi stessi, è l’ingresso nella nostra interiorità, l’incontro con le nostre parti più scomode,  con emozioni giudicate poco convenienti, sgradevoli.

Questo Novilunio in stile plutoniano può portarci a vedere uno spettacolo interiore inaspettatamente profondo e a lasciar andare ciò di cui non abbiamo più bisogno, come accade quando dobbiamo vuotare la casa prima di un trasloco.

Nel fare questo lavoro abbiamo occasione di depositare le armi, cessare la lotta e ri-aprire il nostro cuore alla consapevolezza che siamo nel posto giusto al momento giusto, che possiamo cullarci e rassicurarci nelle nostre nuove radici interiori.

Possiamo comprendere che la diversità costituisce la ricchezza maggiore, che l’altro contribuisce ad espandere le nostre risorse interiori e non a privarcene, che ognuno è unico ed irripetibile, che possiamo beneficiare della ricchezza esperienziale dei nostri Antenati senza per questo ripercorrerne sterilmente le esperienze.

Forse le famose “questioni di principio” per cui si ingaggiano tanti contrasti non sono così tanto di principio per tutti, e si possono trovare delle forme di armonizzazione relazionali che tengano conto dell’unicità di esperienza di ciascuno, senza che per questo nessuno debba snaturarsi, ma solo aprirsi ad una possibilità di sperimentazione della vita da una diversa prospettiva.

Il cambiamento di prospettiva di per sé porta ad un ampliamento di visione delle cose, delle possibilità, ecco che allora l’Altro diventa veicolo di ricchezza attraverso l’ascolto e la comprensione delle sue esperienze personali; in tal modo si riesce a creare sia un cambiamento di paradigma nelle relazioni, lasciando andare la necessità di difendersi, che una nuova riconciliazione con il diverso dentro di noi, dissolvendo la paura del confronto con noi stessi.

Che dite, ci avventuriamo in un nuovo modo di amare noi stessi e gli Altri?

Io lo auguro a tutti, me compresa, vi abbraccio forte, proprio come fanno Sole e Luna in cielo.

Rossana


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