Luna Nuova in Gemelli: la metamorfosi del linguaggio


Questo mese la Luna Nuova in Gemelli si svolgerà il 13 giugno 2018, alle 21:43,  a 22° di questo brillante e comunicativo segno. Sole e Luna si abbracciano, in un Novilunio mercuriale, sfidando in un aspetto di quadratura Nettuno, a 16° dei Pesci, e in un aspetto di Quinconce Plutone, a 20° del Capricorno. Poco distante, Mercurio, a 2° del Cancro, oppone Saturno, a 6° del Capricorno, sull’asse relazionale I/VII casa ed è in mutua ricezione con la Luna.

 

L’asse I/VII casa cade nei segni di Capricorno e Cancro, e l’asse Fondo Cielo/Medio Cielo cade nei segni di Toro e Scorpione; Saturno, pianeta dispositore dell’Ascendente (vedi grafico), è il primo incontro che facciamo appena superata la soglia dell’Ascendente stesso. Venere, dal canto suo, mentre si appresta dopo pochi minuti a lasciare il segno del Cancro, dalla VII casa, oppone largamente Plutone, e forma un aspetto di quadrato a T, quadrando Urano in Toro (in una quadratura “mista”, presente a livello di gradi ma tra segni compatibili)  ed opponendo largamente Marte in Aquario, perfettamente congiunto al Nodo Lunare Sud.

I proverbi dei nostri Antenati: la base delle nostre credenze

Chi di noi non ha vissuto a contatto con la profonda saggezza di un nonnino? Le storie, la vita quotidiana raccontate da un nonno assumono sempre un sapore meraviglioso, misto di realtà ed immaginazione, lo stimolo fantasioso che ne deriva ci porta ad immedesimarci nel vissuto che ci viene narrato, a calarci per un momento in un palcoscenico che non ci appartiene, ma di cui per un attimo ci sentiamo attori protagonisti, privilegiati depositari di un pezzo di storia che nessun altro acquisisce allo stesso modo.

La narrazione della storia dei nonni è per il bambino la base di costruzione della futura empatia, attraverso la percezione di appartenenza al Sistema familiare

Ne sentiamo le emozioni, le paure e, proprio come quando guardiamo un film avvincente o leggiamo uno splendido libro, siamo avidi, affamati di informazioni e in trepida attesa, a bocca aperta, dell’epilogo della preziosa narrazione.

Il bambino ne ha bisogno, in tal modo si sente parte di una storia, quella del Sistema familiare in cui ha scelto di nascere per sperimentare le sue lezioni d’anima; c’è necessità di collegamento emotivo e questo viene percepito chiaramente nel momento in cui cogliamo il senso delle parole che, come saggi e antichi menestrelli, i nonni ci condividono creando le basi di sviluppo della nostra capacità di empatia.

All’interno di tali esposizioni narrative, spesso comparivano frasi come:”Meglio una gallina oggi che un uovo domani”, “Chi troppo vuole nulla stringe”, “Non lasciare la strada vecchia per la nuova”, “Bisogna sacrificarsi per il bene dei figli”, “La famiglia prima di tutto”…e così via. Frasi di questo tipo, costellando quindi la nostra infanzia attraverso un certo tipo di racconti ( o di educazione per chi è vissuto molto tempo con i nonni), sono state da noi accolte ed introiettate in una prima fase della nostra vita in modo naturale, senza filtri o barriere di attivazione razionale,  raggiungendo il nostro cuore direttamente.

Sono antichi proverbi che ci arrivano direttamente dagli Antenati che, vivendo in una struttura sociale e lavorativa molto diversa, sentivano la necessità di conservare e trattenere anche un bagaglio espressivo, vissuto come se fosse una forma di rispetto di una certa tradizione familiare, e che per noi può aver costituito la base di credenze attualmente da alleggerire e trasformare.

Leggerezza non è superficialità

Leggerezza e profondità, quale particolare ed impopolare connubio! Per noi adulti di Nuova Era, è possibile comprendere che una comunicazione leggera ed essenziale nulla toglie alla profondità del pensiero che si desidera esprimere.

Tutti abbiamo esigenza di condivisione e ascolto, pur nella personale modalità espressiva

Assistiamo a volte ad un’estremizzazione del linguaggio, si crea un sottile disagio comunicativo, spesso determinato dalla sensazione di essere totalmente incompresi rispetto al messaggio reale che si desidera veicolare. Allora ecco, soprattutto sul fronte affettivo/relazionale, territorio di incontro degli Alberi Genealogici delle due persone, alternativamente inglobare o rifiutare la modalità di comunicazione dell’altro, verbale o non verbale, contestandone indirettamente le radici di provenienza.

Si impone la necessità di uscire da antichi stereotipi relazionali, schemi di suddivisione dei ruoli tra uomo e donna, per i nostri Predecessori la sicurezza finanziaria era il mattone di base del matrimonio, per la donna non c’erano altre scelte se non quella di rimanere a casa, a volte in situazioni imprigionanti ed infelici. Oggi non è più così e chi cerca una relazione per “sistemarsi” spesso vive amare sorprese, i matrimoni non sono più la base costitutiva della società, ci sono molti single, coppie conviventi e non, il paradigma sociale è completamente cambiato, così pure si evidenzia la capacità di entrambi di contribuire finanziariamente al prosperare comune.

Nella relazione, di qualsiasi tipo si tratti, anche la modalità espressiva è un biglietto da visita personale e siamo tutti diversi, in fondo però tutti abbiamo esigenza di condivisione e di ascolto da parte dell’altro. Una comunicazione fallace, troppo aggressiva o falsata rispetto ai propri bisogni, sacrificata rispetto alle proprie esigenze emotive sotto le mentite spoglie di un’apparente ricerca di armonia, ci porta verso una inevitabile sete di liberazione da quella relazione, percependo l’assenza di  reale contatto, la presenza fisica infatti non è sinonimo di connessione emotiva.

Spesso non è necessaria una gran quantità di parole , pensieri e parole sono un veicolo di creazione potente della nostra realtà quotidiana, qualsiasi attività può essere vissuta in un’intento di attenzione verso l’altro e leggera profondità. Ricordiamo che Mercurio poteva scendere in profondità, nel regno di Ade, senza rimanere impantanato in quegli  indecifrabili territori,  ma era in grado di raggiungerli e  riemergere su un piano più superficiale; la mercurialità di questo Novilunio ci ricorda la possibilità che la leggerezza ha di arrivare nel profondo delle cose.

Ecco il paradosso e l’ambivalenza di Mercurio, nel suo saper vivere ovunque portando ad emersione in superficie quanto raccolto nel profondo e avendo in dotazione naturale la capacità di indagine profonda ma anche leggera, inafferrabile: Plutone utilizza Mercurio come un ponte di comunicazione tra conscio e inconscio, in questo senso questo Novilunio mercuriale in aspetto a Plutone si rivelerà anche molto introspettivo. Ed è nel territorio di relazione, quando l’altro tocca una corda interiore, una vulnerabilità particolare, che si mobilita la forma re-attiva lunare, in questo caso una Luna mercuriale. Un’apparente scherzo, un commento ironico, possono dar adito a fraintendimenti o reazioni inaspettate se ci si sente toccati da quelle parole in una memoria antica, e allora automaticamente, in una sorta di teletrasporto temporale, si rivive il momento in cui il compagnetto di classe ci prendeva in giro e si risponde senza poter discriminare né attribuire il giusto senso a quella battuta.

La diffusione della parola nei social

I social oggi ci danno uno strumento utilizzabile nel quotidiano molto forte: possiamo diffondere, condividere notizie interessanti e profonde pur con un mezzo comunicativo leggero e divertente. Eppure anche qui, secondo la mia visione, è necessario comprendere che, seppur virtualmente, entriamo in un territorio di relazione, dove possiamo incontrare accoglienza o diniego.

La selezione delle parole corrette da usare parte anche da una necessità di metamorfosi nel linguaggio, bisogna fare un riordino lessicale nel dizionario interiore che abbiamo ereditato e che ora a volte ostacola una fluida comunicazione esponendoci a fraintendimenti o a giudizi proiettivi.

Se pensiamo alla numerosa quantità di contatti, di amicizie che abbiamo sui social, ci renderemo anche conto che alcune relazioni portate avanti in quel contesto non sono fruibili nella vita quotidiana, capita spesso di incontrare per strada persone che sono virtualmente amiche su Facebook che non ci dicono ciao o a malapena si ricordano di chi siamo.

Eppure questo mezzo, se ben utilizzato, col giusto discernimento, è un veicolo espressivo potente, ma quando interveniamo, commentiamo, rispondiamo, chiediamoci: il messaggio è utile? Le parole che sto esprimendo hanno una direzionalità o implodono in sterili pettegolezzi? Quanto di quello che l’altro mi comunica mi vibra interiormente? Quanto entro in una modalità di re-azione emotiva?

Spesso comunichiamo in base alle nostre antiche credenze ereditate che entrano in rotta di collisione con le antiche credenze ereditate dall’altro e, in tal modo, si stanno relazionando i nostri Antenati attraverso di noi o si stanno rapportando due bambini feriti, sicché si attivano forme di re-attività comunicativa stimolate dall’emozione che viene evocata, cui non si da il tempo di filtraggio da parte della consapevolezza.

Questa Luna Nuova in Gemelli ci propone un’attenzione diversa a ciò che si dice, alle motivazioni che ci portano a dialogare con qualcuno; e poi, stiamo davvero dialogando o stiamo monologando? Ogni comunicazione necessita di un ri-bilanciamento tra parola e ascolto, facciamo attenzione se siamo eccessivamente torrenziali o troppo silenziosi.

A volte, tuttavia, anche un silenzio consapevole è più produttivo di molte parole inutili o addirittura nocive, un silenzio può essere molto rumoroso, a tal proposito vi condivido un articolo che tempo fa scrissi sul valore del silenzio, per chi volesse leggerlo; vi auguro tanta buona comunicazione in questo Novilunio, che passi anche per la necessaria riservatezza veicolata dal silenzio, quando alcune parole sono prive di utilità e vuote di significato, nell’opportuno discernimento rispetto al momento di parlare piuttosto che di tacere.

Vi condivido questa bellissima frase di Lao Tse, antico filosofo e scrittore cinese:

La gentilezza a parole crea confidenza. La gentilezza nei pensieri crea profondità. La gentilezza nel dare crea amore

Un abbraccio

Rossana

 


Lascia un commento