Luna Nuova in Bilancia: riconoscere il proprio valore


La Luna Nuova in Bilancia si svolgerà il 9 ottobre 2018 alle 5:47 a 15°48′ della Bilancia, in prima casa del Tema di Novilunio (vedi grafico).

 

Si tratta di un Cielo che richiama la nostra attenzione al concetto di Valore, variamente inteso, dedicheremo spazio alla sua poliedrica espressività, dipendente sia dalla soggettiva visione di Valore, sia dalla molteplicità di significati che evoca questa parola.

Il fardello degli Antenati: l’illeggittimità

Cosa significa essere un figlio illegittimo? Significa portare sulle spalle il peso del dis-valore come scelta d’anima. Essere il-legittimo significa misurarsi col proprio essere fuori dalla legge, fuori dai legami, l’anima sceglie questo percorso così duro per comprendere come si fa a sviluppare un senso di Valore personale anche in assenza di una convalida esteriore, senza appoggi, senza aiuti.

Un figlio non riconosciuto viene spesso “importato” in un’altro Sistema familiare attraverso un affido o un’adozione, soprattutto se abbandonato totalmente alla nascita; in altri casi invece, pur essendo avvenuto il riconoscimento, il figlio vive nello stesso Sistema ma lontano dai genitori biologici, in affido parentale. In quest’ultimo caso la lontananza/vicinanza dei genitori biologici favorisce l’emersione di un persistente interrogativo interiore

Perché nessuno dei due genitori vive con me?

Il non sentirsi voluti genera un senso di non appartenenza che, ai fini dell’apprendimento d’anima è  funzionale allo sviluppo di una successiva libertà individuale dagli irretimenti di quel Sistema familiare, fertilizzando il terreno di creazione di un nuovo ramo di esperienza genealogica.

Libertà e Responsabilità a confronto: la maturità dell’Essere

In questo Cielo sono rappresentate le memorie genealogiche che, caricate per Lealtà Inconscia dagli Antenati, hanno poi costituito la base delle nostre relazioni con gli altri; spesso la (anche solo momentanea) rottura dei rapporti familiari e una sana distanziazione, anche geografica, sono il presupposto necessario per diversificarsi dalla ripetizione di alcuni copioni relazionali cristallizzati nelle generazioni.

Facilmente il concetto di Responsabilità viene confuso con quello di Colpa, soprattutto qualora, sentendoci l’unico anello di coesione della coppia dei nostri genitori ed essendoci caricati la responsabilità di far funzionare la loro relazione, con il sotterraneo intento di assicurarci la sopravvivenza,  avessimo fallito e la nostra famiglia si fosse sfasciata ugualmente.

Sono stato un incapace, è colpa mia se i miei genitori si sono lasciati, ho meritato di essere abbandonato

Potremmo esserci sentiti fonte di delusione mentre, nel contempo, può aver avuto inizio una competizione tra i nostri genitori per il nostro amore richiedendo, anche se in forma non chiaramente verbalizzata, la nostra complicità nel manifestare preferenza per l’uno al posto dell’altro.

A chi vuoi più bene, a mamma o a papà?

Questa impossibile richiesta di scelta ha portato come conseguenza quella di vivere dei conflitti di Lealtà Inconscia e di sentirci traditori da tutte le parti, traghettandoci in età adulta nel mondo delle relazioni triangolari;  ci sentiamo allora impossibilitati a scegliere tra il compagno ufficiale e la nuova relazione senza renderci conto che stiamo rivivendo il conflitto interiore di scelta tra mamma e papà e che stiamo inscenando un mondo illusorio fatto di proiezioni; il passaggio di retrogradazione di Venere in Scorpione porterà ad emersione molti di questi contenuti inconsci.

Effettivamente, soprattutto ai tempi in cui ero bambina io, chi di noi non si è sentito chiedere la fatidica domanda senza risposta: “A chi vuoi più bene, a mamma o a papà?”; gli adulti/bambini che ponevano un tale quesito non si rendevano conto di quali conflitti interiori fossero detonatori.

L’essere liberi viene invece facilmente confuso col concetto di essere soli, ecco allora emergere improvvisamente lo spauracchio più grosso, quello della solitudine, che altro non è se non un mascheramento della paura della libertà. L’essere umano teme la libertà, perché lo rimanda al senso di responsabilità individuale. Ci ritroviamo spesso a rincorrere la chimera di una relazione che riempia tutti i nostri vuoti da una parte e, dall’altra, a desiderare e temere la libertà associandola all’essere soli, cocreando così rotture relazionali per ritrovarsi soli e quindi liberi, per poi cercare di nuovo la fusione con l’altro, in un andirivieni continuo.

Responsabilità e Libertà ben gestite determinano l’equilibrio di una persona: solo imparando che l’unica responsabilità che ci compete è quella riguardante il nostro percorso, possiamo sentirci liberi di scegliere se frequentare qualcuno o stare da soli, consapevoli che nessuno potrà mai ricolmare i nostri vuoti ma che ognuno può contribuire all’arricchimento interiore. Libertà non è fare ciò che si vuole senza riguardo per nessuno, ma è prendersi la responsabilità di rispettare tutti, ognuno nella sua diversità, la vera Libertà deriva da un’autostima profondamente radicata, torniamo quindi alla necessità di lavorare interiormente per sviluppare il proprio senso di Valore personale.

La relazione: uno specchio di consapevolezza

Sul figlio gravano spesso le proiezioni degli irrisolti genitoriali, non ci rendiamo conto ma spesso ne ripercorriamo gli stessi sentieri. Nelle generazioni passate spesso il papà era fuori casa, assente per emigrazione o a causa di un lavoro faticoso e, mentre la mamma cercava di svolgere entrambi i ruoli, il figlio maschio più grande si caricava di responsabilità  che non gli competevano: quello di compagno della propria madre e quello di genitore della stessa.

Vado a cercare un posto migliore, prenditi cura di tua madre

La confusione di ruoli vissuta in famiglia si tramanda attraverso le generazioni, almeno tre, ed è necessario un profondo lavoro di consapevolezza per vedere questi nascosti schemi inconsci. Spesso si attraversano relazioni dove i ruoli sono confusi, dove si rimettono in atto antiche dinamiche e si riprovano antiche sofferenze infantili, per riuscire a vedere attraverso un’altra persona che funge da lente d’ingrandimento, ciò che è solamente il fumo di una proiezione. E, una volta assolto al suo ruolo e vista la dinamica, anche da un giorno all’altro, la relazione muore e non ci rendiamo conto razionalmente del perché abbiamo perso improvvisamente l’interesse per l’altra persona.

Accogliere tutto di noi: il ritorno all’autenticità

Se siamo rimasti soli con un unico genitore, per abbandono o dipartita precoce dell’altro, quella è stata l’unica nostra ancora di salvezza, sacrificata per noi, e quanto meno abbiamo dovuto impegnarci per non deludere mai questa figura, nei casi più seri abbiamo rimosso dalla nostra identità quella parte che avrebbe potuto alienarci dall’amore di quell’unico genitore.

Il pericolo di essere noi stessi era troppo grande: e se, azzardandoci a farlo, fossimo andati incontro ad abbandoni e rifiuti, chi si sarebbe curato di noi? Così pure nelle relazioni importanti (maggiore è l’importanza emotiva che diamo all’altro e più fortemente si manifesta questa paura), ci conviene dire ciò che sentiamo vero per noi? Ci conviene dissentire, discutere, negoziare i nostri bisogni? E se perdiamo l’altra persona e ci ritroviamo soli?

Questi interrogativi sono la voce del nostro bambino ferito che investe gli altri del potere di decidere per lui e si sente legato alle persone con cui si coinvolge affettivamente, come rappresentassero la fonte di sopravvivenza; ciò avviene anche col denaro quando all’interno della coppia si innescano dipendenze di tipo finanziario, che in età adulta rappresentano la dipendenza dall’essere nutriti dagli altri: quante coppie o aziende si reggono su questo tipo di accordi inconsci, sul potere legato al denaro come fonte di nutrimento adulto, per vivere una quotidianità più semplice in due che da soli?.

Accogliere tutto di noi vuol dire tornare in sé (che è un’esortazione meravigliosa), a sé, col coraggio di com-prendere anche ciò che non ci piace.

Uno sguardo alla tecnica

Sole e Luna si congiungono a 15° della Bilancia, I casa, formando un aspetto di Quinconce correttivo (ante-opposizione) con Nettuno, a 14° dei Pesci, pianeta dispositore della VII casa, dove troviamo Chirone congiunto al Discendente.

Mercurio, pianeta dispositore dell’Ascendente Vergine a 28°, posizionato a 28° della Bilancia, forma un aspetto di Quinconce correttivo con Chirone, in moto retrogrado a 29° dei Pesci e si appresta ad andare incontro a Venere, che dalla sera del giorno 5 ha iniziato il suo moto retrogrado.

Marte, a 9° dell’Aquario, esce dalla zona d’ombra di retrogradazione, tornando alla posizione del 26 giugno, data in cui aveva avuto inizio la passeggiata all’indietro: si delineano allora in maniera più definita desideri, obiettivi, come pure eventuali tensioni interne, conflitti di scelta o di valori, ha luogo infatti in modo più evidente il confronto Marte/Venere, sarà ora di operare delle scelte più consone ai nostri reali desideri profondi.

Ciò che auguro a tutti noi è la capacità di ri-mediare( cioè mediare nuovamente) e ri-vedere alcune scelte del passato senza paura di ri-creare le stesse situazioni, ma cogliendo il frutto dell’esperienza interiorizzata e pronta al nuovo, buona Luna Nuova!

Rossana Strika

 

 


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