Luna Nuova in Ariete: tutti per uno, uno per tutti


Fiato alle trombe! Abbia inizio un nuovo ciclo di ri-nascita per tutti, la Luna Nuova  avrà luogo il 16 aprile 2018, alle 3:57 a 26° dell’Ariete , congiungendosi strettamente a Urano, a 28°. Teatro del Novilunio è la seconda casa di questo cielo (vedi grafico), di cuspide arietina e perciò disposta da Marte.

Si può ben parlare di un’energia molto forte ed instabile che può dare uno scossone ad antiche paure ancestrali che possiamo aver ereditato dai nostri Antenati ( o che abbiamo vissuto durante la nostra vita prenatale nel grembo materno) ma che, alla luce dei nuovi modelli sociali emergenti, non ci servono più. L’Ascendente del grafico di Novilunio cade a 18° dell’Aquario, Urano ne è il dinamico dispositore e, come sappiamo, non si tratta di un pianeta particolarmente “accomodante”: in presenza di ostacoli interiori ormai inutili Urano semplicemente… spazza via, come la nostra amata Bora triestina fa abitualmente, scompigliando capelli e facendo volare ombrelli, ma rendendo il cielo più terso che mai, libero da nubi.

I modelli sociali dei nostri Antenati

L’asse IV/X casa cade nei segni Gemelli/Sagittario, Mercurio pianeta dispositore del Fondo cielo, ha appena ripreso il moto diretto a 4° dell’Ariete e  forma un aspetto di quadratura con Saturno, a 9° del Capricorno, tra le case XI e I. Marte, pianeta dispositore di Mercurio e del Novilunio stesso, si trova anch’esso in Capricorno, a 16°, contenuto tra Saturno e Plutone. Venere in Toro, dispositrice della casa VIII oppone Giove in Scorpione, tra le case III/IX.

Per questioni lavorative, finanziarie,  per cercare un luogo che offrisse delle possibilità di crearsi un’identità diversa dalla famiglia di origine o per fuga da famiglie troppo severe, i nostri Predecessori si spostavano in altri territori. Ciò da un lato li rendeva curiosi e speranzosi proiettandoli in un futuro diverso, dall’altro, pur aprendo il loro cuore al nuovo, una voce interiore li perseguitava, silenziosamente presente in ogni attimo: la voce della paura. Paura di perdere contatto con le loro tradizioni, paura di non riuscire ad adattarsi a luoghi distanti dalle loro abitudini, paura di sentirsi soli, paura di non riuscire a integrarsi socialmente e quindi sentirsi dei reietti.

Quale sarebbe stata la possibilità di vita rimanendo al paese d’origine?

Spesso il denaro guadagnato veniva mandato al proprio paese per supportare i propri cari rimasti a lottare con la fame, non si poteva fare altrimenti, il lavoro chiamava e si formavano così  tantissimi nuovi nuclei familiari all’estero, originatisi da matrimoni per procura. A volte  la fuga in un altro paese era la via più breve per nascondere una nascita illegittima, il bimbo veniva abbandonato in affido parentale o in un istituto, giustificando tale gesto con la necessità di emigrare per trovar miglior fortuna. I figli spesso stavano lontani dai genitori, feriti dal loro rifiuto ma al contempo impazienti di ricevere una loro seppur lontana comunicazione, una lettera, un pacchetto.

Lo sradicamento dalle proprie tradizioni e l’allontanamento dalle proprie radici  creavano un rimpianto mai sanabile e domande senza risposta, interiormente evocative di un senso di errore nell’aver scelto quella via. Quale sarebbe stata la possibilità di vita rimanendo al paese d’origine? Ci sarebbe forse stata libertà da un’unione infelice ma sicura finanziariamente, quel matrimonio per procura contratto per paura avrebbe mai potuto trasformarsi e donare un po’ di affetto? Davvero si dovevano abbandonare speranze, sogni, adattandosi ad una vita così lontana dalle proprie intime aspirazioni? Allora, per non soffrire troppo, tali sogni, aspirazioni, talenti venivano repressi in una cantina di cui si gettava la chiave, purtroppo ciò avviene ancor oggi nei nuclei familiari troppo chiusi.

L’individuo colonna portante della società

Il cielo di Luna Nuova in Ariete stimola la consapevolezza dell’importanza del singolo individuo all’interno del nuovo paradigma sociale in divenire; negli ultimi anni le energie in gioco ci hanno direzionato a prendere delle decisioni attraverso l’esercizio del nostro Libero Arbitrio. La necessità di lavorare interiormente per sanare, per-donare, crescere, evolvere è stata ed è pressante e continua, molti vecchi schemi sociali sono caduti, grazie alla potente quadratura di Urano e Plutone degli ultimi anni.

Ricordate la frase dei tre moschettieri: tutti per uno, uno per tutti?

Ognuno, occupandosi della propria guarigione come piccola cellula all’interno del sistema, può contribuire in maniera sostanziale alla co-creazione di una società migliore, dove la singola diversità sia accolta come ricchezza trasformativa. Siamo cuori in cammino e abbiamo la capacità di auto-osservarci nei nostri meccanismi di risposta automatici ereditati, che si attivano quando sentiamo il diverso come una minaccia, quando facciamo difficoltà ad allargare la nostra zona di comfort facendo entrare idee, usi e costumi diversi dai nostri.

La percezione di pericolosità dell’ambiente può essere anche stata vissuta nel periodo della nostra vita intrauterina nel caso in cui abbiamo sentito l’ostilità genitoriale o abbiamo osmoticamente assorbito emozioni di rifiuto dal materno. Ecco allora sorgere in noi, vulnerabili creaturine, quell’ istinto alla difesa, alla lotta, se fin da piccini ci siamo confrontati  con la ferita del rifiuto.

Ma ora basta! Per quanto tempo ancora vogliamo vivere nel passato? E’ tempo di svoltare definitivamente, è tempo di lasciar andare la paura della perdita, gli attaccamenti ai vecchi schemi, l’illusione della separazione, ricordate i tre moschettieri ed il loro motto “Tutti per uno, uno per tutti”?. La ricchezza del singolo nel collettivo si potenzia, la diversità del singolo, la sua unicità  lo rende speciale nel nuovo paradigma sociale , ognuno di noi è veicolo di particolari talenti che possono arricchire il mondo. La chiusura e l’ancoraggio eccessivo alle proprie tradizioni e ai propri sistemi di credenze non consente apertura e confronto, la creatività ed unicità dell’altro è anche lo specchio in cui possiamo riconoscere la nostra particolare unicità e tante sane individualità capaci di cooperare e mediare tra valori diversi, creano il ponte di passaggio dal vecchio al nuovo modello di società.

La famiglia, cellula del corpo sociale

Siamo tutti pronti a portare ciò che siamo davvero all’interno dei sistemi in cui viviamo, in primis nel sistema familiare, cellula del sistema sociale. Aprendosi alla possibilità di trasformare i meccanismi di lealtà inconscia, ci si apre finalmente all’affrancamento da prigionie di famiglia che ostacolano la vera espressione dell’Amore tra i suoi componenti. Perché sentirsi in obbligo di rispettare le aspettative personali e lavorative della famiglia? Cosa accadrebbe se permettessimo a noi stessi di esprimerci liberamente senza paura di perdere l’affetto dei nostri cari? Cosa ci spaventa davvero nel diventare persone libere?

Ognuno porti nel collettivo la propria personale sfumatura di colore

La famiglia è un luogo di rispetto, di Amore, in famiglia possono entrare persone care che, pur non essendo biologicamente legate, ne fanno parte integrante. La famiglia non è un nucleo puramente anagrafico, non sono solo i legami di sangue, la famiglia è rispettare la felicità dell’altro ed è sostegno nell’auto-realizzazione dei propri componenti.

Tutto il resto è vecchio paradigma, è struttura imprigionante e, oggi, si può e si deve cambiare per far nascere una nuova società composta da persone auto-realizzate, indipendenti e felici nel contribuire al benessere di tutti attraverso la propria unicità.

Bella sferzata di energia in questo Novilunio, ognuno porti nel collettivo la propria personale sfumatura di colore, un abbraccio pieno di Luce.

Rossana Strika

 


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