La Luna: l’archetipo rimosso


Il Sole, in astrologia, rappresenta la scelta cosciente dell’Io nell’uso dell’energia, mentre la Luna è tradizionalmente associata a ciò che è spontaneo e che prospera seguendo i ritmi della Natura.

Mentre il primo rappresenta la Sintesi del viaggio interiore che porterà l’Eroe/Eroina (l’Io) a scoprire come utilizzare le proprie risorse e come rendere le proprie debolezze dei doni preziosi, alla Luna è assegnato il compito astrologico di fornire quell’alambicco alchemico all’interno del quale dare inizio al processo.

La Luna sarà la prima luce sperimentabile, e riflesso di Altro, in quella Notte in cui esiste solo l’indifferenziato.

I due luminari nell’astrologia occidentale

E’ parere comune ritenere che in Occidente dal punto di vista astrologico ci sia maggiore facilità ad immedesimarsi con il proprio Sole, ignorando al contempo la posizione dell’altro luminare: sono poche le persone che, se interpellate, sanno in quale segno si trovi la propria Luna. I più preparati e curiosi sapranno sicuramente la posizione del proprio ascendente, ma per quanto riguarda la Luna, questa conoscenza è rara.

Questo è sicuramente anche conseguenza di una scelta commerciale effettuata agli inizi del ventesimo secolo, quando si è fatta sentire l’esigenza editoriale di arricchire i giornali con riferimenti astrologici. La categorizzazione in dodici tipologie mensili, legata alla posizione del Sole attraverso i dodici segni zodiacali e quindi in riferimento alla stagione dell’anno in cui si nasce, sarà sicuramente sembrata quella più sensata ed è su questa sommaria e grossolana suddivisione che si concentrano le critiche, a volte condivisibili, dei detrattori dell’astrologia.

Nell’interpretazione del tema natale, in realtà, l’astrologo prenderà in considerazione entrambi questi elementi, oltre agli altri pianeti ed elementi del tema, dando nell’interpretazione un maggior peso (almeno inizialmente) all’astro notturno: la Luna, infatti, rappresenta il serbatoio di ricordi e impressioni legati ai primi momenti di vita e che daranno vita a tendenze ed atteggiamenti considerati “inconsci” e reattivi, frutto di abitudini ed educazione. La Luna, ricettrice di luce, immagazzina e conserva l’impronta di tutto quello che, come accade alla pellicola fotografica, la impressiona.

La Luna simbolo del Femminile?

Che cosa sono le stelle se non un continuo invito ad espandere i confini dell’immaginazione, a depersonalizzare l’esperienza soggettiva, a sintonizzarsi con l’anima mundi interiore che i pianeti fanno ruotare? (Thomas Moore)

L’incapacità della polarità maschile yang, presente sia nell’uomo che nella donna, di entrare in contatto con la parte più ricettiva della psiche e la cui manifestazione più evidente è l’adesione ad un patriarcato più o meno manifesto, accanto a quella femminile di gestire rabbia e violenza attribuendola ad altro fuori da sé, ha relegato un po’ alla volta alcune funzioni psichiche ad un ruolo subalterno e rimosso che, nei casi più preoccupanti, tendono ad inflazionare completamente la personalità. Avremo così misogini che sfilano “accanto” a donne che odiano il maschile, entrambi incapaci di uscire da un loop che li condanna ad essere eternamente in contrapposizione e mai liberi.

Stiamo vivendo un’epoca di grande risveglio del Femminile e, sebbene questo non stia avvenendo senza ostacoli, è possibile accorgersi come si stia cercando di riflettere tutti assieme sulla parte notturna (e nascosta) di ciò che ci rende umani.

Il simbolo della Luna per molti versi si presta ad incarnare questa polarità.

Non è giusto, però, considerare un simbolo così grande come “proprietà” esclusiva di un genere sessuale. Quello che l’astrologia può insegnarci, anche attraverso la pratica immaginale, è la morbidezza delle posizioni: uomo e donna hanno potenzialmente accesso, in egual misura seppur dovendo affrontare questioni diverse, al proprio mondo interiore proprio come dovrebbero averlo a quello realizzativo esteriore, essendo le caratteristiche individuali e culturali le uniche discriminanti. 

La capacità di portare all’esterno certe caratteristiche è in larga parte determinato dalla cultura in cui si cresce, cultura che ha la sua prima roccaforte educativa nella famiglia. Una psiche si nutre dell’ambiente che la accoglie quando viene al mondo e, per quanto possa essere un ambiente emancipato, questo favorirà alcune caratteristiche e ne negherà altre, rimuovendole e rendendole sconosciute e fonte di mistero. Per la psiche maschile questo rimosso riguarda le caratteristiche più femminili, mentre per la donna riguardano le caratteristiche maschili.

E’ bene ricordare che la Luna è considerata sia di genere femminile che maschile a seconda della tradizione di riferimento: non dimentichiamo che per i popoli di lingua germanica la Luna è “Der Mond” traducibile come “Il Luno” e che Chandra, il dio della Luna indiano, è una divinità maschile. I pianeti, delle volte suddivisi in base a caratteristiche femminili e maschili, in realtà descrivono delle funzioni presenti in nuce nella psiche di chiunque e che, per una caratteristica della percezione, tendono a disporsi in maniera opposta (polare).

Nonostante quello che la psicologia positiva ed ottimista del 1900 ha per anni tentato di inculcare attraverso l’adesione solo alla parte luminosa, pulita ed ordinata dell’esistenza, la crescita e maturazione sono possibili solo quando si è in grado di reggere la frustrazione derivante dagli opposti non conciliabili e che dovranno trovare un diverso piano per coesistere. Sarà la psiche che dovrà fare un salto nel vuoto, dando corpo alle contraddizioni che nel tema di nascita sono rappresentate dagli aspetti astrologici disarmonici.

Per ottenere questa armonizzazione l’Io dovrà ad un certo punto arrendersi ad accogliere anche l’imperfetto e l’incompiuto, rinunciando per qualche attimo all’ossessione assertiva solare, lasciando spazio anche alla Luna.

A tal proposito scrive Carl Gustav Jung che:

“Noi non risolviamo mai veramente i problemi fondamentali della nostra vita, solo cresciamo attraverso essi.”.

La Luna nel tema natale maschile e femminile

Cosa cambia se ad osservare lo stesso simbolo, quello lunare, è l’occhio maschile o quello femminile?

Cambieranno le sfide a cui si è chiamati. Quello che sarà diverso, ad esempio, sarà il modo di utilizzare tutte le funzioni psicologiche rappresentate dai pianeti interiori, legittimati o meno dallo Spirito del Tempo. Mancano nella termologia occidentale, purtroppo, dei termini che diano testimonianza dell’opposta polarità, termini che la cultura cinese invece ha espresso nei concetti di Yang (attivo) e Yin (ricettivo).

Ma come Eraclito già enunciava: “Il conflitto è al contempo padre e re di ogni cosa.”
E come esprime anche Marina Valcarenghi nei suoi testi, la scelta di favorire alcune caratteristiche a discapito di altre, privilegiando un modo di essere al mondo attivo ed estrovertito, deve essere stata l’unica scelta possibile in un lontano passato per sopravvivere ad invasioni e guerre.

I tempi stanno cambiando, sebbene il cambiamento riguardi le persone in modi e tempi diversi.

Per alcuni è possibile attendere il tramonto e accogliere la notte, addentrandosi in una avventura tutta nuova e che formerà un po’ alla volta i suoi eroi.

La Luna rischiarerà il cammino in certi momenti e si nasconderà in altri. 

 


Lascia un commento