Level 2: La perturbante potenza di Eros


Nel nostro “gioco della seduzione” (qui il link all’introduzione), la nostra psiche si è avvalsa del gioco degli opposti per entrare in contatto con la propria parte più pulsionale attraverso il contatto con l’animalità e la seduzione violenta di Pan (per saperne di più clicca qui). Ora ci apprestiamo ad incontrare l’altrettanto perturbante Eros in un articolo che, come sempre, non ha pretese di esaustività ma vuole essere fonte di suggestione e spunti per ulteriori letture e ricerche.

Eros è una delle figure più importanti ed ambigue dell’intera mitologia greca e su cui sono state scritte migliaia di pagine fin dall’antichità. Sconosciuto ad Omero, compare in Esiodo quale potenza teogonica per poi trasformarsi nelle raffigurazioni successive in una divinità dell’amore con l’aspetto a tutt’oggi conosciuto di putto alato, armato di arco e frecce, sovente affiancato ad  Afrodite.

Non avendo particolare simpatia per i bimbi paffutelli e svolazzanti, preferisco soffermarmi su quella che è l’accezione più interessante di Eros quale primordiale forza attrattiva che anima e dis-ordina l’universo.

 

EROGENESI: EROS FIGLIO DI CAOS

Nella sua Teogonia, Esiodo racconta che sono quattro le potenze da cui trae origine l’universo intero: la prima è Caos il grande abisso, il vuoto, la voragine spalancata che contiene il tutto in potenza e il tutto informe e indifferenziato. Da Caos viene generata Gea, la Terra, la sede stabile di tutto ciò che ha acquisito una forma e con essa limiti e confini. Gea affonda le sue radici nel Tartaro, il buio sotterraneo e infero sotto il quale si spalanca ancora l’abisso. Ed infine Eros, figlio di Caos,

il quale è amore, il più avvenente fra tutti gli immortali, che scioglie le membra, e in tutti gli déi, in tutti gli uomini soggioga l’intelligenza del cuore e tutto il loro sagace progettare.” (Esiodo)

Eros è quindi presente prima della comparsa degli uomini, prima della comparsa dei Titani e prima della comparsa delle divinità olimpiche. E’ un’energia primordiale da cui nemmeno gli dei sono immuni, figuriamoci gli uomini. La forza attrattiva innescata da Eros non è una corrente di superficie, è un movimento estremo, superiore e profondo al tempo stesso che ci scuote dalle fondamenta del nostro essere. Eros “scioglie le membra”, spezza quindi la forza di azione e “soggioga l’intelligenza del cuore e altera la capacità di progettare”, piega quindi la lucidità di pensiero. Ecco perché Eros non solo non ha a che fare con il regime apollineo dell’ordine e della struttura, ma addirittura lo minaccia ed uno splendido esempio ne è il mito di Apollo e Daphne.

 

MOVIMENTO VERSO UN PUNTO DI PERDITA

Essere afferrati da Eros è essere sospinti da qualche parte, una condizione non statica: essere innamorati è essere sulla via, un transito. L’amore non solo trasforma, ma traduce, trasporta e traspone. Così, quando la psicologia parla di amore come traslazione, essa coglie la tendenza a mantenere le cose instabili e in movimento” (Thomas Moore).

Eros è una forza incontrollata che irrompe nella nostra vita ordinata, rompe lo schema di stabilità facendo affiorare fantasie e desideri potenti che possono far collassare intere nostre strutture: legami, carriere, valori. Eros è “movimento verso un punto di perdita”, dice Galimberti. E difatti Eros evita il ristagno delle nostre forze vitali, rimuove i blocchi con cui l’anima si impedisce di vivere, si diverte a  mescolare i sessi e tutte le componenti del mondo, fa sentire nuova la vita, ringiovanisce.

Eros è quindi un generatore di mondi e ogni mondo implica un nuovo ordine da distruggere. Giocare al gioco di Eros significa accettare il cambiamento continuo, ecco perché è così fortemente collegato alla creatività. Laddove cadono le vecchie strutture si crea spazio nel quale può attivarsi la creatività e la capacità immaginale e la psiche può imparare a riconoscere i propri tanti volti.

Si muove in molte direzioni così che ognuno dei mondi fantastici che genera presenta il proprio piacere erotico. L’eros dell’uno può sembrare perverso e pervertitore dell’altro.”  (Thomas Moore)

 

IL DIO DELLA TRASFORMAZIONE E DELL’EVOLUZIONE

Eros non coincide con il sesso, perché il sesso è soltanto uno strumento di cui Eros si può servire per turbare l’ordine esistente. Eros è piuttosto il demone del movimento di un errare infinito, la costante ricerca (senza pretesa di trovare) della possibilità di confronto con il “non io”, con l’Alterità.

Se consideriamo Eros nella sua accezione di Desiderio che si muove sulla direttrice dell’attrazione verso qualcosa o qualcuno e lo riportiamo al contesto più vasto possibile di attrazione, pulsioni sentimenti, fascinazioni e tutto quello che attiva in noi il processo di eccitazione a qualunque livello, allora si può intuire il perché Eros proceda direttamente dall’atto creativo e sia annoverato tra le potenze primigenie:

desiderare è uno dei motori dell’incedere nell’evoluzione, se non avessimo desiderato niente, saremmo rimasti a fare il fuoco con le pietre. Eros come desiderio di unirsi e tensione di andare verso ciò che non ho, non è, non so o non sono. E’ la nostra connaturata istanza di alterità, di rapporto con l’alterità. Eros in tutte le sue accezioni continua ad essere il motore della nostra evoluzione.” (Claudio Marucchi)

Davanti alle derive iconografiche contemporanee che schiacciano Eros nel corpo infantile e non letale di un bimbetto alato che scatena profusioni di cuoricini e romanticherie, dovremmo tenere a mente che la seduzione di Eros è anzi ustionante e solvente al pari di una possessione ed è capace di decretare lo Scacco Matto (da “Shāh māt“, espressione persiana che significa “il Re è morto”) nelle nostre strategie e pianificazioni di staticità. Eros ci mette in scacco, fa saltare le regole del gioco perché le regole sono la negazione del gioco. Ci costringe a fare i conti con quanto siamo disposti a giocare noi stessi puntando tutto sull’ignoto e ci chiede anche di comprendere da dove partiamo perché, muovendosi appunto in molte direzioni e senza copioni prestabiliti, potrebbe anche accadere che al “là da dove veniamo” magari un giorno desidereremo di tornare.

 

Fonti bibliografiche:

Carotenuto, Riti e miti della seduzione, ed. Bompiani – Saggi Tascabili, 1996

Erodoto, Teogonia, ed. Bur, 1984

Gasparotti, Filosofia dell’eros, ed. Bollati Boringhieri, 2007

Moore, Il lato oscuro dell’eros, ed. Lyra libri, 1998

Galimberti, Le cose dell’amore, ed. Universale Economica Feltrinelli, 2018

C. Marucchi, Erotismo e spiritualità ed. L’età dell’acquario edizioni, 2013

 

Altre fonti:

Claudio Marucchi, Corso Archetipi e sviluppo della coscienza, lezioni per Durga SAI, 2017/2018

Claudio Marucchi, Corso Erotismo e Spiritualità, 2016

 

In copertina:

Victor Prouvé, Les Voluptueux


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