Eclissi solare del 21 agosto 2017


La sesta lunazione di quest’anno, chiamata dell’Uva, ha inizio con un evento astronomico potente e carico di timori ed aspettative: il 21 agosto, alle 20:24 ora italiana, la Luna Nuova che si formerà negli ultimi gradi del Leone darà vita, proprio a causa della vicinanza ai nodi lunari dei due luminari congiunti, ad una eclissi totale di Sole.

Sarà una eclissi tutta americana, dato che l’ombra attraverserà gli USA da costa a costa e astrologicamente questo significa che gli effetti, per noi europei, saranno molto ridotti e si concentreranno nel mondo interiore.

Ho già avuto modo di parlare brevemente del valore simbolico e metaforico delle eclissi, sia lunari che solari (come ad esempio in questo articolo su quella lunare di febbraio) che, a causa della loro natura eccezionale rispetto al normale corso degli eventi della natura, sono state collegate nel corso della storia ad eventi altrettanto sconvolgenti nella vita di tutti i giorni: il timore di non farcela, perché tutto cambia e muore, è più facile che affiori quando il normale corso degli eventi viene sconvolto o accade qualcosa di improvviso che scuote le sicurezze.

I punti di riferimento dati per certi iniziano a vacillare e con essi anche la centratura in se stessi.

Quello che sta accadendo a livello mondiale e locale non ha bisogno di rivelazioni. Non è una novità: lo respiriamo nell’aria continuamente e siamo costantemente allertati da una situazione internazionale di tensione.
Plutone in Capricorno, a livello collettivo, sta da anni smascherando i giochi di potere mentre Urano, rimasto a lungo in quadratura a Plutone dall’Ariete, ha concorso a creare una situazione generica di instabilità a tratti esplosiva. Questo scenario, così brevemente tratteggiato, serve solo a far capire che anche gli attuali eventi astronomici con rilevanza astrologica in realtà non emergono dal nulla, ma fanno da didascalia ad un clima collettivo teso.

Cosa avverrà in Cielo

 

Sole e Luna si troveranno  uniti sul 29° grado del Leone che, secondo la simbologia sabiana, sembra descrivere alla perfezione la situazione in cui ci troviamo immersi:

“Una sirena emerge dalle onde dell’oceano pronta per rinascere a nuove forme” 

ed utilizzando il grado in maniera oracolare, come suggerisce  GraZia Bordoni nel suo testo “Lo Zodiaco e i suoi gradi”, si fa strada l’indicazione che sia consigliabile adattarsi alle circostanze grazie a doti di flessibilità e alla capacità di cambiare idea.

Tutto però sembrerà remare in direzione opposta, soprattutto se questa combinazione andrà a toccare l’ascendente o qualche pianeta del proprio tema natale con la congiunzione (Ascendente o pianeti personali negli ultimi 5 gradi del Leone), l’opposizione (Ascendente o pianeti personali negli ultimi 5 gradi dell’Aquario) e/o la quadratura (Ascendente o pianeti personali negli ultimi 5 gradi di Toro / Scorpione).

Mercurio retrogrado nel lucido segno della Vergine, isolato dal resto dei contatti tra pianeti, è metafora del rischio che possiamo correre in questo momento, lasciandoci sommergere dalla sensazione di non riuscire ad esprimere con sufficiente chiarezza il nostro punto di vista. Sebbene sia consigliabile evitare le discussioni e le provocazioni, dall’altra parte la retrogradazione di Mercurio, specie se congiunto a qualche pianeta personale, permetterà di vedere se stessi con maggior obiettività.  La lucidità, per quanto riguarda la progettazione in questo momento sarà carente e quindi è sconsigliabile intraprendere qualsiasi impresa o prendere decisioni repentine, ma sarà compensata da una lucidità di intenti e da una capacità maggiore di passare attraverso i propri stati d’animo, scandagliando a fondo il proprio mondo interiore.

E’ metaforicamente notte, non c’è alcuna luce ad illuminare il cammino e saranno soprattutto le emozioni, ambito che il segno della Vergine tollera poco, a cercare di scandire il passo attraverso pensieri e parole.

Urano in Ariete, in trigono alla sigizia soli-lunare, spinge all’azione, ma in questo momento è proprio su questo che sarà necessario fare attenzione, evitando i colpi di testa: tutti i pianeti parlano della necessità di fermarsi, di prendersi una pausa di riflessione limitandosi ad osservare quello che c’è. E’ utile, in questo momento, prendere nota (con carta e penna, come si faceva un tempo) di quello che nella propria vita stona, rimandando il momento dell’azione a dopo il 5 settembre, quando anche Mercurio riprenderà il moto diretto.

Cooperare con l’eclisse

In questi giorni sui social e in rete non sono mancate previsioni, profezie e consigli per affrontare al meglio questa eclisse solare che, come ogni eclisse che si rispetti, va a smuovere preoccupazioni e paure ancestrali.

In linea con la natura filantropica e generosa, ma ben poco lungimirante del Sole in transito in Leone, sono state proposte meditazioni collettive, cerchi di preghiera, canalizzazioni di potenze angeliche per sfruttare la potenza dell’evento: chiunque, a modo suo, vuole debellare quel senso di impotenza che stiamo tutti provando di fronte ad un mondo sempre più incontrollabile.

Fermo restando che ognuno deve sentirsi nella condizione di decidere quello che è meglio per sé, esercitando al massimo il proprio libero arbitrio, per me è urgente sottolineare che per la maggior parte delle tradizioni spirituali (fatta eccezione per alcune vie tantriche che però tutelano i discepoli con trasmissioni iniziatiche ed istruzioni specifiche)  il momento dell’eclisse solare corrisponde ad un abbassamento della luce e della consapevolezza e con essa è più probabile che emergano ombre, fantasmi e comportamenti istintivi, indirizzati prima di tutto alla propria sopravvivenza e che possono solo in seconda battuta avere una ricaduta a livello collettivo.

Il nodo nord (Rahu), coinvolto nell’eclisse per la vicinanza ai luminari, si trova in una zona dell’eclittica che secondo il calcolo siderale utilizzato dagli astrologi indiani è denominato Gandanta, un punto critico, e rappresenta una soglia molto simile a quell’impalpabile momento in cui il giorno lascia spazio alla notte. E’ durante la notte, infatti, che è più probabile incontrare le parti di noi che non ci piacciono, ed è sempre durante il sonno che, in barba a tutta l’educazione ricevuta, emergono i veri bisogni di ogni persona attraverso sogni, immagini e pensieri notturni.

L’eclissi solare creerà appunto una situazione simile a quella del sonno e all’attività onirica quando il controllo dell’Io è più debole ed è più facile avere accesso a strati più profondi ed inconsci della psiche. In questo momento ognuno avrà il prioritario impegno di fronteggiare se stesso, di osservarsi nel gioco, di vedere quali lati della propria personalità prenderanno il sopravvento: lasciarsi coinvolgere in attività di gruppo, specie se quest’ultimo non è nemmeno definito in chi vi prenderà parte come accade attraverso i social, senza la supervisione di un Guru o di una guida, può essere molto rischioso e predisporre ad esperienze spiacevoli nei mesi a venire.

L’eclisse, prima di essere una esperienza collettiva, ha un impatto personale, facendo emergere ansie e paure e sarà difficile, se si è lontani dal proprio mondo emotivo, essere di qualche utilità in meccanismi ben più complessi che sono quelli del gruppo. La nostra mente occidentale ed educata, lontana com’è dal mondo cruento e delle volte dissacrante delle immagini e del simbolo, non potrebbe far altro che cercare di apportare un cambiamento all’esterno quando in realtà il vero e unico cambiamento favorevole in questo momento è quello interiore.

L’eclisse può essere quindi più proficuamente utilizzata per vegliare su di sé ed osservare, nella penombra, cosa si agita nel proprio mondo interiore, favorendo la meditazione personale con l’astensione da sostanze intossicanti come il tabacco o l’alcol, e alleggerendo il corpo attraverso una alimentazione leggera.

Ben vengano le meditazioni collettive e i lavori di gruppo, ben vengano tutti i buoni propositi che non fanno altro che ricordarci l’aspetto più nobile della nostra natura umana, a patto però di essere certi che questo non sia solo un ulteriore modo per sfuggire ad un lavoro personale cercando nel gruppo un palliativo ad angosce personali e una scusa per non cambiare.

Poiché, come scrive anche Carl Gustav Jung:

“ (…) il mondo non ha solo una faccia esteriore, ma anche una faccia interiore, non è solo visibile fuori di noi, ma opera prepotentemente su di noi, in un presente senza tempo, dai più profondi e apparentemente soggettivi fondi della psiche; ecco una nozione che, pur essendo una antica saggezza, merita di essere valutata con un fattore formativo della nostra visione del mondo.”



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