Sulla potenza dell’arte. Dolore e Luna (1/4)

«Moverà l’istoria l’animo quando gli uomini ivi dipinti molto porgeranno suo proprio movimento d’animo. Interviene da natura, quale nulla più che lei si trova rapace di cose a sé simile, che piagniamo con chi piange, e ridiamo con chi ride, e doglianci con chi si duole». (Leon Battista Alberti, De Pictura, II, 41).

Leon Battista Alberti evoca con queste parole il particolare potere dell’arte in grado di muovere emozioni e sentimenti in accordo a ciò che l’occhio osserva.

Nella storia, ma soprattutto nel pensiero filosofico, sono prima di tutto quattro le macro-aree emozionali in cui sono particolarmente visibili gli effetti delle emozioni umane: dolore, paura, piacere e desiderio. Queste possono essere semplicemente ricondotte a sensazioni piacevoli e sensazioni dolorose.
Presenterò pertanto quattro opere, all’interno delle quali avremo modo di osservare non solo le categorie espressive sopracitate, ma anche alcuni attributi che le collegano al mondo astrologico e immaginale.

Il dolore: ospite inquietante

Particolarmente istruttivo e potente è un sentimento più di altri, il dolore. Determinati filoni spirituali hanno utilizzato, se non addirittura strumentalizzato, questo potere dell’arte e spesso l’empatia generata da immagini cruente, dolorose o compassionevoli ha mosso gli animi dei fedeli con una potenza tale da sostituirsi alle parole scritte. L’esempio più conosciuto è senza dubbio la Biblia Pauperum, ossia quell’infinito mondo d’immagini che nel mondo cristiano ha mosso alla conoscenza del dolore provato dai suoi protagonisti principali: Cristo, santi, martiri, ma soprattutto un mondo femminile compatto nella comprensione del dolore più grande, quello intimo e acuto, la perdita del proprio figlio, provato dalla madre Maria, più spesso definita semplicemente Madonna.

Sebastiano Luciani detto del Piombo (Venezia 1485 – Roma 1547), La pietà, 1516-1517, olio su tavola, 190 x 245 cm, Museo Civico, Viterbo.

Giorgio Vasari, nel 1568, ricorda così questa magnifica opera di Sebastiano del Piombo:

«un Cristo morto con una Nostra Donna che lo piagne […] fu con molta diligenza finito da Sebastiano che vi fece un paese tenebroso molto lodato».

Il corpo esanime del Cristo dall’incarnato livido, esaltato dal candido lenzuolo sottostante, è perfetto, lontano e isolato dalla figura della madre. Sembra quasi di percepire le due freddezze, del corpo e della terra, lievemente mitigate dal morbido telo.
La figura della madre è invece quanto di più antitetico alla leggiadria delle esili figure mariane. Il suo corpo, massiccio e forte si erge verso l’alto, invocando e intercedendo per il trapasso del figlio. L’abito blu, il plenilunio appena sorto e la dimensione notturna, sono tutti elementi che esaltano la freddezza della scena.

Il dolore, la morte, la notte, emozionano e rendono partecipi gli astanti del profondo pathos dell’immagine.

Sebbene sia stato notato come la figura della madre, nella posa, richiami una rassegnazione per l’avvenuta morte e una speranza nell’imminente risurrezione, il corpo del Cristo, finalmente adagiato come fosse a riposo, racchiude e ricorda nelle piccole ferite a mani e piedi, tutta la fatica, l’angoscia, il dolore e la sofferenza ch’egli patì negli ultimi maledetti momenti di vita.

In particolare il tema del notturno, l’uso dei colori e il paese sullo sfondo, che Sebastiano ha saputo rendere in tutta la sua oscura attinenza al dolore e al freddo, sottendono a un significato ripreso nell’interpretazione coloristica.

Nella sovrastante luna, avvolta dal velo delle tenebre blu, ritroviamo il viso della madre, pallida luna circondata dagli abiti della stessa gamma notturna; mentre il livido corpo del Cristo, sdraiato ed orizzontale, ha il suo pendant nello sfondo che si dipana dietro la figura della donna, dove la solita gamma di verdi accresce la desolazione dell’avvenimento tragico che in questi ultimi ‘bagliori sanguigni’ ha il suo tanto atteso epilogo.
Secondo Claudio Strinati sarebbe questa forte tensione emotiva, in accordo all’antica concezione aristotelica della catarsi, il culmine dell’azione, costituita proprio dall’assenza dell’azione o dall’immobilità metaforica, dove gli elementi naturali, compresa la notte, concorrono al compianto universale e al dolore assoluto.

La Pietà di Viterbo costituisce la prima pala d’altare sulla quale gravi una luce notturna. L’oscurità del paesaggio sullo sfondo e la scelta delle tenebre collegano la tavola e il suo pathos alle descrizioni dantesche dell’Inferno, dove Sebastiano avrebbe ritratto proprio il Bulicame di Viterbo, il mitico luogo d’accesso agli Inferi. Una terra desolata e fredda, quindi, dove le tenebre sono presenti con tutta la loro carica evocativa, la morte scuote di dolore come i terremoti e i lampi sanguigni rammemorano sullo sfondo le saette della tempesta. Un verso di Dante è calzante nel correlare il dolore e il paesaggio sullo sfondo della Pala: «La terra lagrimosa diede vento, 
che balenò una luce vermiglia
la qual mi vinse ciascun sentimento».Leonardo, nel Trattato della Pittura, descrive la speciale caratteristica del pittore di poter «generare siti deserti, luoghi ombrosi o freschi ne’ tempi caldi, e così luoghi caldi ne’ tempi freddi» sottolineando con queste parole la capacità da parte della pittura di generare sensazioni percepibili con il tatto, dato che freddo e caldo sono proprio gli aristotelici sensibili propri della pelle.
Nella Pietà di Viterbo, tutti gli elementi concorrono a ricordare questa speciale sensazione creata dalla pittura. Il paesaggio è freddo nei colori, nelle pose e nel tema.
Salvatore Natoli, ne L’esperienza del dolore, elenca i termini con i quali si definiva il dolore nell’Antica Grecia, tutti nomi che semanticamente si legano alle sensazioni di freddezza, βάσανος, dove pietra è il significato originale e poi c’è άλγηδών, vento freddo o dolore.
Il contatto con la terra è basale e freddo come la roccia e come le pietre diroccate e abbandonate che si vedono in lontananza. Il vento algido percepito come ‘bufera che squassa e dirompe’ dilaga nel retroscena e ha il suo contrappasso nel dolore della madre, un dolore luttuoso che Natoli esamina alla luce degli scritti freudiani.

In Lutto e Malinconia lo psicoanalista Sigmund Freud considera i due stati d’animo in base alle loro manifestazioni e sostiene che l’unico termine appropriato con cui è possibile identificare lo stato d’animo del lutto sia proprio doloroso.
Natoli afferma:

«Il dolore è un’esperienza intensa, ma nel contempo variata nelle sue sfumature e nei suoi timbri: essa muove dal dolore vivo, fisico, corporeo, puntuale ed intenso per giungere ad una percezione universalmente dolorosa, allo spettacolo del mondo come desolazione e perciò come destino di morte».

Quale migliore rappresentazione del dolore se non un paesaggio devastato e freddo che suggerisce una condizione di morte come destino dell’umanità?

Un periodo storico non proprio facile

La Pietà, che Strinati definisce gravida di ideologia e foriera di avvenimenti futuri, si colloca in un periodo storico difficile e complicato, il XVI secolo.
Minacciata dalle novità provenienti dal Nord Europa e che avrebbero generato la Riforma, la Chiesa aveva allora impellente necessità di utilizzare immagini come questa che rendessero i fedeli partecipi al culto, facendo provare sulla loro pelle il dolore di Cristo e della Madonna. Un dolore compreso dalla memoria soggettiva di tutti coloro che facevano parte delle folle, basato sulle impressioni che colpiscono l’intima sfera psicologica, riavvicinando e stringendo quindi a sé i fedeli.
La Pietà costituisce una poesia figurativa che si serve dei colori, del dolore e degli attributi della melanconia per arrivare a ‘colpire’ il pubblico.
In Saturno e la Melanconia, gli autori notano come il termine malinconico, che nell’Antichità aveva dei significati specificamente riferiti al carattere e ai ‘liquidi’ di una persona, dal Medioevo in poi prese ad identificare una caratteristica più generica: spazi malinconici, luci melanconiche, note melanconiche o paesaggi melanconici, sì da coprire molte delle caratteristiche sensibili con uno stesso termine. Ciò non accadde all’interno della terminologia medica, ma solo in quella poetica, lirica e narrativa. Tale significazione si affiancò alle pene sentimentali dell’amore trovadorico e poi al significato soggettivo e transitorio dello stato d’animo malinconico, allontanandosi sempre più dai suoi significati medico-scientifici e arrivando a noi con tale accezione.
Solo “l’impressione della notte”, rimase un elemento pressoché invariato, che deriva dalla radice greca melàs, designante il nero e le tenebre e collegata alla bile dello stesso colore. Ancor oggi si utilizza l’aggettivo melanconico a chi è ‘lunatico’, per l’attinenza dell’astro lunare alla notte.

Natoli riporta attenzione al significato originario di pathos che rappresenta l’essere colpiti dall’esterno, una caratteristica comune a molte opere artistiche che dovevano emozionare i fedeli, assoggettandoli nella comune memoria del dolore.

Le sensazioni provate dalla nostra pelle, come piacere e dolore, legate direttamente al corpo, sono rese vivide dalla memoria, nella nostra intimità, nella soggettività profonda.
«La sciagura, il dolore, sono quindi ciò che per eccellenza colpisce: non si sceglie, giunge» e Leon Battista Alberti lo afferma chiaramente: «Noi dipintori, vogliamo coi movimenti delle membra mostrare i movimenti dell’animo […] ira, dolore, gaudio, timore, desiderio e simili».

La Luna, così mobile, giunge e porta con sé ogni movimento dell’animo ed è al tempo stesso improvvisa eppure puntuale.

Luna Piena dell’Eclisse: momento di purificazione (Febbraio 2017)

La Luna Piena di Febbraio è considerata tradizionalmente una Luna di purificazione e di disgelo: ci stiamo avviando verso la primavera, le giornate si allungano e con esse aumenta il calore del sole a disposizione di tutte le creature. Il corpo esce lentamente dal fisiologico rallentamento invernale e tutto inizia a muoversi più velocemente. La natura non è ancora sveglia, sebbene alcuni timidi accenni lascino intravedere la Rinascita imminente dopo la morte invernale. Per la tradizione magica occidentale, e se vogliamo anche per la mente che desideri lasciar spazio all’emersione delle Immagini, questa Luna è associata al colore bianco ed era particolarmente importante per la preparazione dei candidati sulla Soglia: riflessione e silenzio sono compagni importanti per ognuno di noi per favorire il raccoglimento interiore. Per chi vorrà allinearsi con le energie di questo momento sono indicati incensi alla salvia.

La Luna Piena di questo mese si perfezionerà durante la notte, all’1:33 ora italiana dell’11 febbraio 2017, all’interno di un fenomeno astronomico particolare, l’eclisse lunare di penombra, che darà a questa fase lunare delle caratteristiche astrologiche particolari.

Eclisse di Luna. Fonte: http://divulgazione.uai.it/index.php/Cartoline

Una Luna Piena con eclisse di penombra

Le eclissi, sia lunari che solari, sono sempre state guardate con un certo timore in quanto, discostandosi dal normale corso degli eventi astronomici e quindi da quanto ci si poteva aspettare dalla natura, non potevano che essere presagio di qualcosa di negativo e pericoloso. Per la mente antica le eclissi sono sempre state foriere di cambiamenti imprevisti e raramente positivi: questo non dovrebbe sorprenderci dato che, fino a non molto tempo fa (e in qualche luogo accade tuttora) la maggior preoccupazione delle persone era quella di sopravvivere, magari prevedendole, a guerre e pestilenze. 

Per quanto riguarda noi figli della modernità, le guerre e le pestilenze sono sempre meno esteriori e sempre più vissute interiormente, ma la forza delle angosce non è cambiata. Ciò che cambia è come la chiamiamo.
Ad un livello più profondo questo evento è un invito ad interrompere per un momento la routine, assaporando l’eccezionalità di un evento che riesce ancora a creare stupore nell’anima di alcuni attenti osservatori.

L’eclisse di Luna avviene nel momento in cui c’è un allineamento tra Sole, Luna e Terra con la Terra che, frapponendosi tra Sole e Luna, blocca la luce solare e proietta un’ombra su una Luna che sarebbe, in caso contrario, al massimo della sua luminosità, mettendo in questo modo in evidenza che i fenomeni dell’Universo sono spesso l’incontro di luce e ombra. L’eclisse ha la potenzialità di influenzare le parti ombra della personalità, portando allo scoperto tutto quello che è nascosto, dato che è nell’ombra che tendiamo a mettere da parte ciò che di noi non ci piace e che vivrà una esistenza parallela ed inconscia.

L’eclisse lunare sospende il tempo e blocca le memorie: in questo momento è possibile dedicarsi alla cura di sé, alla meditazione, all’introspezione, anche mettendosi attivamente alla ricerca, nella propria notte interiore non illuminata completamente dalla Luna, di risposte. E’ sicuramente un momento di smarrimento ed è per questo che è sconsigliabile, almeno a ridosso dell’evento, iniziare qualsiasi attività. Ma la fortuna ci sorride e a quell’ora la maggior parte di noi starà vivendo l’eclisse attraverso i sogni.

Le notti precedenti la Luna eclissata sono particolari ed ognuno incontrerà alcune questioni sospese: nel momento del sonno il velo della coscienza si discosta e lascia intravedere quello che è nascosto e preme per venire alla luce. Ciò che emergerà nei sogni e negli atti mancati (o lapsus) dei giorni a seguire sarà il tema sul quale sarà più proficuo riflettere, seguendo il Cuore piuttosto che la ragione, come la Luna Leone invita a fare.

Uno sguardo astrologico

La Luna Piena di questo mese si forma a 22° del segno del Leone, in opposizione quindi al Sole in Acquario.

Il segno dell’Acquario ha una fortissima connessione con quello che Jung definiva processo di individuazione che porterà la Persona, quindi l’insieme di tutti i comportamenti che abbiamo appreso fin da piccoli per adattarci alla vita sociale, a diventare sempre più Unica e Individuale, ovvero consapevole e responsabile della propria specialità, spogliandosi gradualmente dalle aspettative e andando incontro al proprio progetto interiore. L’Acquario è un segno votato alla lealtà nel senso più alto, ovvero ai propri sentimenti, sviluppando il coraggio di interrompere, delle volte anche bruscamente, quello che non si allinea al Progetto del Sè. Ed è questo progetto interiore ad essere, nella maggior parte dei casi, vissuto nell’inconsapevolezza. Come già anticipato, è una Luna di svelamento e di purificazione e quindi ci condurrà a spogliarci di tutte le zavorre che tentiamo di tenere nascoste. Questo non è semplice dato che tutti noi cerchiamo, più o meno con successo, di allontanarci da questo gravoso compito.

 

La Luna in Leone favorirà i nativi del segno risvegliando sentimenti di generosità e apertura verso il prossimo. L’unica cosa a cui dovrete prestare attenzione sarà l’eccesso di cura verso gli altri: cercate di non intromettervi nelle vite altrui e, se vedete qualcosa che qualche amico fa fatica a vedere, trattenetevi dal rivelarlo. Ognuno vede le cose più nascoste quando è pronto per farlo.

Sarà un cielo interessante soprattutto per la presenza di alcune interessanti configurazioni planetarie. Prima fra tutte il Grande Trigono di Fuoco che si formerà tra Luna-Saturno-Urano, interrotto dal Sole in Acquario che chiuderà la configurazione Kite, o Aquilone. Secondo Tracy Marks questa configurazione è un po’ più impegnativa del semplice Grande Trigono in quanto si aggiunge un aspetto di stress rappresentato dall’asse tra Sole e Luna. Sarà quindi il Sole a rappresentare il primo punto focale della configurazione, andando a rompere il circuito energetico dell’elemento Fuoco, introducendo l’Aria. Semplificando, il 22° grado dell’Acquario diventerà un punto particolarmente sensibile, stimolando quindi in maniera armonica i segni dell’Acquario e Gemelli che sono i segni più favoriti in questo lavoro. Con Mercurio in Acquario, infatti, è favorito il pensiero eccentrico e anti-convenzionale.

La presenza di Venere, Marte e Urano in Ariete sarà favorevole a Leone e Sagittario per cominciare a prendere in considerazione in maniera più seria alcune nuove amicizie e relazioni: è possibile che qualcosa di occasionale diventi stabile.

In ogni caso c’è molta instabilità e nervosismo nell’aria dato che la Croce a T, formata da Plutone-Giove(R)-Urano, premerà affinché emerga il nuovo che, però, non è detto sia ancora maturo per vedere la luce. Questo è un momento di preparazione, sebbene per alcuni (specie i segni di Fuoco) le prospettive del futuro siano già evidenti e l’impulsività ad agire e a prendere decisioni sia forte.

I segni più in difficoltà saranno Toro e Scorpione dato che avvertiranno le tensioni della quadratura con l’asse Leone-Acquario. Sarà necessario un lavoro di pulizia dei rapporti che sgomberi il campo soprattutto da tutti i fantasmi delle cose non dette.

 

 

La Luna: l’archetipo rimosso

Il Sole, in astrologia, rappresenta la scelta cosciente dell’Io dell’uso dell’energia, mentre la Luna è tradizionalmente associata a ciò che è spontaneo e che prospera seguendo i ritmi della Natura. Mentre il primo rappresenta la Sintesi del viaggio interiore che porterà l’Eroe, l’Io, a scoprire come utilizzare le proprie risorse e come rendere le proprie debolezze dei doni preziosi, alla Luna è assegnato il compito astrologico di fornire quell’alambicco alchemico all’interno del quale dare inizio al processo. La Luna sarà la prima luce sperimentabile in quella Notte in cui esiste solo l’indifferenziato.

E’ un dato di fatto che in Occidente ci sia maggiore facilità ad immedesimarsi con il proprio Sole, ignorando al contempo la posizione dell’altro luminare: questo è sicuramente frutto anche di una scelta commerciale scandita agli inizi del ventesimo secolo, quando si è fatta sentire l’esigenza editoriale di arricchire i giornali con riferimenti astrologici. La categorizzazione in dodici tipologie mensili, ovvero legata al transito annuale del Sole attraverso i dodici segni zodiacali, è quella che è sembrata più sensata ed è su questa sommaria e grossolana suddivisione che si concentrano le critiche, a volte condivisibili, dei detrattori dell’astrologia.

Nell’interpretazione del tema natale, l’astrologo prenderà in considerazione entrambi questi elementi, dando inizialmente maggior peso all’astro notturno, per cercare traccia di ricordi e impressioni che daranno vita a tendenze ed atteggiamenti considerati “inconsci” ed immodificabili, ma che sono frutto di qualcosa che è diventato abituale con il trascorrere del tempo. Questa cura sarà dettata dalla consapevolezza della distanza esistente tra il tempo astrologico, legato indissolubilmente gli eventi naturali scanditi dai transiti e armonizzato con i movimenti dell’anima, e quello esterno e vigile dell’Io che valuta il trascorrere della vita come un susseguirsi di obiettivi ed eventi.

La Luna simbolo del Femminile?

Che cosa sono le stelle se non un continuo invito ad espandere i confini dell’immaginazione, a depersonalizzare l’esperienza soggettiva, a sintonizzarsi con l’anima mundi interiore che i pianeti fanno ruotare? (Thomas Moore)

L’incapacità del maschio occidentale di entrare in contatto con la parte più ricettiva della psiche, la cui manifestazione più evidente è l’adesione ad un patriarcato più o meno manifesto, e quella femminile di gestire rabbia e violenza, ha relegato un po’ alla volta alcune funzioni psichiche ad un ruolo subalterno e rimosso che, nei casi più preoccupanti, tendono ad inflazionare completamente la personalità. Avremo così misogini che sfilano “accanto” a donne che odiano il maschile, entrambi incapaci di uscire da un loop che li condanna ad essere eternamente in contrapposizione e mai liberi.

Stiamo vivendo un’epoca di grande risveglio del Femminile e, sebbene questo non stia avvenendo senza ostacoli, è possibile vedere come si stia cercando di riflettere tutti assieme sulla parte più notturna dell’umanità. Il Simbolo della Luna per molti versi si presta ad incarnare questo polo. Ma non sarebbe giusto considerare un simbolo così grande come “proprietà” esclusiva di un genere sessuale. Quello che l’astrologia può insegnarci, anche attraverso la pratica immaginale, è la morbidezza delle posizioni: uomo e donna hanno potenzialmente accesso in egual misura al mondo interiore, proprio come dovrebbero averlo a quello realizzativo esteriore, essendo le caratteristiche individuali e culturali le uniche discriminanti. 

La capacità di portare all’esterno certe caratteristiche è in larga parte determinato dalla cultura in cui si cresce, cultura che ha la sua prima roccaforte educativa nella famiglia. Una psiche si nutre dell’ambiente che la accoglie quando viene al mondo e, per quanto possa essere un ambiente emancipato, questo favorirà alcune caratteristiche e ne negherà altre, rimuovendole e rendendole sconosciute e fonte di mistero. Per la psiche maschile questo rimosso riguarderà ovviamente le caratteristiche più femminili, mentre per la donna riguarderà le caratteristiche maschili.

E’ bene ricordare che la Luna è considerata sia di genere femminile che maschile a seconda della tradizione di riferimento: non dimentichiamo che per i popoli di lingua germanica la Luna è “Der Mond” traducibile come “Il Luno” e che Chandra, il dio della Luna indiano, è una divinità maschile. I pianeti, delle volte suddivisi in base a caratteristiche femminili e maschili, in realtà descrivono delle funzioni presenti in nuce nella psiche di chiunque e che, per una caratteristica della percezione, tendono a disporsi in maniera opposta (polare).
Nonostante quello che la psicologia positiva ed ottimista del 1900 ha per anni tentato di inculcare attraverso l’adesione solo alla parte luminosa, pulita ed ordinata dell’esistenza, la crescita e maturazione sono possibili solo quando si è in grado di reggere la frustrazione derivante dagli opposti non conciliabili e che dovranno trovare un diverso piano per coesistere. Sarà la psiche che dovrà fare un salto nel vuoto, dando corpo alle contraddizioni che nel tema di nascita sono rappresentate dagli aspetti astrologici disarmonici. Per ottenere questa armonizzazione l’Io dovrà ad un certo punto arrendersi ad accogliere anche l’imperfetto e l’incompiuto, rinunciando per qualche attimo all’ossessione assertiva solare, lasciando spazio anche alla Luna. A tal proposito scrive Carl Gustav Jung che: “Noi non risolviamo mai veramente i problemi fondamentali della nostra vita, solo cresciamo attraverso essi.”.

La Luna nel tema natale maschile e femminile

Cosa cambia se ad osservare lo stesso simbolo, quello lunare, è l’occhio maschile o quello femminile?

Cambieranno le sfide a cui si è chiamati. Quello che sarà diverso sarà il modo di utilizzare tutte le funzioni psicologiche rappresentate dai pianeti interiori, legittimati o meno dallo Spirito del Tempo. Mancano nella termologia occidentale, purtroppo, dei termini che diano testimonianza dell’opposta polarità, termini che la cultura cinese invece ha espresso nei concetti di Yang (attivo) e Yin (ricettivo).

Ma come Eraclito già enunciava: “Il conflitto è al contempo padre e re di ogni cosa.”
E come esprime anche Marina Valcarenghi nei suoi testi, la scelta di favorire alcune caratteristiche a discapito di altre, privilegiando un modo di essere al mondo attivo ed estrovertito, deve essere stata l’unica scelta possibile in un lontano passato per sopravvivere ad invasioni e guerre.

I tempi stanno però cambiando, sebbene il cambiamento riguardi le persone in modi e tempi diversi.

Per alcuni è possibile attendere il tramonto e accogliere la notte, addentrandosi in una avventura tutta nuova e che formerà un po’ alla volta i suoi eroi. La Luna rischiarerà il cammino in certi momenti e si nasconderà in altri. 

 

La Luna Piena dei Lupi (gennaio 2017)

Da quando, in quanto esseri umani, ci siamo fermati ad osservare le stelle e a cercare una corrispondenza con quanto accade qui sulla terra, gli eventi astronomici hanno da sempre la funzione di schermo proiettivo di speranze e paure.

I pleniluni invernali sono sicuramente i momenti tra i più suggestivi del nostro cielo: le fredde e oscure notti silenziose dopo la Luna Nuova, durante le quali la natura sembra immobile, iniziano a schiarirsi sempre di più fino ad arrivare al momento della Luna Piena, quando Sole e Luna in perfetta opposizione, sembrano congelare la situazione astrologica per fotografare ciò che è sospeso ed è in attesa di venir liberato. Ogni Luna Piena è speciale a modo suo dato che la danza dei pianeti porta alla formazione in cielo di uno scenario sempre diverso, a testimonianza del fatto che tutto cambia, nonostante il Cielo sotto il quale ci poniamo sia sempre lo stesso Immenso schermo a cui affidiamo le nostre speranze.

L’astrologia è uno strumento potente per avvicinarci ad un mondo interiore che prende forma attraverso i simboli planetari: ciò che conserviamo all’interno di noi (sogni, aspirazioni, stati d’animo) ha l’occasione di venir colto anche all’esterno e divenire un tema sul quale riflettere e con il quale meditare sulla propria vita: La Luna Piena, allora, congelando metaforicamente la situazione astrale, fornisce un pretesto per fermarsi in questo interstizio stellare per osservare i passi compiuti e quelli da compiere. Molto dipende dalla sensibilità e dalle esigenze di ognuno: non siamo tutti uguali e, soprattutto, non vediamo tutti il mondo allo stesso modo. La percezione della realtà, come insegnava anche Paul Watzlawick, dipende dalle immagini interiori che prendono vita attraverso il linguaggio ed è proprio attraverso il linguaggio poetico e metaforico che è possibile avvertire la presenza di una realtà più sottile e dalle sfumature lunari che prende forma davanti a noi.

Questa Luna Piena ha molto a che fare con il modo attraverso il quale comunichiamo, sia agli altri che a noi stessi.

Lo scopo reale dell’Astrologia, come Arte e come mappa Iniziatica, non è solo quello di lenire le sofferenze e rassicurare. E’ semmai uno strumento per connettere l’Io al Sè, per crescere e per trovare un filo conduttore tra ciò che è piccolo e personale e un’Esperienza aperta al trans-personale. Perché è chiaro che “Se poniamo un Dio fuori di noi, ci strapperà al nostro Sé, perché il Dio è più forte di noi. Allora il nostro Sé si troverà in grave difficoltà. Se invece il Dio si insedia nel Sé, ci sottrarrà alla sfera di ciò che è fuori di noi.”.

Il lavoro fondamentale allora, per chiunque sia realmente intenzionato a Conoscere, è cercare la Relazione tra l’Io e il Sè, tramite segni e messaggi che possono essere colti solo personalmente.

Luna Piena dei Lupi - 12 gennaio 2017
Luna Piena dei Lupi – 12 gennaio 2017

 

Durante il plenilunio la Luna raggiunge la maggior distanza astrologica dal Sole, opponendosi ad esso e guardandolo sfacciatamente dall’altra parte del cerchio zodiacale.

La Luna Piena del 12 gennaio 2017 si formerà a 22 gradi nel segno del Cancro e può essere chiamata in diversi modi, a seconda dell’elemento che si vuole mettere in luce: Luna dei Lupi, Luna Vecchia, Luna del Grande Inverno: mi è stato raccontato che è con questa Luna che era possibile, in tempi e luoghi diversi da questo, vedere le donne di conoscenza, volgarmente chiamate “streghe”, indossare vesti rosso scarlatto e bruciare incensi a base di anice, lavanda e rosmarino in modo da favorire l’armonioso scorrere delle energie.

Per capire in che modo questa Luna Piena agisca nella propria vita è utile collocarla all’interno del proprio tema di nascita, osservando in quale punto cade il 22° grado del Cancro.

La Luna si muove velocemente nel cielo e sarà lei ad avvicinarsi all’incontro con i giganti del Cielo: la prima Luna Piena dell’anno si formerà alle 12:35 nel segno del Cancro, opponendosi al Sole Capricorno largamente congiunto a Plutone, ed andrà a chiudere una particolare configurazione planetaria, chiamata Grande Croce Cardinale, formata per l’appunto da Plutone in quadratura ad Urano nel segno dell’Ariete a cui si è aggiunto Giove nel segno della Bilancia e, nella giornata del 12 gennaio, la Luna nel segno del Cancro.

L’opposizione della Luna Cancro al Sole Capricorno congiunto a Plutone andrà a risvegliare le emozioni in profondità in una dinamica sotterranea e visibile allo stesso tempo: la sensazione più forte per i prossimi giorni è che tutto sia precario e sul punto di cambiare. E questo è esattamente il messaggio che questa Luna vuole portare.
Con Plutone non si scherza. Il suo scopo è quello di scuotere le fondamenta della psiche in modo da favorire delle aperture della coscienza.
C’è un passo nel libro di Giobbe che può spiegare in maniera metaforica questo momento. Quando Giobbe, ormai stremato e agli sgoccioli della sua vita, si confronta con l’ultimo personaggio al suo capezzale, la moglie, si sente dare un consiglio che alle nostra orecchie sembra blasfemo. E’ l’Anima che si rivolge all’Ego esortandolo: “Maledici Dio e muori”. Ovvero… il passaggio può avvenire solo rinunciando alle prese di posizione su Giusto e Sbagliato, abbracciando l’esperienza nella sua totalità e muovendosi secondo un’Etica personale.
Giove in quadratura ai valori Capricorno (Sole, Plutone e, dal pomeriggio, Mercurio) da una parte rappresenta un ostacolo, dall’altra indica che è necessario osservare proprio questo enigma ed integrarlo nella propria vita, in modo da avviarsi verso una vera Autonomia.

Le tensioni con Urano in Ariete predispongono ai colpi di scena, quindi è necessario mettere in preventivo che in questi giorni alcune cose potrebbero cambiare inesorabilmente. La dinamica che si è creata tra Urano e Plutone sta lentamente modificando anche gli scenari mondiali già dal 2012: non si tratta ovviamente di cambiamenti di poco conto e, a livello personale, le vite soprattutto di chi ha dei pianeti nei segni cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno) si sta modificando in maniera abbastanza sconvolgente. Sebbene Plutone tenda a manifestarsi in maniera sotterranea e ipnotica, con Giove in quadratura nel segno della Bilancia l’energia in circolo tenderà ad essere più visibile, soprattutto a livello di reazioni.

Non sarà semplice, nelle prossime due settimane, mediare: la Luna in Cancro, infatti, metterà sul piatto della bilancia paure e sensazioni di vulnerabilità, al fine di poterle riconoscere ed integrare. Non è forte chi non cede mai, bensì chi si può permettere di crollare. Quella del 12 gennaio sarà una Luna sorretta dai pianeti nel segno dei Pesci, sebbene questo sostegno appaia paradossale: infatti sarà molto più facile essere feriti e questo testimonierà l’influenza che Chirone, il guaritore ferito, ha su tutta questa configurazione.

La Grande Croce Cardinale lavorerà anche sulla sensazione di blocco e di stasi, mettendo ulteriormente in luce l’urgenza di lanciarsi nel futuro lasciandosi alle spalle ricordi e nostalgie. Molte volte, soprattutto per chi ha molti pianeti in segni d’Acqua, il passato rappresenta anch’esso una sicurezza dato che è l’unica cosa che si conosce. Urano, in quadratura a Luna e Sole/Plutone, vi porterà a cercare una personale risposta alle sofferenze basata su una Verità più autentica e meno dipendente da mode spiritualeggiati e new-age. L’illusione offerta dalla configurazione e a cui si dovrà fare attenzione sta proprio qui: non è cullandosi in illusioni di perfezione che è possibile il cambiamento e nemmeno attraverso metodi bruschi e trancianti, bensì guardando con distacco tutto quello che arriverà in questi giorni, colpi di scena inclusi. 

Il consiglio è quello di non prendere tutto sul personale dato che ognuno reagisce al disagio a modo proprio. E’ necessario più che mai curare la propria capacità di prendersi cura di sé e delle persone che si amano.

La dinamica Luna – Plutone

Articolo apparso sul numero monografico della rivista Oltre-Confine Astrologia (n°14, dicembre 2014)

L’uomo (…) non vive più in un universo soltanto fisico, ma in un universo simbolico. Lingua, mito, arte e religione sono parti di questo universo, sono i fili che costituiscono il tessuto simbolico, l’aggrovigliata trama dell’umana esperienza. Ogni progresso nel campo del pensiero e dell’esperienza rafforza e affina questa rete. 
(Ernst Cassirer, “Saggio sull’uomo)

E’ da tempo immemore che l’essere umano tenta di dare un Senso ed una Voce al proprio vissuto, sia che esso derivi da eventi esterni, sia che prenda forma attorno a sensazioni ed emozioni. Il confronto tra quello che si “sente” e quello che accade all’esterno il più delle volte dà vita alla necessità di trovare degli strumenti per descrivere quello che si sta vivendo, essendo il mondo interiore soggettivo il più difficile in assoluto da comunicare. Sull’incomunicabilità si sono già spese pagine di letteratura, sia nella semantica che nella poesia.

L’Astrologia, checché ne dicano i suoi detrattori, è uno di questi strumenti. Filo di Arianna per elezione per l’uscita dal labirinto del Minotauro, rappresenta anche la tela perfetta per ricamare le storie delle vicende umane e per dare forma e consistenza alla narrazione. 

Già nel 1966 il filosofo francese Georges Gusdorf osservava giustamente che l’Astrologia fu ed è “un modo privilegiato di razionalizzare il reale”, “una interpretazione sistematica dei fenomeni” che attraverso “una trama di interrelazioni causali” offriva ed offre una risposta all’esigenza di totale “intelligibilità del mondo”. Muoversi tra Simboli astrologici e Archetipi, con cui l’astrologia lavora, offre la possibilità unica di osservare il mondo con altri occhi, liberi per qualche istante del razionalismo e positivismo operante, e di avvicinarsi ai contenuti astrologici in uno stato d’animo particolare ed unico che permette di intraprendere un viaggio all’interno della propria Anima. 

Contattare il Profondo tramite l’Emozione

Due di questi Simboli, la Luna e Plutone, sono l’emblema dell’infinitamente vicino e dell’irraggiungibilmente lontano, due punti che alla fine tendono a convergere e a fondersi quando si incontrano nel tema di nascita. E’ importante precisare che il modo in cui questi due pianeti si esprimono dipende da molti fattori, il più importante dei quali è sicuramente il sesso del possessore.

La Luna, signora del primo segno d’acqua dello Zodiaco (Cancro) rappresenta, come insegna Lidia Fassio, l’immagine primaria che il bambino forma di se stesso vedendosi riflesso negli occhi della madre. 
Il mondo alla nascita è troppo alieno e caotico, non ci sono esperienze che permettano di codificare quello che avviene all’esterno ed è quindi necessario che esso venga filtrato ed interpretato da una figura di riferimento che permetterà di calibrare le reazioni ad esso. E questa calibrazione avverrà soprattutto tramite le emozioni. Le emozioni, primitive seppur sofisticate, saranno la base da cui poi prenderà forma la percezione del mondo, ma non rappresentano ancora un discorso su di esso, ovvero una sua rappresentazione cognitiva. Quest’assenza di discorso caratterizza tutti i segni d’acqua in cui è il “sentire” ad essere in primo piano.

Plutone, signore del secondo segno d’acqua (Scorpione), è uno degli archetipi più difficili da vivere a causa della sua natura inafferrabile e invisibile e ben si presta ad essere l’incarnazione di tutte le pulsioni e degli istinti non socializzabili. E’ con Plutone che le emozioni rimosse dalla sfera conscia possono tornare finalmente a galla affinché sia possibile fare chiarezza.

Mentre con la Luna l’Io è in via di formazione, ovvero è in Potenza, quando incontra Plutone l’Io è già formato, ma brama e allo stesso tempo teme di venir mondato di tutte quelle parti non autentiche che la persona ha dovuto indossare per venir accettato dal proprio ambiente. Ma c’è un aspetto in comune, che rappresenta sia un punto di forza che una debolezza, nell’incontro di questi due pianeti, ed è qualcosa di legato alla loro comune reggenza sull’elemento Acqua: è qui che questi due pianeti possono metaforicamente specchiarsi l’un l’altro, essendo entrambi porosi e senza confini.

Limite estremo, Plutone è Simbolo anche di morte, preludio della rinascita, a patto che l’Eroe (o l’Eroina) accetti di sfidare il drago.

Immagine tratta dal Liber Novus di Carl Gustav Jung
Immagine tratta dal Liber Novus di Carl Gustav Jung

Gli aspetti che si creano tra Luna e Plutone, lungi dall’essere l’unico modo per arrivare ad una maggiore consapevolezza, danno vita però ad una tipologia particolare di Eroi. Essi si sentono vittime di un’amputazione, sentono di essere stati deprivati di qualcosa che però non riescono a mettere a fuoco ed è proprio per trovare questo “qualcosa” che percorreranno la strada maestra della Conoscenza di Se Stessi accettando di affondare nelle proprie emozioni, di lasciarsi contaminare da quello che dai più viene ritenuto impuro e cattivo, ma accettando altresì di affrontare il Drago e riprendersi quello che è sempre stato loro e che è intimamente connesso con il Potere Personale che Plutone rappresenta. 

Il problema cardine degli aspetti Luna-Plutone si nasconde nella doppiezza del secondo in combinazione alla porosità e capacità di ritenzione della prima. Quello che si “sente” e che non ha nome non è facilmente affrontabile ed assume sempre una doppia valenza, lasciando la persona in balìa di emozioni contrastanti che a rigor di logica non dovrebbero poter co-esistere. Per affrontare questo mare di emozioni nere non funziona nessuno dei sistemi di difesa tanto cari all’Io. Anzi, sarà proprio l’arrendersi alla loro esistenza, accettando che ci siano delle parti indipendenti e non integrabili, ad essere la chiave di volta.

Scrive Mark Hedsel nel suo romanzo “L’Iniziato”, che

“Chi ha imboccato la via dello sviluppo prima o poi dovrà affrontare il proprio doppio dentro di sè” e che la visione di questo doppio, descritto anche da William Blake con il termine di Spettro, provoca spesso terrore ed angoscia, nella consapevolezza che “percorrendo la Via ci si rende conto di essere sempre e ovunque accompagnati da un morto, un morto astuto, che non vede l’ora di usurpare il potere del tuo essere.”.

Nonostante la descrizione sia romanzata, questa consapevolezza si adatta perfettamente alle dinamiche plutoniane qualora affondino le radici proprio nel mondo lunare.

Con i contatti tra Luna Plutone nel tema personale avviene quindi l’incontro con la parte più istintuale del Femminile e questo confronto è tanto più difficile se si tiene conto del fatto che noi occidentali siamo ormai vittime di una rimozione dei valori femminili della personalità, avendo privilegiato atteggiamenti più maschili ed attivi. E’ difficile accogliere, lasciarsi sommergere da emozioni ritenute a ragione “indomabili” e, soprattutto, non perdere la speranza che in fondo al pozzo nero possa esserci qualche luce a rischiarare la tenebra. L’esito dell’incontro dipenderà in larga misura dalla capacità della persona in possesso dell’aspetto di assumersi la responsabilità della propria vita e del suo vissuto e di smettere di proiettare all’esterno su nemici designati quello che invece è frutto solo di un mondo interiore da integrare. E’ un appuntamento con l’immensità dell’inconscio, che immobilizza e spaventa, specie se si percepisce la sua assenza di confini e l’impossibilità, quindi, di qualsiasi contenimento: l’esito non è mai scontato, l’eroe e l’eroina dovranno percorrere tutto il viaggio e bere fino all’ultima goccia l’amaro calice se accetteranno la sfida della personalità in crescita. E tutto questo fa paura e la tentazione di manipolare la realtà (e quindi anche le persone a fianco), allo scopo di diminuire un’angoscia senza forma, sarà fortissima.

L’origine di queste sensazioni, trattandosi del contatto con il mondo lunare, è ovviamente il materno, ma all’interno di questa definizione il ruolo genitoriale della propria madre rappresenta solo l’apice di un complesso archetipico molto più vasto, che è appunto quello legato alla Grande Madre che, assieme a Plutone, assume le fattezze della Madre Terribile, ovvero il Drago alchemico che andrà domato e contenuto sviluppando un Io forte, ma non rigido. Non ci sono ovviamente ricette magiche per sostenere prove di questo tipo, sebbene chi ha questi valori nel tema sappia quasi istintivamente che è necessario riuscire a trovare una guida esterna che il percorso lo abbia già fatto e che sappia, se non altro, dare un nome a tutto quello che viene vissuto nell’interiorità. E’ una via che, per molti versi, assomiglia allo scontro con il guardiano della Soglia, ad una delle Iniziazioni a cui l’Anima si avvicina, a quello che Keith Dowman descrive nel capitolo relativo al Tantra interno che rappresenta “la presa di coscienza individuale della condizione umana (che) è il primo passo verso il potenziamento della pienezza del momento. La sofferenza è accettata sia intellettualmente che emotivamente come una realtà inevitabile, parte integrante della vita, da utilizzare più che da evitare. L’azione è espressione assoluta dell’essere più che un mezzo finalizzato come i comportamenti convenzionali e le azioni sociali e morali imposte da un Io manipolatore.”.

Immaginale e Astrologia

L’Astrologia è una materia complessa. Essa è una delle tre Arti che la Tradizione esoterica riteneva (e ritiene tuttora, laddove ancora vive) necessaria per procedere in maniera completa sul sentiero iniziatico. Questi sono concetti che, per noi moderni cresciuti credendo solo a quello che la Scienza di turno legittima come “reale”, appaiono lontani e frutto di una primitiva superstizione. In fondo chi di noi non ha deriso almeno una volta chi legge gli oroscopi presenti su tutte le riviste e in tutti i giornali. Io, ve lo confesso, l’ho fatto per lungo tempo.

L’Astrologia è difficile da afferrare per una serie di motivi che non riguardando soltanto il calcolo del tema di nascita, ovvero la mappa precisa del cielo astrologico al momento della nascita. Infatti, come ben sanno tutti gli appassionati della materia, oggi è possibile ottenere velocemente la propria carta natale on-line (come ad esempio qui) e leggere un approssimativo profilo astrologico senza necessità di relazione tra consultante e astrologo. In pochi passaggi è possibile conoscere la posizione dei pianeti rispetto sull’eclittica zodiacale e vedere il grafico del momento della propria nascita.

Tema natale di James Hillman (Fonte: Tarnas)
Tema natale di James Hillman (Fonte: Tarnas)

Ed è qui che si apre il divario tra quella che sarà una descrizione sommaria, magari computerizzata, calibrata sulla descrizione manualistica degli aspetti tra i pianeti e di altri elementi di interpretazione, e quella più ragionata, e se vogliamo ispirata, legata indissolubilmente all’incontro tra chi chiede una interpretazione e chi la fornisce.
Sebbene siano necessari entrambi questi due elementi (sia la descrizione “da manuale” che quella basata sull’esperienza e sul dialogo tra le parti), la difficoltà è legata al momento della loro fusione, cercando di far emergere la migliore lettura dei Simboli astrologici personali, basata sulla riflessione e meditazione sugli stessi. 

Considerando il tema natale una mappa simbolica della psiche della persona, sarà necessario padroneggiare quei simboli e vedere di cosa essi sono Immagine.

L’astrologia è superstizione?

L’unica cosa di cui possiamo essere certi è che in un certo momento siamo nati.
Siamo venuti al mondo provenendo dall’Indefinito ed è verso lo stesso Indefinito, che ha molti nomi, che ci avviamo.

Sicuramente in alcuni casi l’Astrologia rappresenta una superstizione, soprattutto laddove la previsione astrologica viene usata per trovare delle scuse al proprio malessere, lasciandolo inalterato. La maggior parte delle volte l’avvicinamento e l’interesse per l’astrologia si fermano a questo livello, ovvero alla lettura delle previsioni e alla ricerca di un senso superficiale e deresponsabilizzante di quello che accade nella propria vita. E sia chiaro, questo non è di per sé negativo: c’è così tanta seriosità nella vita quotidiana che il bisogno di alleggerirla, anche attraverso un gioco che si crea tra astrologi e lettori, non è un male. Anzi.

Ma questo è solo l’inizio del Viaggio.

C’è un altro modo di intendere l’intera questione: l’Astrologia, rispondendo ad un bisogno di profondità e trascendenza nascoste dietro alle domande del consultante, diviene uno strumento di indagine personale parallelo alla razionalità e che, nutrendosi delle immagini presenti nella psiche umana, ha la potenzialità di dare un nuovo senso alle esperienze.

Noi esseri umani abbiamo un bisogno immenso di trovare un Senso in mezzo a quello che apparentemente sembra un caos ed è attraverso l’uso della parola e delle immagini che questo trova la sua massima manifestazione. Ma attenzione: il Senso non è solo quello che la mente, abituata a ragionare aderendo ad principio di coerenza, individua. Il Senso è ciò che emerge quando la Mente, l’Anima e il Corpo trovano un accordo armonioso sulla Percezione del Mondo, sia interiore che esteriore. Emerge ogni qual volta, ad esempio, una Crisi esistenziale si rivela decisiva per aprirsi ad un nuovo modo di vivere, più ampio e più naturale.

Ciò che lega le esperienze alla crescita e all’integrazione degli opposti è la capacità tutta umana (almeno, per quanto ci è dato sapere) di trasformale in poesia e in metafora. Pensate per un attimo ai sogni, specie a quelli che sono stati per voi più importanti. Non è forse vero che una certa lezione è arrivata nel momento in cui siete riusciti a decifrare quel particolare messaggio? Non vi è mai successo di restare sbigottiti di fronte alla poesia e alla potenza anche estetica del Sogno?

Dal momento in cui sentiamo di esistere, all’interno del grembo dell’Universo che prende forma attraverso nostra madre, iniziamo a dare forma all’Esperienza attraverso la Sensazione che solo in un secondo momento, molti mesi dopo, diventerà Pensiero.

Il primo impatto dell’esistenza è di Unione con l’Oscurità dell’Utero, in una Notte che per la Coscienza rappresenta il Tutto. Ed è in questa Notte che siamo immersi, in balia delle emozioni di nostra madre che rappresenta per noi il primo contatto con la Materia. In questa Notte che precede la nascita tutto è Segno: qualsiasi fluttuazione, dalla Gioia della Pienezza alla Paura del Vuoto, rappresenta il mondo dell’esperienza.
Il primo impatto con la vita è la matrice da cui tutto il resto prenderà forma, contrapponendo di volta in volta le polarità che daranno vita al mondo percepito.

L’uomo e la donna dell’antichità, con la loro sensibilità, trovandosi di fronte a misteri di vita e morte, non hanno potuto fare altro che rivolgersi al Simbolo per cercare di afferrare e dare sostanza a dei concetti che altrimenti erano, in quanto esperienza primitiva, inesprimibili. Ed è in questo clima che hanno visto la nascita materie simboliche come l’Astrologia, accogliendo nel corso dei secoli le domande umane e fornendo dei simboli attorno ai quali raccogliersi.

L’Astrologia, ma anche l’Arte in ogni sua espressione, è uno dei molti modi in cui il Simbolo trova posto e collocazione nella vita quotidiana: a seconda della cultura in cui il pensiero mitico si sviluppa abbiamo chiaramente una maggiore o minore accettazione dell’Irrazionale che, cacciato dal razionalismo illuministico, rientra dalla porta dell’Inconscio.

 

Lo studio dell’Astrologia nell’ottica Immaginale

“Ti ci vuole una preparazione, una formazione affinché tu possa aprire le orecchie e cominciare a udire in senso metaforico invece che in senso concreto. Freud e Jung sentirono entrambi che il fondamento del mito è nell’inconscio.
Chiunque scriva qualcosa di creativo sa che bisogna aprirsi, abbandonarsi e che il libro si costruisce in un dialogo interiore. In un certo senso diventiamo il veicolo di qualcosa che ci è donato dalle Muse o, nel linguaggio biblico, da “Dio”. (Joseph Campbell)

Accostarsi all’antica arte dell’Astrologia significa, un po’ alla volta, far caso a ciò che sembra paradossale ma che, nella sostanza, ha in sé una logica non afferrabile dalla mente razionale.

Significa addestrarsi a conoscere un metodo, quello astrologico, che permette di dare un ordine alle esperienze contenute nel mondo dell’inconscio e di dare voce alle Immagini.
E’ un Viaggio a tutti gli effetti e, come per tutti i viaggi, è necessario conoscere perfettamente non solo la mappa, ma anche il territorio che si andrà ad esplorare. Significa mettere da parte per qualche istante ciò che si pensa di sapere e seguire le impressioni, stimolate dai simboli, che emergono dal mare dell’Inconscio. Henry Corbin ha parlato del mundus imaginalis, descrivendolo appunto come zona intermedia tra Corpo e Spirito, tra Cielo e Terra, a cui è possibile accedere attraverso la pratica dell’imaginatio.

Seguire un simbolo non significa perdersi in pensieri senza nessuna aderenza con la Realtà, ma significa lasciarlo agire nel proprio mondo interiore e diventare testimoni dell’intero processo.

Per comprendere il Simbolo, che astrologicamente parlando è rappresentato da segni zodiacali e pianeti, è necessario addestrare quindi quella parte della nostra mente che noi occidentali siamo poco propensi ad utilizzare e che possiamo chiamare, debitori a James Hillman ed Henry Corbin, “Sensibilità immaginale“.

Luna Piena della Quercia

La Luna Piena di questo mese anticipa il solstizio d’inverno (Yule) e permette alcune riflessioni legate al ciclo di crescita e di stabilità.

Alle ore 1:06 del 14 dicembre la Luna, nel suo percorso mensile, ha raggiunto la pienezza e quindi la massima luminosità a 22 gradi dei Gemelli, in perfetta opposizione al Sole Sagittario congiunto a Saturno. Il segno dei Gemelli è legato intimamente a tutto quello che è Duale, facendo sperimentare che è possibile spostarsi da una polarità all’altra senza per questo perdere l’equilibrio. Questa Luna Piena contiene in potenza proprio questo insegnamento, ovvero che la vera stabilità non è legata alla staticità, ma al continuo adattamento agli eventi, e che per imparare cose nuove è necessario uscire dalla propria zona di confort. Ciò che è statico non ha la possibilità di cambiare dato che il cambiamento avviene nel movimento: la staticità precede il movimento ed è simbolo di tutto il potenziale che si schiuderà. Tutto questo è ben rappresentato dai Simboli di questa Luna: la Ghianda e la Quercia.

La Luna Piena è sempre un punto di maturazione di tutto il ciclo lunare precedente e, mai come in questo momento, sono importanti i temi di resistenza e stabilità. E’ Saturno, in astrologia, a rappresentare sia la stabilità che l’Autorità, anche attraverso l’applicazione della legge, e tutto quello che è connesso al concetto di limite. Saturno, per gli antichi, era la divinità che si poneva sulla soglia dell’aldilà ed era preposto al giudizio. E’ da tali caratteristiche che è derivata gran parte della sua reputazione di “maestro severo”. L’autorità vera, però, raramente è quella che deriva da imposizioni esterne, obbligando a mantenere un certo comportamento: è semmai il frutto di una scelta di auto-disciplina avendo ben chiari i propri obiettivi. La congiunzione Sole-Saturno opposta a questa Luna gemellina e sbarazzina mette l’accento proprio sulla necessità, al fine di vivere pienamente il proprio lato più sensibile, di impegnarsi in una progressiva educazione ai sentimenti, evitando di confondere gli eccessi di sensibilità con la sensibilità stessa. Il simbolo della Quercia di questa Luna parla inoltre delle radici che vanno in profondità al fine di concedere stabilità anche nel momento più freddo e buio dell’anno, prima della Rinascita della Luce di Yule.

Dal punto di vista astrologico è un Cielo estremamente ricco di aspetti, alcuni dei quali veramente positivi.

Il duetto Sole-Saturno forma un armonico trigono con Urano nel segno dell’Ariete e questo è utile per sperimentare l’autenticità delle proprie idee, vagliandole sul piano pratico e quotidiano. C’è ora la possibilità di prendere consapevolezza dei passi necessari per avviare un nuovo corso di eventi. Urano è un pianeta legato alle rivoluzioni, sia interiori che sociali,  dettate da una mutazione interiore sulla base della percezione imparziale degli eventi. E’ un aspetto legato all’autonomia, alla realizzazione e all’autosufficienza, avendo però ora la certezza di possedere tutte le risorse necessarie per cavarsela: Giove in sestile suggerisce al Sole-Saturno proprio questo.
Gran parte della consapevolezza di cui sto parlando dipende anche dalla capacità di elaborazione delle delusioni e delle ferite del passato: Sole- Saturno in quadratura a Chirone ha il compito proprio di farvi vedere che l’elaborazione e l’integrazione dei vissuti rappresentano la memoria e l’insegnamento più forti. Chirone, assieme a Nettuno, è l’unico elemento del cielo odierno ad essere nell’elemento acqueo e questo ha una enorme rilevanza sul piano delle emozioni.
E’ consigliabile, nei prossimi tre giorni, sondare con attenzione il vostro mondo emotivo, osservando particolarmente tutte quelle sensazioni che considerate sporche o sbagliate: Chirone vi renderà più sensibili e, per chi ha un tema di nascita aperto in tal senso, aumenta la possibilità di cogliere insegnamenti importanti attraverso il mondo onirico.

Questa luce lunare di fine autunno fotografa in questo istante anche la presenza di una configurazione planetaria di tensione, la croce a T formata da Plutone-Giove-Urano, che mette sul piatto della bilancia i principali temi che abbiamo incontrato in questo 2016. Questa è una configurazione veramente intensa che si fa avvertire attraverso sensazioni di urgenza dato che Giove in Bilancia tende ad espandere la necessità di cambiamento dettata da Urano, portando anche allo scoperto tutto quello che Plutone in Capricorno smuove a livello inconscio. C’è una forte sete di giustizia, sia a livello sociale che nelle vite personali. Trattandosi di transiti lenti, l’effetto si fa ovviamente avvertire prima di tutto a livello collettivo, mentre sul piano personale dipende dalla conformazione del proprio tema di nascita.

In conclusione il momento che stiamo vivendo con questa Luna Piena permette di guardare con imparzialità quello che non ci piace della nostra natura senza però giudicare questi elementi come immodificabili o terribili. La Luna in Gemelli permette di riacquistare parte del proprio animo innocente in modo da poter viaggiare leggeri, seppur con le idee ben chiare, senza perdersi d’animo di fronte alle sfide che la vita ci lancia. Non c’è niente, nella propria personalità, che non abbia una buona ragione per esistere: anche gli aspetti peggiori si sono formati nel tempo per permettere alla Quercia che siamo di raggiungere quella stabilità che permette di crescere.

 

Buona Luna Piena a tutti ^_^

 

 

Luna piena in Toro 14/11/16

“Nessuna scelta è priva di rimpianti.”
(M. Zimmer Bradley)

Luna Piena grande e luminosa come non accadeva dal 1948, si formerà nel 22° grado del Toro, in opposizione al Sole in Scorpione e rappresenterà il culmine della lunazione della Nebbia e degli Antenati.

 

Lo Scorpione è il segno della mutazione profonda: sarà solo attraversando le acque interiori che si potrà rinascere forti di una nuova esperienza.

 

La Luna Nuova del 30 ottobre, che ha dato inizio al ciclo che oggi vede la sua massima espansione, si è formata nel periodo più magico dell’anno, vicino a Samhain.
Molte tradizioni parlano di finestre temporali in cui è possibile percepire quello che è nascosto dietro il velo: la nebbia che avvolge le nostre campagne è carica di presenze del passato che serbano il ricordo di ciò che è stato.

La Luna Piena degli Antenati

Gli Antenati,  amorevoli aiutanti dell’umanità, in questi momenti si fanno sentire per agevolare il distacco: dalle cose superflue, dagli attaccamenti tossici, dalle dipendenze affettive, dalle fonti di sofferenza. E questo distacco è esso stesso molto spesso doloroso ed inaccettabile, ma è solo attraverso la morte del vecchio che è possibile nutrire il nuovo. Lo Scorpione, in cui la Luna Nuova si è formata, è il segno della mutazione profonda: sarà solo attraversando le acque interiori che si potrà rinascere forti di una nuova esperienza.
La Luna Piena si perfezionerà alle 14:53 del 14 novembre 2016, ora italiana, nel segno del Toro. Venere, il pianeta che governa il Toro, ha fatto da alcuni giorni il suo ingresso nel Capricorno e al momento della Luna Piena è completamente priva di aspetti. In astrologia quando un pianeta è privo di aspetti (isolato) diventa particolarmente forte nel veicolare il significato della posizione che riveste: l’archetipo diventa in quel momento incisivo e dominante. E il cielo di oggi sarà importante per mettere in Luce tutti i temi che il pianeta Venere veicola: sicurezza e valore di sé.
Luna e Sole, incastrati nell’opposizione, formano un duetto a sé non avendo grossi contatti con il resto dei pianeti.
E’ un momento di sospensione assoluta in cui sarà però possibile stabilizzare il proprio mondo interiore, specie quello emotivo.

Le domande più urgenti saranno quelle legate al proprio valore:

“In base a cosa io mi do valore?”
“Cos’è o chi è che decide il mio valore agli occhi del mondo?”

ed è proprio in questo che il ricordo di chi ci ha preceduto e l’esempio dato servirà da guida. Non come fonte di sterile imitazione, sebbene secondo Sant’Ignazio Di Loyola questo sarebbe già un buon punto di partenza, ma come modello di ispirazione.
Ognuno di noi maturerà una risposta diversa, calibrata sulla propria vita e sulle proprie scelte. E anche se noi siamo parte di una narrazione familiare e collettiva, non siamo solo questo.
Il nostro valore è dato dalle scelte, tema caro a Venere, e da quanto siamo disposti a rinunciare per onorarle. Astenersi dallo scegliere è impossibile, insegna Venere in Capricorno, dato che l’automatismo dell’essere umano lo porta sempre a spostarsi dalla sofferenza al benessere: ed è proprio in questa dinamica che è possibile capire che anche la non-scelta, alla fine, è una presa di posizione di cui diventare responsabili.
Il Toro è il segno di esaltazione della Luna, ovvero è uno dei segni in cui si trova più a suo agio: le emozioni si fanno stabili e il nutrimento, sia materiale che spirituale, diventa fonte di sicurezza.
Sarà importante, per le prossime due settimane, prestare particolare attenzione a come ci si nutre, sia dal punto di vista alimentare che psichico. Ci si nutre, spesso, in base a quello che si pensa di valere: una buona idea è quella di rendere sacro almeno uno dei pasti dei prossimi giorni, gioendo anche dei piaceri della tavola. Organizzando una cena romantica solo per voi, ad esempio.

In Toro  le emozioni si fanno stabili e il nutrimento, sia materiale che spirituale, diventa fonte di sicurezza.

Chirone nel segno dei Pesci, in sestile alla Luna Toro e in trigono al Sole Scorpione, indica che sarà possibile dare vita ad un cambiamento importante se saremo in grado di vedere con sincerità cosa immettiamo nella nostra vita e di cosa ci liberiamo.
Questa Luna avrà effetti più o meno incisivi a seconda della struttura del proprio tema di nascita.
Chiaramente le persone che la avvertiranno maggiormente sono coloro che hanno pianeti di nascita in Toro/Scorpione e Vergine/Capricorno. Saranno loro a beneficiare maggiormente degli influssi più armonizzanti, sebbene non senza alcune rinunce.
Per chi ha pianeti sull’asse Leone/Acquario questa Luna potrà essere vissuta con maggior tensione, ma gli effetti positivi non tarderanno a farsi sentire.
Cancro e Pesci potranno essere veicolo di cambiamento per le altre persone, mentre Ariete/Bilancia e Gemelli/Sagittario saranno i segni con maggiori probabilità di colpi di scena.