Luna Piena dell’Eclisse: momento di purificazione (Febbraio 2017)

La Luna Piena di Febbraio è considerata tradizionalmente una Luna di purificazione e di disgelo: ci stiamo avviando verso la primavera, le giornate si allungano e con esse aumenta il calore del sole a disposizione di tutte le creature. Il corpo esce lentamente dal fisiologico rallentamento invernale e tutto inizia a muoversi più velocemente. La natura non è ancora sveglia, sebbene alcuni timidi accenni lascino intravedere la Rinascita imminente dopo la morte invernale. Per la tradizione magica occidentale, e se vogliamo anche per la mente che desideri lasciar spazio all’emersione delle Immagini, questa Luna è associata al colore bianco ed era particolarmente importante per la preparazione dei candidati sulla Soglia: riflessione e silenzio sono compagni importanti per ognuno di noi per favorire il raccoglimento interiore. Per chi vorrà allinearsi con le energie di questo momento sono indicati incensi alla salvia.

La Luna Piena di questo mese si perfezionerà durante la notte, all’1:33 ora italiana dell’11 febbraio 2017, all’interno di un fenomeno astronomico particolare, l’eclisse lunare di penombra, che darà a questa fase lunare delle caratteristiche astrologiche particolari.

Eclisse di Luna. Fonte: http://divulgazione.uai.it/index.php/Cartoline

Una Luna Piena con eclisse di penombra

Le eclissi, sia lunari che solari, sono sempre state guardate con un certo timore in quanto, discostandosi dal normale corso degli eventi astronomici e quindi da quanto ci si poteva aspettare dalla natura, non potevano che essere presagio di qualcosa di negativo e pericoloso. Per la mente antica le eclissi sono sempre state foriere di cambiamenti imprevisti e raramente positivi: questo non dovrebbe sorprenderci dato che, fino a non molto tempo fa (e in qualche luogo accade tuttora) la maggior preoccupazione delle persone era quella di sopravvivere, magari prevedendole, a guerre e pestilenze. 

Per quanto riguarda noi figli della modernità, le guerre e le pestilenze sono sempre meno esteriori e sempre più vissute interiormente, ma la forza delle angosce non è cambiata. Ciò che cambia è come la chiamiamo.
Ad un livello più profondo questo evento è un invito ad interrompere per un momento la routine, assaporando l’eccezionalità di un evento che riesce ancora a creare stupore nell’anima di alcuni attenti osservatori.

L’eclisse di Luna avviene nel momento in cui c’è un allineamento tra Sole, Luna e Terra con la Terra che, frapponendosi tra Sole e Luna, blocca la luce solare e proietta un’ombra su una Luna che sarebbe, in caso contrario, al massimo della sua luminosità, mettendo in questo modo in evidenza che i fenomeni dell’Universo sono spesso l’incontro di luce e ombra. L’eclisse ha la potenzialità di influenzare le parti ombra della personalità, portando allo scoperto tutto quello che è nascosto, dato che è nell’ombra che tendiamo a mettere da parte ciò che di noi non ci piace e che vivrà una esistenza parallela ed inconscia.

L’eclisse lunare sospende il tempo e blocca le memorie: in questo momento è possibile dedicarsi alla cura di sé, alla meditazione, all’introspezione, anche mettendosi attivamente alla ricerca, nella propria notte interiore non illuminata completamente dalla Luna, di risposte. E’ sicuramente un momento di smarrimento ed è per questo che è sconsigliabile, almeno a ridosso dell’evento, iniziare qualsiasi attività. Ma la fortuna ci sorride e a quell’ora la maggior parte di noi starà vivendo l’eclisse attraverso i sogni.

Le notti precedenti la Luna eclissata sono particolari ed ognuno incontrerà alcune questioni sospese: nel momento del sonno il velo della coscienza si discosta e lascia intravedere quello che è nascosto e preme per venire alla luce. Ciò che emergerà nei sogni e negli atti mancati (o lapsus) dei giorni a seguire sarà il tema sul quale sarà più proficuo riflettere, seguendo il Cuore piuttosto che la ragione, come la Luna Leone invita a fare.

Uno sguardo astrologico

La Luna Piena di questo mese si forma a 22° del segno del Leone, in opposizione quindi al Sole in Acquario.

Il segno dell’Acquario ha una fortissima connessione con quello che Jung definiva processo di individuazione che porterà la Persona, quindi l’insieme di tutti i comportamenti che abbiamo appreso fin da piccoli per adattarci alla vita sociale, a diventare sempre più Unica e Individuale, ovvero consapevole e responsabile della propria specialità, spogliandosi gradualmente dalle aspettative e andando incontro al proprio progetto interiore. L’Acquario è un segno votato alla lealtà nel senso più alto, ovvero ai propri sentimenti, sviluppando il coraggio di interrompere, delle volte anche bruscamente, quello che non si allinea al Progetto del Sè. Ed è questo progetto interiore ad essere, nella maggior parte dei casi, vissuto nell’inconsapevolezza. Come già anticipato, è una Luna di svelamento e di purificazione e quindi ci condurrà a spogliarci di tutte le zavorre che tentiamo di tenere nascoste. Questo non è semplice dato che tutti noi cerchiamo, più o meno con successo, di allontanarci da questo gravoso compito.

 

La Luna in Leone favorirà i nativi del segno risvegliando sentimenti di generosità e apertura verso il prossimo. L’unica cosa a cui dovrete prestare attenzione sarà l’eccesso di cura verso gli altri: cercate di non intromettervi nelle vite altrui e, se vedete qualcosa che qualche amico fa fatica a vedere, trattenetevi dal rivelarlo. Ognuno vede le cose più nascoste quando è pronto per farlo.

Sarà un cielo interessante soprattutto per la presenza di alcune interessanti configurazioni planetarie. Prima fra tutte il Grande Trigono di Fuoco che si formerà tra Luna-Saturno-Urano, interrotto dal Sole in Acquario che chiuderà la configurazione Kite, o Aquilone. Secondo Tracy Marks questa configurazione è un po’ più impegnativa del semplice Grande Trigono in quanto si aggiunge un aspetto di stress rappresentato dall’asse tra Sole e Luna. Sarà quindi il Sole a rappresentare il primo punto focale della configurazione, andando a rompere il circuito energetico dell’elemento Fuoco, introducendo l’Aria. Semplificando, il 22° grado dell’Acquario diventerà un punto particolarmente sensibile, stimolando quindi in maniera armonica i segni dell’Acquario e Gemelli che sono i segni più favoriti in questo lavoro. Con Mercurio in Acquario, infatti, è favorito il pensiero eccentrico e anti-convenzionale.

La presenza di Venere, Marte e Urano in Ariete sarà favorevole a Leone e Sagittario per cominciare a prendere in considerazione in maniera più seria alcune nuove amicizie e relazioni: è possibile che qualcosa di occasionale diventi stabile.

In ogni caso c’è molta instabilità e nervosismo nell’aria dato che la Croce a T, formata da Plutone-Giove(R)-Urano, premerà affinché emerga il nuovo che, però, non è detto sia ancora maturo per vedere la luce. Questo è un momento di preparazione, sebbene per alcuni (specie i segni di Fuoco) le prospettive del futuro siano già evidenti e l’impulsività ad agire e a prendere decisioni sia forte.

I segni più in difficoltà saranno Toro e Scorpione dato che avvertiranno le tensioni della quadratura con l’asse Leone-Acquario. Sarà necessario un lavoro di pulizia dei rapporti che sgomberi il campo soprattutto da tutti i fantasmi delle cose non dette.

 

 

Il Sole isolato nel tema di nascita

Il Sole isolato, cioè privo di aspetti astrologici con il resto dei pianeti del tema natale, è uno dei casi più interessanti all’interno del vasto argomento dei pianeti isolati introdotto nel  precedente articolo. Trattandosi di un tema ancora poco esplorato e poco conosciuto (probabilmente anche a causa della refrattarietà dei possessori ad esporsi ad indagini considerate troppo invadenti), i riferimenti bibliografici e ad articoli sono ancora scarsi, sebbene quelli esistenti, per la maggior parte in lingua inglese, siano dettagliati ed approfonditi.

Il Sole in astrologia: l’Io

Il Sole, dal punto di vista dell’Astrologia, rappresenta l’Io, il centro della personalità ed è quindi la fonte di vitalità: proprio come il Sole è il centro del nostro sistema planetario, così il suo simbolo si fa punto focale rappresentante una qualità sempre-presente. Proprio come la Luna, anche il Sole è stato tributato nei millenni con canzoni e poemi che danno testimonianza dell’importanza affettiva dell’astro diurno.

Scrive Guy le Febvre de la Boderie a proposito del Sole che esso è:

il cerchio illimitato, il cui punto centrale
si trova in ogni luogo, il cui contorno sferico
si trova in nessun luogo, e dal cui centro e circonferenza
i cerchi o raggi si susseguono ovunque.

Il Sole è generoso: inonda di energia e luce tutto ciò che si rivolge nella sua direzione. Ed è per questo che, nel corso della storia umana, esso è stato un mito centrale nei culti solari. Ed è per questa ragione che esso è anche simbolo della manifestazione più terrena di un principio superiore e non individuato (Sè/ Sè Superiore / Atman) che fungerà da richiamo verso l’Unità.

Essendo Luce, rappresenta il principio di separazione dal mare dell’Inconscio e dal materno (il Leone segue il Cancro). Come scrive anche Joseph Campbell, ne “Il potere del Mito”, noi possediamo gli stessi organi e le stesse energie che aveva l’uomo di Cro-Magnon trentamila anni fa. Sebbene l’esterno sia cambiato, interiormente attraversiamo sempre le stesse fasi, che ci portano (o dovrebbero portarci) ad intraprendere un viaggio interiore che parte dalla fusionalità e dipendenza dell’infanzia all’autonomia e alla responsabilità dell’età adulta: in tutto questo mentre la Luna e la Notte rappresentano il punto da dove partiamo e dove probabilmente ci scioglieremo alla fine della nostra vita (mistero tremendo ed affascinante), il Sole è simbolo del percorso di individuazione e del cammino attraverso la scoperta di un Ego separato.

Già da queste caratteristiche è possibile intravedere il paradosso dell’isolamento del Sole rispetto al resto del tema: nel momento in cui il principio solare emerge dall’indifferenziato e simbiotico mare inconscio, ha quasi necessità di trovare esternamente degli appigli che gli permettano di intraprendere il Viaggio proprio come l’Io emerge nella coscienza attraverso la relazione. Come scrive Augusto Vitale, l’Io “è un’entità che resterà come un demiurgo tra il buio e la luce, tra il corpo e la ragione: come creatore egli potrà comandare ai sensi e alla mente di esplorare l’ignoto intorno per tradurlo in un mondo praticabile dal linguaggio, e potrà comandare ai sensi di rivolgersi alla memoria e alla fantasia per tramutare il mondo muto e sordo delle cose in realtà dell’anima.”.

Questi appigli sono proprio quelli che vengono a mancare nel momento in cui il Sole è isolato. Ci sarà una grossa fonte di Luce ed energia che dovrà trovare un percorso alternativo per uscire allo scoperto, ma che si tradurrà anche in sensazioni difficili da spiegare.

Per la sua luce che illumina i corpi celesti che lo circondano come una corte, per i suoi raggi che distribuisce equamente a tutti (…) io scelgo il Sole come immagine che può magnificamente rappresentare un grande condottiero.”
Luigi XIV, Re Sole

Come si comporta il Sole isolato

Il Sole, principio leonino e regale, sarà il Re che guiderà il suo regno allo scopo di raggiungere un obiettivo.

Quando il Sole è isolato nel tema di nascita, la persona che lo possiede percepirà forte il richiamo a quel Sè da cui questa particella di luce si è staccata attraverso un sentimento di Vuoto. Tenderà ad esprimere l’energia del suo Sole in maniera pura e non modulata dato che non sarà presente nessun contatto con altri pianeti che possano favorire una canalizzazione oppure creare un attrito.

Sarà presente un’angoscia muta di fronte alla domanda “Io chi sono?”  e nel corso della vita, non trovando nessuna risposta soddisfacente, si avvertirà tutta l’insicurezza nel definire se stessi. Si cercherà un’identità, spesso proprio attraverso la relazione difficoltosa con gli altri, e passerà molto tempo prima che essa possa essere completamente accettata. A seconda del temperamento che emergerà dal resto del tema (attraverso le dominanti) questa ricerca verrà condotta in modi anche completamente diversi: è evidente che un Sole isolato in Ariete cercherà di esprimere la propria natura in maniera diametralmente opposta al Sole in Bilancia. Ma ci saranno sempre difficoltà nel riconoscersi in situazioni esterne, sentendosi “fuori luogo”, “fuori tempo”, “completamente alieni”.

Quello che è certo è che non mancheranno né le capacità né la forza per perseguire i propri obiettivi che potranno essere raggiunti con maggiore o minor difficoltà a seconda dello “stato di salute” del pianeta che governa il segno in cui si trova il Sole. Ad esempio, una persona con Sole isolato in Ariete tenderà ad usare la forza e la natura del proprio Marte per ottenere quello che desidera, senza però chiedersi se quello che vuole riflette o meno quella che è la natura del suo Sole.

La bella notizia è che saranno proprio il disagio e il Vuoto, percepiti inizialmente, a spingere alla ricerca di un “testimone”, ovvero di persone con cui creare un rapporto speciale: le relazioni diventeranno importantissime (seppur inizialmente difficili e fonte di tensioni e scontri) specie con persone (e animali) che, per sinastria, stimolino questo Sole.

Non potendo riconoscersi completamente in niente di “esterno” si potranno intraprendere inizialmente due strade (specie in giovane età), non per forza escludenti l’un l’altra, nel tentativo di esorcizzare le sensazioni di disagio:

  • esagerazione del senso dell’io attraverso un narcisismo più o meno evidente, magnetismo, carisma e tendenza ad accentrare un potere o potenzialità (a seconda del segno e della casa si comprenderà di quale potere di tratta);
  • introversione/isolamento a causa della sensazione di essere “completamente diverso dagli altri”. Il sentimento percepito sarà quello dell’essere incompresi.

Queste due strade rappresentano però solo l’Inizio del Viaggio: se si riuscirà ad uscire dal guado del trip narcisistico (il che implica riuscire ad andare verso gli altri con curiosità e non per interesse) sarà possibile arricchire questa ricerca di un Io rendendolo qualcosa di meno personale.

Sole senza aspetti famosi

  • L’esempio più emblematico di Sole isolato è sicuramente Re Luigi XIV che, consapevole o meno della sua particolarità, si fece chiamare Re Sole. Nato con un Sole a circa 13 gradi nel segno della Vergine, in decima casa, ha espresso perfettamente quello che qualsiasi Sole vorrebbe pronunciare almeno una volta con la celebre frase attribuitigli: “Lo Stato sono IO”.
  • La solitudine esistenziale di Vincent van Gogh è nota. Il suo Sole era isolato in Ariete.
  • “Immagina tutta la gente vivere per il presente / Vivere una vita in pace. / Una fratellanza di uomini. / Puoi darmi del sognatore / ma non sono il solo.” cantava il Sole isolato in Bilancia John Lennon che ha impiegato in maniera nettamente diversa l’energia venusiana del suo Sole anche attraverso la ricerca mistica con la meditazione trascendentale.
Tema natale di John Lennon

 

Hai un Sole isolato?

L’interpretazione che ho dato in questo articolo è ovviamente generica: per una analisi più approfondita e per capire come si comporta il tuo Sole puoi trovarmi qui su Facebook.

La Luna: l’archetipo rimosso

Il Sole, in astrologia, rappresenta la scelta cosciente dell’Io dell’uso dell’energia, mentre la Luna è tradizionalmente associata a ciò che è spontaneo e che prospera seguendo i ritmi della Natura. Mentre il primo rappresenta la Sintesi del viaggio interiore che porterà l’Eroe, l’Io, a scoprire come utilizzare le proprie risorse e come rendere le proprie debolezze dei doni preziosi, alla Luna è assegnato il compito astrologico di fornire quell’alambicco alchemico all’interno del quale dare inizio al processo. La Luna sarà la prima luce sperimentabile in quella Notte in cui esiste solo l’indifferenziato.

E’ un dato di fatto che in Occidente ci sia maggiore facilità ad immedesimarsi con il proprio Sole, ignorando al contempo la posizione dell’altro luminare: questo è sicuramente frutto anche di una scelta commerciale scandita agli inizi del ventesimo secolo, quando si è fatta sentire l’esigenza editoriale di arricchire i giornali con riferimenti astrologici. La categorizzazione in dodici tipologie mensili, ovvero legata al transito annuale del Sole attraverso i dodici segni zodiacali, è quella che è sembrata più sensata ed è su questa sommaria e grossolana suddivisione che si concentrano le critiche, a volte condivisibili, dei detrattori dell’astrologia.

Nell’interpretazione del tema natale, l’astrologo prenderà in considerazione entrambi questi elementi, dando inizialmente maggior peso all’astro notturno, per cercare traccia di ricordi e impressioni che daranno vita a tendenze ed atteggiamenti considerati “inconsci” ed immodificabili, ma che sono frutto di qualcosa che è diventato abituale con il trascorrere del tempo. Questa cura sarà dettata dalla consapevolezza della distanza esistente tra il tempo astrologico, legato indissolubilmente gli eventi naturali scanditi dai transiti e armonizzato con i movimenti dell’anima, e quello esterno e vigile dell’Io che valuta il trascorrere della vita come un susseguirsi di obiettivi ed eventi.

La Luna simbolo del Femminile?

Che cosa sono le stelle se non un continuo invito ad espandere i confini dell’immaginazione, a depersonalizzare l’esperienza soggettiva, a sintonizzarsi con l’anima mundi interiore che i pianeti fanno ruotare? (Thomas Moore)

L’incapacità del maschio occidentale di entrare in contatto con la parte più ricettiva della psiche, la cui manifestazione più evidente è l’adesione ad un patriarcato più o meno manifesto, e quella femminile di gestire rabbia e violenza, ha relegato un po’ alla volta alcune funzioni psichiche ad un ruolo subalterno e rimosso che, nei casi più preoccupanti, tendono ad inflazionare completamente la personalità. Avremo così misogini che sfilano “accanto” a donne che odiano il maschile, entrambi incapaci di uscire da un loop che li condanna ad essere eternamente in contrapposizione e mai liberi.

Stiamo vivendo un’epoca di grande risveglio del Femminile e, sebbene questo non stia avvenendo senza ostacoli, è possibile vedere come si stia cercando di riflettere tutti assieme sulla parte più notturna dell’umanità. Il Simbolo della Luna per molti versi si presta ad incarnare questo polo. Ma non sarebbe giusto considerare un simbolo così grande come “proprietà” esclusiva di un genere sessuale. Quello che l’astrologia può insegnarci, anche attraverso la pratica immaginale, è la morbidezza delle posizioni: uomo e donna hanno potenzialmente accesso in egual misura al mondo interiore, proprio come dovrebbero averlo a quello realizzativo esteriore, essendo le caratteristiche individuali e culturali le uniche discriminanti. 

La capacità di portare all’esterno certe caratteristiche è in larga parte determinato dalla cultura in cui si cresce, cultura che ha la sua prima roccaforte educativa nella famiglia. Una psiche si nutre dell’ambiente che la accoglie quando viene al mondo e, per quanto possa essere un ambiente emancipato, questo favorirà alcune caratteristiche e ne negherà altre, rimuovendole e rendendole sconosciute e fonte di mistero. Per la psiche maschile questo rimosso riguarderà ovviamente le caratteristiche più femminili, mentre per la donna riguarderà le caratteristiche maschili.

E’ bene ricordare che la Luna è considerata sia di genere femminile che maschile a seconda della tradizione di riferimento: non dimentichiamo che per i popoli di lingua germanica la Luna è “Der Mond” traducibile come “Il Luno” e che Chandra, il dio della Luna indiano, è una divinità maschile. I pianeti, delle volte suddivisi in base a caratteristiche femminili e maschili, in realtà descrivono delle funzioni presenti in nuce nella psiche di chiunque e che, per una caratteristica della percezione, tendono a disporsi in maniera opposta (polare).
Nonostante quello che la psicologia positiva ed ottimista del 1900 ha per anni tentato di inculcare attraverso l’adesione solo alla parte luminosa, pulita ed ordinata dell’esistenza, la crescita e maturazione sono possibili solo quando si è in grado di reggere la frustrazione derivante dagli opposti non conciliabili e che dovranno trovare un diverso piano per coesistere. Sarà la psiche che dovrà fare un salto nel vuoto, dando corpo alle contraddizioni che nel tema di nascita sono rappresentate dagli aspetti astrologici disarmonici. Per ottenere questa armonizzazione l’Io dovrà ad un certo punto arrendersi ad accogliere anche l’imperfetto e l’incompiuto, rinunciando per qualche attimo all’ossessione assertiva solare, lasciando spazio anche alla Luna. A tal proposito scrive Carl Gustav Jung che: “Noi non risolviamo mai veramente i problemi fondamentali della nostra vita, solo cresciamo attraverso essi.”.

La Luna nel tema natale maschile e femminile

Cosa cambia se ad osservare lo stesso simbolo, quello lunare, è l’occhio maschile o quello femminile?

Cambieranno le sfide a cui si è chiamati. Quello che sarà diverso sarà il modo di utilizzare tutte le funzioni psicologiche rappresentate dai pianeti interiori, legittimati o meno dallo Spirito del Tempo. Mancano nella termologia occidentale, purtroppo, dei termini che diano testimonianza dell’opposta polarità, termini che la cultura cinese invece ha espresso nei concetti di Yang (attivo) e Yin (ricettivo).

Ma come Eraclito già enunciava: “Il conflitto è al contempo padre e re di ogni cosa.”
E come esprime anche Marina Valcarenghi nei suoi testi, la scelta di favorire alcune caratteristiche a discapito di altre, privilegiando un modo di essere al mondo attivo ed estrovertito, deve essere stata l’unica scelta possibile in un lontano passato per sopravvivere ad invasioni e guerre.

I tempi stanno però cambiando, sebbene il cambiamento riguardi le persone in modi e tempi diversi.

Per alcuni è possibile attendere il tramonto e accogliere la notte, addentrandosi in una avventura tutta nuova e che formerà un po’ alla volta i suoi eroi. La Luna rischiarerà il cammino in certi momenti e si nasconderà in altri. 

 

Il pianeta isolato nel tema natale

Prima di addentrarci nel tema dei pianeti isolati, ovvero quei pianeti che, all’interno del tema natale, non formano alcun aspetto maggiore con gli altri pianeti, è necessario chiarire alcuni concetti ed aprire una parentesi sulla logica che ha guidato la mia ricerca. Gran parte del mio lavoro è stato ispirato dagli studi dell’astrologa Karen Hamaker-Zondag, che è stata la prima a trattare in maniera esaustiva l’argomento.
Il tema natale, con il suo intrecciarsi di rapporti astrologici tra pianeti e punti sensibili, è la mappa simbolica della posizione dei pianeti, ovvero di come appaiono ad un osservatore della Terra, nel preciso luogo e momento della nascita. Esso rappresenta, per l’astrologo, una narrazione possibile delle potenzialità insite nel tema in cui ogni elemento è in qualche modo collegato ad altri. Il collegamento più diretto è rappresentato dagli aspetti astrologici ovvero, come scrive anche Tracy Marks, dal flusso di energia che due pianeti si scambiano tra loro.
astrologia-immaginale-van-gogh-isolato
Particolare del tema natale di Vincent Van Gogh
Il poeta inglese del XV secolo, John Donne, e in epoca più tarda Thomas Merton, erano convinti che nessun uomo potesse essere un’isola, ovvero che la relazione è una condizione necessaria per l’esistenza umana. Spostando la questione a livello psicologico, è ipotizzabile che qualcosa di simile avvenga anche a livello intra-psichico, essendo gli accadimenti tra esseri umani un riflesso di ciò che accade a livello interiore: nessuna componente della psiche quindi può essere isolata dalle altre. Magari questo collegamento non sarà facile da individuare, ma esso è sempre rintracciabile.
Questa è una premessa necessaria per sgomberare il campo, in ambito astrologico, da un possibile fraintendimento: parlando di “pianeta isolato” non è plausibile ritenere che ci si stia occupando di qualcosa che “non funziona” o che funzioni male. Sarà qualcosa di diverso, ma non sbagliato.

Cos’è il pianeta isolato?

Gli aspetti che si formano tra i pianeti, quindi le relazioni che intercorrono tra le parti, sono la trama di una narrazione, le corde di uno strumento musicale che produrrà una sinfonia diversa per ogni persona. Due pianeti in aspetto tra loro, inoltre, si moduleranno e si confronteranno, specchiandosi, e dal compromesso che ne emergerà si creerà una frizione o una via preferenziale che emergerà come “coscienza parziale”.

I pianeti in aspetto tra loro sono l’impronta di una relazione che si tradurrà anche nella vita della persona proprio attraverso l’incontro con l’Altro.

Tutto, nella logica della pratica astrologica, lascia intendere che non sia possibile isolare alcun elemento del tema. Da un certo punto di vista, quindi, nessun pianeta è mai realmente isolato, dato che è quasi sempre possibile rintracciare qualche rapporto tra pianeti, fosse anche, ad esempio, una mutua ricezione che crea una connessione evidente anche in assenza di aspetti o un ampliamento delle orbite di tolleranza.

Ma stando alle definizioni comunemente accettate della letteratura astrologica, è “isolato” il pianeta che non forma alcun aspetto maggiore (congiunzione, sestile, quadratura, trigono, opposizione) con gli altri pianeti del tema di nascita. Questo significa che, chiaramente, il pianeta potrà formare altri aspetti (minori) che però daranno un’impronta differente al quadro. Il pianeta isolato si sottrarrà alla logica della relazione e non dovrà attuare alcuna modulazione: agirà in maniera pura e archetipica, in base alla posizione per segno e per casa, come un rumore di sottofondo che è difficile distinguere. Prendendo in prestito il termine coniato da Rudolf Otto, il pianeta che agisce in maniera pura sarà portavoce del “numinoso” e la sua caratteristica fondamentale sarà che il proprietario di questa particolarità astrologica non potrà vivere direttamente quanto convogliato dal pianeta isolato, ma avvertirà una sorta di eccitazione interiore, un richiamo attraverso il mondo dei sentimenti. Fungerà da continuo richiamo per una ricerca che potrà continuare per tutta la vita.

Un Vuoto prezioso

Tutti noi, quando osserviamo il mondo, lo facciamo partendo da quello che il mondo ci comunica e, attraverso un continuo confronto tra il dentro e il fuori, ci formiamo un’idea basata su emozioni, su sentimenti e su aspettative. Quello che vive nella nostra interiorità trova un riflesso “fuori” e quello che incontriamo fuori concorre a creare il “dentro”, in un continuo rimando: che sia una conferma o una disconferma, quello che si crea è un legame stabile tra tra mondo interiore ed esteriore.

Venire al mondo con un pianeta isolato, specie se si tratta del Sole o della Luna o di un pianeta personale, significa sperimentare, in un certo senso, la condizione dell’essere orfani e carenti di qualche cosa di importante: Padre e Madre interiori ci sono, ma sono percepiti come lontani e forse alieni ed è proprio questa lontananza a rappresentare la vocazione, veicolata dalla nostalgia, per la ricerca di risposte. Come le favole ci insegnano, l’Eroe va incontro al proprio destino proprio perché avverte un Vuoto da colmare. 

Scrive Elemire Zolla, ne “Le meraviglie della Natura” che:

“Siamo incerti, dispersi, ingannabili, ma dentro di noi scorre un rivo trasparente e sonoro, si alza la fiamma candida e mormorante, ci scruta un testimone dal lieve sussurro, impassibile: il nostro più alto fine è di raggiungere la sponda, il focolare, i piedi di colui che è per noi ciò che è l’oro per il piombo, il vetro per la sabbia. (…) Così, se proviamo nostalgia, amore per quelle acque chiare, per quel bianco fuoco, per il Testimone incorruttibile, è segno che siamo della stessa natura: che originiamo di lì e lì dobbiamo tornare. (…) Seme delle cose visibili è il loro archetipo invisibile.”

Quel Testimone incorruttibile sarà veicolato proprio dal pianeta isolato, esperienza unica nel suo genere del valore assoluto dell’archetipo planetario. Ed è proprio per questa assolutezza che la sfida lanciata a chi possiede un pianeta isolato nel tema di nascita è particolarmente intensa, iniziando nello smarrimento e nella confusione, ma avendo le caratteristiche per poter evolvere in qualcosa di unico ed irripetibile.


Per la descrizione del Sole isolato, vai qui

 

La Luna Piena dei Lupi (gennaio 2017)

Da quando, in quanto esseri umani, ci siamo fermati ad osservare le stelle e a cercare una corrispondenza con quanto accade qui sulla terra, gli eventi astronomici hanno da sempre la funzione di schermo proiettivo di speranze e paure.

I pleniluni invernali sono sicuramente i momenti tra i più suggestivi del nostro cielo: le fredde e oscure notti silenziose dopo la Luna Nuova, durante le quali la natura sembra immobile, iniziano a schiarirsi sempre di più fino ad arrivare al momento della Luna Piena, quando Sole e Luna in perfetta opposizione, sembrano congelare la situazione astrologica per fotografare ciò che è sospeso ed è in attesa di venir liberato. Ogni Luna Piena è speciale a modo suo dato che la danza dei pianeti porta alla formazione in cielo di uno scenario sempre diverso, a testimonianza del fatto che tutto cambia, nonostante il Cielo sotto il quale ci poniamo sia sempre lo stesso Immenso schermo a cui affidiamo le nostre speranze.

L’astrologia è uno strumento potente per avvicinarci ad un mondo interiore che prende forma attraverso i simboli planetari: ciò che conserviamo all’interno di noi (sogni, aspirazioni, stati d’animo) ha l’occasione di venir colto anche all’esterno e divenire un tema sul quale riflettere e con il quale meditare sulla propria vita: La Luna Piena, allora, congelando metaforicamente la situazione astrale, fornisce un pretesto per fermarsi in questo interstizio stellare per osservare i passi compiuti e quelli da compiere. Molto dipende dalla sensibilità e dalle esigenze di ognuno: non siamo tutti uguali e, soprattutto, non vediamo tutti il mondo allo stesso modo. La percezione della realtà, come insegnava anche Paul Watzlawick, dipende dalle immagini interiori che prendono vita attraverso il linguaggio ed è proprio attraverso il linguaggio poetico e metaforico che è possibile avvertire la presenza di una realtà più sottile e dalle sfumature lunari che prende forma davanti a noi.

Questa Luna Piena ha molto a che fare con il modo attraverso il quale comunichiamo, sia agli altri che a noi stessi.

Lo scopo reale dell’Astrologia, come Arte e come mappa Iniziatica, non è solo quello di lenire le sofferenze e rassicurare. E’ semmai uno strumento per connettere l’Io al Sè, per crescere e per trovare un filo conduttore tra ciò che è piccolo e personale e un’Esperienza aperta al trans-personale. Perché è chiaro che “Se poniamo un Dio fuori di noi, ci strapperà al nostro Sé, perché il Dio è più forte di noi. Allora il nostro Sé si troverà in grave difficoltà. Se invece il Dio si insedia nel Sé, ci sottrarrà alla sfera di ciò che è fuori di noi.”.

Il lavoro fondamentale allora, per chiunque sia realmente intenzionato a Conoscere, è cercare la Relazione tra l’Io e il Sè, tramite segni e messaggi che possono essere colti solo personalmente.

Luna Piena dei Lupi - 12 gennaio 2017
Luna Piena dei Lupi – 12 gennaio 2017

 

Durante il plenilunio la Luna raggiunge la maggior distanza astrologica dal Sole, opponendosi ad esso e guardandolo sfacciatamente dall’altra parte del cerchio zodiacale.

La Luna Piena del 12 gennaio 2017 si formerà a 22 gradi nel segno del Cancro e può essere chiamata in diversi modi, a seconda dell’elemento che si vuole mettere in luce: Luna dei Lupi, Luna Vecchia, Luna del Grande Inverno: mi è stato raccontato che è con questa Luna che era possibile, in tempi e luoghi diversi da questo, vedere le donne di conoscenza, volgarmente chiamate “streghe”, indossare vesti rosso scarlatto e bruciare incensi a base di anice, lavanda e rosmarino in modo da favorire l’armonioso scorrere delle energie.

Per capire in che modo questa Luna Piena agisca nella propria vita è utile collocarla all’interno del proprio tema di nascita, osservando in quale punto cade il 22° grado del Cancro.

La Luna si muove velocemente nel cielo e sarà lei ad avvicinarsi all’incontro con i giganti del Cielo: la prima Luna Piena dell’anno si formerà alle 12:35 nel segno del Cancro, opponendosi al Sole Capricorno largamente congiunto a Plutone, ed andrà a chiudere una particolare configurazione planetaria, chiamata Grande Croce Cardinale, formata per l’appunto da Plutone in quadratura ad Urano nel segno dell’Ariete a cui si è aggiunto Giove nel segno della Bilancia e, nella giornata del 12 gennaio, la Luna nel segno del Cancro.

L’opposizione della Luna Cancro al Sole Capricorno congiunto a Plutone andrà a risvegliare le emozioni in profondità in una dinamica sotterranea e visibile allo stesso tempo: la sensazione più forte per i prossimi giorni è che tutto sia precario e sul punto di cambiare. E questo è esattamente il messaggio che questa Luna vuole portare.
Con Plutone non si scherza. Il suo scopo è quello di scuotere le fondamenta della psiche in modo da favorire delle aperture della coscienza.
C’è un passo nel libro di Giobbe che può spiegare in maniera metaforica questo momento. Quando Giobbe, ormai stremato e agli sgoccioli della sua vita, si confronta con l’ultimo personaggio al suo capezzale, la moglie, si sente dare un consiglio che alle nostra orecchie sembra blasfemo. E’ l’Anima che si rivolge all’Ego esortandolo: “Maledici Dio e muori”. Ovvero… il passaggio può avvenire solo rinunciando alle prese di posizione su Giusto e Sbagliato, abbracciando l’esperienza nella sua totalità e muovendosi secondo un’Etica personale.
Giove in quadratura ai valori Capricorno (Sole, Plutone e, dal pomeriggio, Mercurio) da una parte rappresenta un ostacolo, dall’altra indica che è necessario osservare proprio questo enigma ed integrarlo nella propria vita, in modo da avviarsi verso una vera Autonomia.

Le tensioni con Urano in Ariete predispongono ai colpi di scena, quindi è necessario mettere in preventivo che in questi giorni alcune cose potrebbero cambiare inesorabilmente. La dinamica che si è creata tra Urano e Plutone sta lentamente modificando anche gli scenari mondiali già dal 2012: non si tratta ovviamente di cambiamenti di poco conto e, a livello personale, le vite soprattutto di chi ha dei pianeti nei segni cardinali (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno) si sta modificando in maniera abbastanza sconvolgente. Sebbene Plutone tenda a manifestarsi in maniera sotterranea e ipnotica, con Giove in quadratura nel segno della Bilancia l’energia in circolo tenderà ad essere più visibile, soprattutto a livello di reazioni.

Non sarà semplice, nelle prossime due settimane, mediare: la Luna in Cancro, infatti, metterà sul piatto della bilancia paure e sensazioni di vulnerabilità, al fine di poterle riconoscere ed integrare. Non è forte chi non cede mai, bensì chi si può permettere di crollare. Quella del 12 gennaio sarà una Luna sorretta dai pianeti nel segno dei Pesci, sebbene questo sostegno appaia paradossale: infatti sarà molto più facile essere feriti e questo testimonierà l’influenza che Chirone, il guaritore ferito, ha su tutta questa configurazione.

La Grande Croce Cardinale lavorerà anche sulla sensazione di blocco e di stasi, mettendo ulteriormente in luce l’urgenza di lanciarsi nel futuro lasciandosi alle spalle ricordi e nostalgie. Molte volte, soprattutto per chi ha molti pianeti in segni d’Acqua, il passato rappresenta anch’esso una sicurezza dato che è l’unica cosa che si conosce. Urano, in quadratura a Luna e Sole/Plutone, vi porterà a cercare una personale risposta alle sofferenze basata su una Verità più autentica e meno dipendente da mode spiritualeggiati e new-age. L’illusione offerta dalla configurazione e a cui si dovrà fare attenzione sta proprio qui: non è cullandosi in illusioni di perfezione che è possibile il cambiamento e nemmeno attraverso metodi bruschi e trancianti, bensì guardando con distacco tutto quello che arriverà in questi giorni, colpi di scena inclusi. 

Il consiglio è quello di non prendere tutto sul personale dato che ognuno reagisce al disagio a modo proprio. E’ necessario più che mai curare la propria capacità di prendersi cura di sé e delle persone che si amano.

La dinamica Luna – Plutone

Articolo apparso sul numero monografico della rivista Oltre-Confine Astrologia (n°14, dicembre 2014)

L’uomo (…) non vive più in un universo soltanto fisico, ma in un universo simbolico. Lingua, mito, arte e religione sono parti di questo universo, sono i fili che costituiscono il tessuto simbolico, l’aggrovigliata trama dell’umana esperienza. Ogni progresso nel campo del pensiero e dell’esperienza rafforza e affina questa rete. 
(Ernst Cassirer, “Saggio sull’uomo)

E’ da tempo immemore che l’essere umano tenta di dare un Senso ed una Voce al proprio vissuto, sia che esso derivi da eventi esterni, sia che prenda forma attorno a sensazioni ed emozioni. Il confronto tra quello che si “sente” e quello che accade all’esterno il più delle volte dà vita alla necessità di trovare degli strumenti per descrivere quello che si sta vivendo, essendo il mondo interiore soggettivo il più difficile in assoluto da comunicare. Sull’incomunicabilità si sono già spese pagine di letteratura, sia nella semantica che nella poesia.

L’Astrologia, checché ne dicano i suoi detrattori, è uno di questi strumenti. Filo di Arianna per elezione per l’uscita dal labirinto del Minotauro, rappresenta anche la tela perfetta per ricamare le storie delle vicende umane e per dare forma e consistenza alla narrazione. 

Già nel 1966 il filosofo francese Georges Gusdorf osservava giustamente che l’Astrologia fu ed è “un modo privilegiato di razionalizzare il reale”, “una interpretazione sistematica dei fenomeni” che attraverso “una trama di interrelazioni causali” offriva ed offre una risposta all’esigenza di totale “intelligibilità del mondo”. Muoversi tra Simboli astrologici e Archetipi, con cui l’astrologia lavora, offre la possibilità unica di osservare il mondo con altri occhi, liberi per qualche istante del razionalismo e positivismo operante, e di avvicinarsi ai contenuti astrologici in uno stato d’animo particolare ed unico che permette di intraprendere un viaggio all’interno della propria Anima. 

Contattare il Profondo tramite l’Emozione

Due di questi Simboli, la Luna e Plutone, sono l’emblema dell’infinitamente vicino e dell’irraggiungibilmente lontano, due punti che alla fine tendono a convergere e a fondersi quando si incontrano nel tema di nascita. E’ importante precisare che il modo in cui questi due pianeti si esprimono dipende da molti fattori, il più importante dei quali è sicuramente il sesso del possessore.

La Luna, signora del primo segno d’acqua dello Zodiaco (Cancro) rappresenta, come insegna Lidia Fassio, l’immagine primaria che il bambino forma di se stesso vedendosi riflesso negli occhi della madre. 
Il mondo alla nascita è troppo alieno e caotico, non ci sono esperienze che permettano di codificare quello che avviene all’esterno ed è quindi necessario che esso venga filtrato ed interpretato da una figura di riferimento che permetterà di calibrare le reazioni ad esso. E questa calibrazione avverrà soprattutto tramite le emozioni. Le emozioni, primitive seppur sofisticate, saranno la base da cui poi prenderà forma la percezione del mondo, ma non rappresentano ancora un discorso su di esso, ovvero una sua rappresentazione cognitiva. Quest’assenza di discorso caratterizza tutti i segni d’acqua in cui è il “sentire” ad essere in primo piano.

Plutone, signore del secondo segno d’acqua (Scorpione), è uno degli archetipi più difficili da vivere a causa della sua natura inafferrabile e invisibile e ben si presta ad essere l’incarnazione di tutte le pulsioni e degli istinti non socializzabili. E’ con Plutone che le emozioni rimosse dalla sfera conscia possono tornare finalmente a galla affinché sia possibile fare chiarezza.

Mentre con la Luna l’Io è in via di formazione, ovvero è in Potenza, quando incontra Plutone l’Io è già formato, ma brama e allo stesso tempo teme di venir mondato di tutte quelle parti non autentiche che la persona ha dovuto indossare per venir accettato dal proprio ambiente. Ma c’è un aspetto in comune, che rappresenta sia un punto di forza che una debolezza, nell’incontro di questi due pianeti, ed è qualcosa di legato alla loro comune reggenza sull’elemento Acqua: è qui che questi due pianeti possono metaforicamente specchiarsi l’un l’altro, essendo entrambi porosi e senza confini.

Limite estremo, Plutone è Simbolo anche di morte, preludio della rinascita, a patto che l’Eroe (o l’Eroina) accetti di sfidare il drago.

Immagine tratta dal Liber Novus di Carl Gustav Jung
Immagine tratta dal Liber Novus di Carl Gustav Jung

Gli aspetti che si creano tra Luna e Plutone, lungi dall’essere l’unico modo per arrivare ad una maggiore consapevolezza, danno vita però ad una tipologia particolare di Eroi. Essi si sentono vittime di un’amputazione, sentono di essere stati deprivati di qualcosa che però non riescono a mettere a fuoco ed è proprio per trovare questo “qualcosa” che percorreranno la strada maestra della Conoscenza di Se Stessi accettando di affondare nelle proprie emozioni, di lasciarsi contaminare da quello che dai più viene ritenuto impuro e cattivo, ma accettando altresì di affrontare il Drago e riprendersi quello che è sempre stato loro e che è intimamente connesso con il Potere Personale che Plutone rappresenta. 

Il problema cardine degli aspetti Luna-Plutone si nasconde nella doppiezza del secondo in combinazione alla porosità e capacità di ritenzione della prima. Quello che si “sente” e che non ha nome non è facilmente affrontabile ed assume sempre una doppia valenza, lasciando la persona in balìa di emozioni contrastanti che a rigor di logica non dovrebbero poter co-esistere. Per affrontare questo mare di emozioni nere non funziona nessuno dei sistemi di difesa tanto cari all’Io. Anzi, sarà proprio l’arrendersi alla loro esistenza, accettando che ci siano delle parti indipendenti e non integrabili, ad essere la chiave di volta.

Scrive Mark Hedsel nel suo romanzo “L’Iniziato”, che

“Chi ha imboccato la via dello sviluppo prima o poi dovrà affrontare il proprio doppio dentro di sè” e che la visione di questo doppio, descritto anche da William Blake con il termine di Spettro, provoca spesso terrore ed angoscia, nella consapevolezza che “percorrendo la Via ci si rende conto di essere sempre e ovunque accompagnati da un morto, un morto astuto, che non vede l’ora di usurpare il potere del tuo essere.”.

Nonostante la descrizione sia romanzata, questa consapevolezza si adatta perfettamente alle dinamiche plutoniane qualora affondino le radici proprio nel mondo lunare.

Con i contatti tra Luna Plutone nel tema personale avviene quindi l’incontro con la parte più istintuale del Femminile e questo confronto è tanto più difficile se si tiene conto del fatto che noi occidentali siamo ormai vittime di una rimozione dei valori femminili della personalità, avendo privilegiato atteggiamenti più maschili ed attivi. E’ difficile accogliere, lasciarsi sommergere da emozioni ritenute a ragione “indomabili” e, soprattutto, non perdere la speranza che in fondo al pozzo nero possa esserci qualche luce a rischiarare la tenebra. L’esito dell’incontro dipenderà in larga misura dalla capacità della persona in possesso dell’aspetto di assumersi la responsabilità della propria vita e del suo vissuto e di smettere di proiettare all’esterno su nemici designati quello che invece è frutto solo di un mondo interiore da integrare. E’ un appuntamento con l’immensità dell’inconscio, che immobilizza e spaventa, specie se si percepisce la sua assenza di confini e l’impossibilità, quindi, di qualsiasi contenimento: l’esito non è mai scontato, l’eroe e l’eroina dovranno percorrere tutto il viaggio e bere fino all’ultima goccia l’amaro calice se accetteranno la sfida della personalità in crescita. E tutto questo fa paura e la tentazione di manipolare la realtà (e quindi anche le persone a fianco), allo scopo di diminuire un’angoscia senza forma, sarà fortissima.

L’origine di queste sensazioni, trattandosi del contatto con il mondo lunare, è ovviamente il materno, ma all’interno di questa definizione il ruolo genitoriale della propria madre rappresenta solo l’apice di un complesso archetipico molto più vasto, che è appunto quello legato alla Grande Madre che, assieme a Plutone, assume le fattezze della Madre Terribile, ovvero il Drago alchemico che andrà domato e contenuto sviluppando un Io forte, ma non rigido. Non ci sono ovviamente ricette magiche per sostenere prove di questo tipo, sebbene chi ha questi valori nel tema sappia quasi istintivamente che è necessario riuscire a trovare una guida esterna che il percorso lo abbia già fatto e che sappia, se non altro, dare un nome a tutto quello che viene vissuto nell’interiorità. E’ una via che, per molti versi, assomiglia allo scontro con il guardiano della Soglia, ad una delle Iniziazioni a cui l’Anima si avvicina, a quello che Keith Dowman descrive nel capitolo relativo al Tantra interno che rappresenta “la presa di coscienza individuale della condizione umana (che) è il primo passo verso il potenziamento della pienezza del momento. La sofferenza è accettata sia intellettualmente che emotivamente come una realtà inevitabile, parte integrante della vita, da utilizzare più che da evitare. L’azione è espressione assoluta dell’essere più che un mezzo finalizzato come i comportamenti convenzionali e le azioni sociali e morali imposte da un Io manipolatore.”.

Immaginale e Astrologia

L’Astrologia è una materia complessa. Essa è una delle tre Arti che la Tradizione esoterica riteneva (e ritiene tuttora, laddove ancora vive) necessaria per procedere in maniera completa sul sentiero iniziatico. Questi sono concetti che, per noi moderni cresciuti credendo solo a quello che la Scienza di turno legittima come “reale”, appaiono lontani e frutto di una primitiva superstizione. In fondo chi di noi non ha deriso almeno una volta chi legge gli oroscopi presenti su tutte le riviste e in tutti i giornali. Io, ve lo confesso, l’ho fatto per lungo tempo.

L’Astrologia è difficile da afferrare per una serie di motivi che non riguardando soltanto il calcolo del tema di nascita, ovvero la mappa precisa del cielo astrologico al momento della nascita. Infatti, come ben sanno tutti gli appassionati della materia, oggi è possibile ottenere velocemente la propria carta natale on-line (come ad esempio qui) e leggere un approssimativo profilo astrologico senza necessità di relazione tra consultante e astrologo. In pochi passaggi è possibile conoscere la posizione dei pianeti rispetto sull’eclittica zodiacale e vedere il grafico del momento della propria nascita.

Tema natale di James Hillman (Fonte: Tarnas)
Tema natale di James Hillman (Fonte: Tarnas)

Ed è qui che si apre il divario tra quella che sarà una descrizione sommaria, magari computerizzata, calibrata sulla descrizione manualistica degli aspetti tra i pianeti e di altri elementi di interpretazione, e quella più ragionata, e se vogliamo ispirata, legata indissolubilmente all’incontro tra chi chiede una interpretazione e chi la fornisce.
Sebbene siano necessari entrambi questi due elementi (sia la descrizione “da manuale” che quella basata sull’esperienza e sul dialogo tra le parti), la difficoltà è legata al momento della loro fusione, cercando di far emergere la migliore lettura dei Simboli astrologici personali, basata sulla riflessione e meditazione sugli stessi. 

Considerando il tema natale una mappa simbolica della psiche della persona, sarà necessario padroneggiare quei simboli e vedere di cosa essi sono Immagine.

L’astrologia è superstizione?

L’unica cosa di cui possiamo essere certi è che in un certo momento siamo nati.
Siamo venuti al mondo provenendo dall’Indefinito ed è verso lo stesso Indefinito, che ha molti nomi, che ci avviamo.

Sicuramente in alcuni casi l’Astrologia rappresenta una superstizione, soprattutto laddove la previsione astrologica viene usata per trovare delle scuse al proprio malessere, lasciandolo inalterato. La maggior parte delle volte l’avvicinamento e l’interesse per l’astrologia si fermano a questo livello, ovvero alla lettura delle previsioni e alla ricerca di un senso superficiale e deresponsabilizzante di quello che accade nella propria vita. E sia chiaro, questo non è di per sé negativo: c’è così tanta seriosità nella vita quotidiana che il bisogno di alleggerirla, anche attraverso un gioco che si crea tra astrologi e lettori, non è un male. Anzi.

Ma questo è solo l’inizio del Viaggio.

C’è un altro modo di intendere l’intera questione: l’Astrologia, rispondendo ad un bisogno di profondità e trascendenza nascoste dietro alle domande del consultante, diviene uno strumento di indagine personale parallelo alla razionalità e che, nutrendosi delle immagini presenti nella psiche umana, ha la potenzialità di dare un nuovo senso alle esperienze.

Noi esseri umani abbiamo un bisogno immenso di trovare un Senso in mezzo a quello che apparentemente sembra un caos ed è attraverso l’uso della parola e delle immagini che questo trova la sua massima manifestazione. Ma attenzione: il Senso non è solo quello che la mente, abituata a ragionare aderendo ad principio di coerenza, individua. Il Senso è ciò che emerge quando la Mente, l’Anima e il Corpo trovano un accordo armonioso sulla Percezione del Mondo, sia interiore che esteriore. Emerge ogni qual volta, ad esempio, una Crisi esistenziale si rivela decisiva per aprirsi ad un nuovo modo di vivere, più ampio e più naturale.

Ciò che lega le esperienze alla crescita e all’integrazione degli opposti è la capacità tutta umana (almeno, per quanto ci è dato sapere) di trasformale in poesia e in metafora. Pensate per un attimo ai sogni, specie a quelli che sono stati per voi più importanti. Non è forse vero che una certa lezione è arrivata nel momento in cui siete riusciti a decifrare quel particolare messaggio? Non vi è mai successo di restare sbigottiti di fronte alla poesia e alla potenza anche estetica del Sogno?

Dal momento in cui sentiamo di esistere, all’interno del grembo dell’Universo che prende forma attraverso nostra madre, iniziamo a dare forma all’Esperienza attraverso la Sensazione che solo in un secondo momento, molti mesi dopo, diventerà Pensiero.

Il primo impatto dell’esistenza è di Unione con l’Oscurità dell’Utero, in una Notte che per la Coscienza rappresenta il Tutto. Ed è in questa Notte che siamo immersi, in balia delle emozioni di nostra madre che rappresenta per noi il primo contatto con la Materia. In questa Notte che precede la nascita tutto è Segno: qualsiasi fluttuazione, dalla Gioia della Pienezza alla Paura del Vuoto, rappresenta il mondo dell’esperienza.
Il primo impatto con la vita è la matrice da cui tutto il resto prenderà forma, contrapponendo di volta in volta le polarità che daranno vita al mondo percepito.

L’uomo e la donna dell’antichità, con la loro sensibilità, trovandosi di fronte a misteri di vita e morte, non hanno potuto fare altro che rivolgersi al Simbolo per cercare di afferrare e dare sostanza a dei concetti che altrimenti erano, in quanto esperienza primitiva, inesprimibili. Ed è in questo clima che hanno visto la nascita materie simboliche come l’Astrologia, accogliendo nel corso dei secoli le domande umane e fornendo dei simboli attorno ai quali raccogliersi.

L’Astrologia, ma anche l’Arte in ogni sua espressione, è uno dei molti modi in cui il Simbolo trova posto e collocazione nella vita quotidiana: a seconda della cultura in cui il pensiero mitico si sviluppa abbiamo chiaramente una maggiore o minore accettazione dell’Irrazionale che, cacciato dal razionalismo illuministico, rientra dalla porta dell’Inconscio.

 

Lo studio dell’Astrologia nell’ottica Immaginale

“Ti ci vuole una preparazione, una formazione affinché tu possa aprire le orecchie e cominciare a udire in senso metaforico invece che in senso concreto. Freud e Jung sentirono entrambi che il fondamento del mito è nell’inconscio.
Chiunque scriva qualcosa di creativo sa che bisogna aprirsi, abbandonarsi e che il libro si costruisce in un dialogo interiore. In un certo senso diventiamo il veicolo di qualcosa che ci è donato dalle Muse o, nel linguaggio biblico, da “Dio”. (Joseph Campbell)

Accostarsi all’antica arte dell’Astrologia significa, un po’ alla volta, far caso a ciò che sembra paradossale ma che, nella sostanza, ha in sé una logica non afferrabile dalla mente razionale.

Significa addestrarsi a conoscere un metodo, quello astrologico, che permette di dare un ordine alle esperienze contenute nel mondo dell’inconscio e di dare voce alle Immagini.
E’ un Viaggio a tutti gli effetti e, come per tutti i viaggi, è necessario conoscere perfettamente non solo la mappa, ma anche il territorio che si andrà ad esplorare. Significa mettere da parte per qualche istante ciò che si pensa di sapere e seguire le impressioni, stimolate dai simboli, che emergono dal mare dell’Inconscio. Henry Corbin ha parlato del mundus imaginalis, descrivendolo appunto come zona intermedia tra Corpo e Spirito, tra Cielo e Terra, a cui è possibile accedere attraverso la pratica dell’imaginatio.

Seguire un simbolo non significa perdersi in pensieri senza nessuna aderenza con la Realtà, ma significa lasciarlo agire nel proprio mondo interiore e diventare testimoni dell’intero processo.

Per comprendere il Simbolo, che astrologicamente parlando è rappresentato da segni zodiacali e pianeti, è necessario addestrare quindi quella parte della nostra mente che noi occidentali siamo poco propensi ad utilizzare e che possiamo chiamare, debitori a James Hillman ed Henry Corbin, “Sensibilità immaginale“.

Archetipo, astrologia e nuovo senso psicologico

Articolo apparso sulla rivista di psicologia junghiana “Il Minotauro – Problemi e ricerche di psicologia del profondo“,
Anno XXXVIII Vol. n. 2 – Dicembre 2011

 

“Solo attraverso il simbolo è possibile raggiungere ed esprimere l’inconscio. Per questo anche il processo di individuazione non può fare a meno del simbolo, in quanto il simbolo è da un lato l’espressione primitiva dell’inconscio, ma dall’altro è un’idea che corrisponde all’intuizione più profonda della coscienza.”(C.G. Jung)

Quando si parla o si scrive di astrologia al giorno d’oggi si corre sempre il rischio di venir emarginati o zittiti a priori, senza che venga data la possibilità di spiegarsi o dispiegare come questo strumento antico possa essere un mezzo ricchissimo di simboli codificati da millenni per l’esplorazione di sé. Per correttezza va chiarito che questa diffidenza è giustificata dal fatto che nella maggior parte dei casi, purtroppo, questa disciplina è stata usata e viene tuttora usata per scopi manipolatori e delle volte praticata da persone di scarsa o nessuna cultura che, sentenziando quasi sempre per proiezione, influiscono per suggestione sulle vite di chi le consulta. E’ doveroso quindi operare anche una distinzione, già messa in luce da Pico della Mirandola, tra astromanzia e astrologia. Spinti da questa naturale diffidenza si commette però, purtroppo, l’errore di fare di tutta l’erba un fascio e, bollando il tutto come “mera superstizione” o mantica, di rimuovere senza esplorare e conoscere. Esplorazione e conoscenza che non danno, comunque, alcuna certezza o verità assoluta su quello che dovrebbe essere il senso della vita, ma che permettono, forse, un approccio più sacrale ad essa.

Non è quindi un’eliminazione della sofferenza umana o un autoinganno ben intessuto, ma semmai è un arricchimento del vocabolario interiore al fine di descrivere esperienze comuni. Un modo per delimitare il cosmos che si dispiega attorno ad un nuovo centro (o axis mundi) separandolo e contrapponendolo al caos . Mi auguro di riuscire a trasmettere proprio questo nel prosieguo di questo articolo e di fornire un’altra chiave di lettura del fenomeno astrologico, che ha molto da spartire con la sorella Psicologia del Profondo (1).

E’ come se stessimo fra due universi infinitamente vasti: il cosmo del mondo esterno ancora parsimonioso nel rivelare i suoi molti segreti, e il microcosmo del mondo interiore della psiche, ugualmente possessivo nei confronti dei suoi misteri.” (Thomas Moore)

Il trattamento che è stato riservato all’Astrologia da parte della comunità scientifica è alla fine lo stesso trattamento che viene riservato ad ogni approccio non convenzionale, olistico se vogliamo, Psicoanalisi e Psicologia del Profondo incluse. L’Astrologia, non rispettando la logica falsificazionista popperiana, non solo non ha nel paradigma scientifico vigente diritto di esistere, ma deve anche essere contrastata con veemenza.

Parlando di Uomo, di Segni e di Simboli, l’Astrologia non è quantificabile ed oggettivizzabile e quindi non si presta a nessuna misurazione (nonostante i tentativi ci siano stati e continuino ad esserci: degni di nota sia il tentativo di Carl Gustav Jung sia quello di Michel Gauquelin).

Non è mia intenzione riportare in questo luogo una sterile diatriba che va avanti, per flussi e riflussi, da troppo tempo; mi preme però fare un cenno, appunto come testimonianza, all’emblematica reazione scomposta degli scientisti contro la materia astrologica, ovverosia al documento firmato nel 1975 da 186 “eminenti scienziati” (dei quali 18 premi Nobel, come hanno tenuto particolarmente a mettere in evidenza) reclutati per garantire l’infondatezza scientifica dell’Astrologia. Tentativo per altro assolutamente non originale, ricalcando alla fine le stesse argomentazioni già trattate da Sesto Empirico nel Quinto libro del “Contro i Matematici”. Già altri hanno replicato in maniera esaustiva in altre sedi (si veda ad esempio il capitolo a tal proposito di Paul K. Feyerabend nel suo “La scienza in una società libera”).

Quello che vorrei mettere in luce è che, a mio parere, il voler ricondurre tutto alla scienza come “banco di prova” è semplicemente un problema mal posto che, di conseguenza, non può dare origine ad alcuna risposta sensata: nessun astrologo onesto, che non stia in realtà cercando la benedizione dell’autorità o una giustificazione, sarebbe pronto a giurare che la materia astrologica sia Scienza o persegua gli scopi della scienza positivista, proprio perché le qualità che vengono “descritte” (e quindi non “misurate” e men che meno “riproducibili”) appartengono ad un altro piano di conoscenza (2).

Scrive a riguardo Patrice Guinard che:

il processo astrologico non cerca (…) di spiegare un fenomeno, né di interpretare dati, ma di comprendere una realtà sottostante, nella misura in cui fenomeni edati culturali trovano la loro origine nella psiche”.

E Roberto Sicuteri:

la lettura del grafico oroscopico (…) agisce in profondità soltanto attraverso il tempo e soltanto dopo ripetute interpretazioni ed elaborazioni dei simboli, in modo da suscitare le più profonde emozioni inconsce ed agganciare le formazioni archetipiche”.

E’ comprensibile, quindi, a questo punto il tentativo di tracciare un parallelo tra ciò che emerge da questa visione e il concetto di una sottostante struttura comune nella psiche e il concetto di Archetipo. Ed è appunto in quest’ottica che la questione astrologica andrebbe affrontata ed esplorata, al fine di rintracciare i punti di forza di questo antico tentativo umano di spiegare quello che accade alla nostra interiorità.

Dane Rudhyar si riferisce al tema natale, ovvero dell’istantanea planetaria al momento della nascita, come ad un mandala o yantra personale su cui l’individuo può concentrarsi per ragionare per Simboli. E’ chiaro che una meditazione di questo tipo non si esaurirà in una veloce consultazione da qualche esperto (anche se ciò può rappresentare un inizio) visto il valore polisenso del simbolo, e nemmeno nella ricerca delle cause della sofferenza esistenziale (fungendo quindi da mera rassicurazione) data la non linearità e causazione diretta, ma sarà piuttosto una meditazione a cui si ritornerà spesso approfondendo sempre di più le proprie riflessioni. Una sorta di disciplina alla focalizzazione, una gestazione dei simboli personali che porteranno all’emersione, se il lavoro è ben svolto, di un senso nuovo.

(Irene Zanier)

Riferimenti bibliografici

* L. Aurigemma: “Il risveglio della coscienza”, BollatiBoringhieri editore, Torino 2008

* T. Moore: “Pianetiinteriori – L’astrologia psicologica di Marsilio Ficino”, Moretti&Vitali Editori 2008

* F. Boll – C. Bezold – W.Gundel: “Storia dell’astrologia”,Universale Laterza, Bari 1979

* D. Rudhyar: “L’astrologia e la psiche moderna”, Astrolabio-Ubaldini editore, Roma 1992

* D. Rudhyar :“L’astrologia della personalità”, Astrolabio-Ubaldini editore, Roma 1986

* R. Sicuteri: “Astrologia e Mito”,Astrolabio-Ubaldini editore, Roma 1978

* S. Andreani : “Alchimia: per una semiologia del Sacro”, ERI, Torino 1976

* F. Capra :“Il punto di svolta”, Feltrinelli, Milano 1984

* H. Sasportas :“Gli dei del cambiamento”, Astrolabio-Ubaldini editore, Roma 2000

* P. Guinard :“Astrologia:il manifesto”, C.U.R.A. (Centre Universitaire de Recherche enAstrologie), 1993

* Paul K. Feyerabend: “La scienza in una società libera”, Feltrinelli, Milano 1981

(1) La tentazione iniziale di riferirmi solo alla Psicologia senza alcuna specifica è stata superata nel momento in cui mi sono trovata a pensare che questo termine è diventato troppo generico e quindi referente di niente in particolare, includendo appunto al suo interno anche branche molto distanti tra loro (come la Psicofisica, la neuropsicologia e tutte le discipline che si riferiscono alla psiche, ma di fatto eludendo il problema dell’Inconscio). Come scrive a ragione Dane Rudhyar, astrologo e compositore francese, “Non è possibile misurare quantitativamente l’amore, la risposta alla bellezza, il carattere di una persona, non senza rendere la persona simile ad un computer; e questo è quello che l’attuale scienza sta tentando di fare dell’individuo”.

(2) Piano di coscienza inteso in questa sede in senso epistemologico e non di “stato”

Luna Piena della Quercia

La Luna Piena di questo mese anticipa il solstizio d’inverno (Yule) e permette alcune riflessioni legate al ciclo di crescita e di stabilità.

Alle ore 1:06 del 14 dicembre la Luna, nel suo percorso mensile, ha raggiunto la pienezza e quindi la massima luminosità a 22 gradi dei Gemelli, in perfetta opposizione al Sole Sagittario congiunto a Saturno. Il segno dei Gemelli è legato intimamente a tutto quello che è Duale, facendo sperimentare che è possibile spostarsi da una polarità all’altra senza per questo perdere l’equilibrio. Questa Luna Piena contiene in potenza proprio questo insegnamento, ovvero che la vera stabilità non è legata alla staticità, ma al continuo adattamento agli eventi, e che per imparare cose nuove è necessario uscire dalla propria zona di confort. Ciò che è statico non ha la possibilità di cambiare dato che il cambiamento avviene nel movimento: la staticità precede il movimento ed è simbolo di tutto il potenziale che si schiuderà. Tutto questo è ben rappresentato dai Simboli di questa Luna: la Ghianda e la Quercia.

La Luna Piena è sempre un punto di maturazione di tutto il ciclo lunare precedente e, mai come in questo momento, sono importanti i temi di resistenza e stabilità. E’ Saturno, in astrologia, a rappresentare sia la stabilità che l’Autorità, anche attraverso l’applicazione della legge, e tutto quello che è connesso al concetto di limite. Saturno, per gli antichi, era la divinità che si poneva sulla soglia dell’aldilà ed era preposto al giudizio. E’ da tali caratteristiche che è derivata gran parte della sua reputazione di “maestro severo”. L’autorità vera, però, raramente è quella che deriva da imposizioni esterne, obbligando a mantenere un certo comportamento: è semmai il frutto di una scelta di auto-disciplina avendo ben chiari i propri obiettivi. La congiunzione Sole-Saturno opposta a questa Luna gemellina e sbarazzina mette l’accento proprio sulla necessità, al fine di vivere pienamente il proprio lato più sensibile, di impegnarsi in una progressiva educazione ai sentimenti, evitando di confondere gli eccessi di sensibilità con la sensibilità stessa. Il simbolo della Quercia di questa Luna parla inoltre delle radici che vanno in profondità al fine di concedere stabilità anche nel momento più freddo e buio dell’anno, prima della Rinascita della Luce di Yule.

Dal punto di vista astrologico è un Cielo estremamente ricco di aspetti, alcuni dei quali veramente positivi.

Il duetto Sole-Saturno forma un armonico trigono con Urano nel segno dell’Ariete e questo è utile per sperimentare l’autenticità delle proprie idee, vagliandole sul piano pratico e quotidiano. C’è ora la possibilità di prendere consapevolezza dei passi necessari per avviare un nuovo corso di eventi. Urano è un pianeta legato alle rivoluzioni, sia interiori che sociali,  dettate da una mutazione interiore sulla base della percezione imparziale degli eventi. E’ un aspetto legato all’autonomia, alla realizzazione e all’autosufficienza, avendo però ora la certezza di possedere tutte le risorse necessarie per cavarsela: Giove in sestile suggerisce al Sole-Saturno proprio questo.
Gran parte della consapevolezza di cui sto parlando dipende anche dalla capacità di elaborazione delle delusioni e delle ferite del passato: Sole- Saturno in quadratura a Chirone ha il compito proprio di farvi vedere che l’elaborazione e l’integrazione dei vissuti rappresentano la memoria e l’insegnamento più forti. Chirone, assieme a Nettuno, è l’unico elemento del cielo odierno ad essere nell’elemento acqueo e questo ha una enorme rilevanza sul piano delle emozioni.
E’ consigliabile, nei prossimi tre giorni, sondare con attenzione il vostro mondo emotivo, osservando particolarmente tutte quelle sensazioni che considerate sporche o sbagliate: Chirone vi renderà più sensibili e, per chi ha un tema di nascita aperto in tal senso, aumenta la possibilità di cogliere insegnamenti importanti attraverso il mondo onirico.

Questa luce lunare di fine autunno fotografa in questo istante anche la presenza di una configurazione planetaria di tensione, la croce a T formata da Plutone-Giove-Urano, che mette sul piatto della bilancia i principali temi che abbiamo incontrato in questo 2016. Questa è una configurazione veramente intensa che si fa avvertire attraverso sensazioni di urgenza dato che Giove in Bilancia tende ad espandere la necessità di cambiamento dettata da Urano, portando anche allo scoperto tutto quello che Plutone in Capricorno smuove a livello inconscio. C’è una forte sete di giustizia, sia a livello sociale che nelle vite personali. Trattandosi di transiti lenti, l’effetto si fa ovviamente avvertire prima di tutto a livello collettivo, mentre sul piano personale dipende dalla conformazione del proprio tema di nascita.

In conclusione il momento che stiamo vivendo con questa Luna Piena permette di guardare con imparzialità quello che non ci piace della nostra natura senza però giudicare questi elementi come immodificabili o terribili. La Luna in Gemelli permette di riacquistare parte del proprio animo innocente in modo da poter viaggiare leggeri, seppur con le idee ben chiare, senza perdersi d’animo di fronte alle sfide che la vita ci lancia. Non c’è niente, nella propria personalità, che non abbia una buona ragione per esistere: anche gli aspetti peggiori si sono formati nel tempo per permettere alla Quercia che siamo di raggiungere quella stabilità che permette di crescere.

 

Buona Luna Piena a tutti ^_^

 

 

Mercurio retrogrado: impedimento o carburante?

Ci sono degli argomenti hot che più di altri scaldano gli animi dei lettori delle riviste e rubriche astrologiche, e sono purtroppo le stesse cose attorno alle quali si creano più forti pregiudizi e paure (e ai quali mi trovo più spesso io per prima a rispondere).

Quello che ho imparato in tanti anni di studio della materia è che in questi casi la maggioranza ha sempre torto.
E non potrebbe essere altrimenti: una materia così complessa, e in cui tantissimo dipende da un lavoro personale minuzioso di introspezione e ricerca, viene per forza di cose generalizzata per funzionare da “esorcismo” verso paure ed angosce comuni.
E così, accanto al famigerato Saturno contro che avrebbe effetti devastanti sulle relazioni, alle rivoluzioni solari malefiche che bisognerebbe ricollocare spostandosi sul globo terrestre ad ogni compleanno, a Saturno (di nuovo lui, capro espiatorio per eccellenza) in ottava casa o sull’ascendente, un posto del tutto particolare ce l’ha il piccolo Mercurio che, almeno tre volte all’anno, incomincia a muoversi in un moto apparentemente retrogrado, ovvero seguendo una traiettoria opposta a quella che ha normalmente, e che sarebbe la “causa” diretta di contrattempi e di rallentamenti, incidenti di tutti i tipi e sciagure varie, mostrando quindi la sua faccia più dispettosa.

Chiaramente tutte queste profezie di sventura non possono essere minimamente prese sul serio e anche il fenomeno della retrogradazione di Mercurio va un po’ ridimensionato.

 

Da dove iniziare: uno sguardo all’astronomia e all’astrologia

Credo che prima di tutto sia utile capire come funziona il fenomeno dal punto di vista astronomico dato che, sebbene ci si stia muovendo in un ambito simbolico, non possiamo prescindere da quello che accade realmente in cielo, mentre per un ottimo approfondimento astrologico rimando all’articolo collettivo della Mailing List di Mary Olmeda, “Convivio astrologico”.

In sintesi il movimento retrogrado dei pianeti (contrassegnato dalla lettera R nelle effemeridi) è un’illusione ottica di moto retrocedente provocata dalla diversa velocità angolare della Terra rispetto agli altri pianeti. In sintesi ancora più stringata è l’illusione che i pianeti si muovano all’indietro rispetto al resto del cielo, ritornando quindi sui propri passi.

Il consiglio di approfondire e di indagare non è superfluo dato che, avendo l’Astrologia a che fare con il mondo dei Simboli e delle Immagini, è importante costruire un personale vocabolario mentale  di quei Simboli che solo un po’ alla volta diventeranno un bagaglio culturale. Fino a quel momento si penderà sempre un po’ dalle labbra dello studioso ed interprete di turno, ma è importante non abbandonare mai lo spirito critico perché il rischio è quello di scivolare in un clima di superstizione acritica molto pericoloso.
In maniera simile a quanto scritto per quanto riguarda le previsioni mensili, anche in questo caso mi sento in dovere di fornire un’ulteriore precisazione:

qualsiasi pre-visione (e quindi anche questa), per quanto complessa e frutto di un lavoro anche pignolo può fornire solo ed esclusivamente una traccia e mai una vera e propria prescrizione di comportamento

ovvero

è necessario tener sempre a mente che l’interpretazione dei fenomeni del Cielo da un punto di vista simbolico su larga scala è più che altro un gioco tra astrologo e lettore, uno stimolo alla riflessione e alla sperimentazione, allo stupore di fronte ai processi irrazionali della Psiche, una linea da seguire per avvicinarsi al linguaggio degli archetipi planetari.

 

Cosa rappresenta Mercurio in astrologia e perché fa così  paura quando è retrogrado?

 

Mercurio è l’archetipo più adattabile di tutti, ovvero quello che riesce a mimare perfettamente le caratteristiche di cui ha bisogno e a farle proprie per un po’, “scimiottando” il temperamento degli altri dei/pianeti (e non a caso, l’astuta Scimmia è uno dei suoi simboli). E’, in sostanza, il mercurio alchemico inafferrabile e per questo “ponte” tra conscio ed inconscio. Ed è proprio questa capacità di adattamento che in genere viene un po’ a mancare nei periodi di retrogradazione.

Con il suo moto retrogrado Mercurio si prende una pausa dalla manifestazione esteriore per dedicarsi alla contemplazione e alla riflessione.

Non diventa meno veloce come alcuni intendono, ma la sua velocità è totalmente introvertita, portata cioè all’indagine e alla curiosità per i processi interiori.

Detto in parole povere si tenderà a diventare un po’ pensierosi: ci potranno essere degli stop e/o si potranno subire dei contrattempi nella vita proprio perché diventa prioritario occuparsi della propria vita inconscia ed intima.
Hillman riporta, in uno dei suoi testi, che “Hermes si situa sui confini” ed è anche questa caratteristica che emerge nei momenti di retrogradazione, ovvero saranno proprio i confini/limes tra conscio ed inconscio a farsi più sottili: l’attenzione cala ed è più probabile che si verifichino lapsus, disattenzioni e che si dicano cose in apparente contraddizione con quello che abitualmente si fa. Il che non è proprio il massimo se si ha a che fare con gli altri, se si ha qualche problema pendente con il partner e non è l’ideale nemmeno se si devono tenere dei colloqui di lavoro: è solo per questo che negli oroscopi si consiglia di evitare di stipulare dei contratti in questi momenti o, in generale, prendere decisioni affrettate.

 

Come faccio a valutare in che modo la retrogradazione agirà nel mio caso?

E’ importante capire in che settore del proprio tema di nascita abbia inizio la retrogradazione per capire in che modo potrà esprimersi (magari utilizzando di software di calcolo astrologico on-line):

* in che casa cade?
* ci sono congiunzioni o aspetti a pianeti?
* Mercurio di nascita è anch’esso retrogrado? (in questo caso gli effetti tendono ad attenuarsi un po’)

Se però non avete dimestichezza con i calcoli astrologici potete tenere conto solo della casa solare in cui cade, considerando come prima casa quella in cui risiede il vostro Sole e contando quanti segni lo separano da Mercurio (es: se il Sole di nascita è in Sagittario, Mercurio retrogrado in Capricorno sarà nella seconda casa solare, il segno successivo. Non confondetevi con le case astrologiche che sono invece legate all’ascendente). Questo è quello che viene solitamente fatto nelle previsioni generali che si trovano in edicola e on-line.

Il settore dell’oroscopo in cui ha inizio la retrogradazione è l’ambito in cui, con maggior probabilità, Mercurio manifesterà le sue reticenze, in cui sarete chiamati ad interrogare voi stessi sulle reali motivazioni delle vostre azioni (o anche… mancate azioni). Saranno, in sostanza, le questioni che vi daranno maggiormente spunti su cui meditare.

 

Uno sguardo generale a Mercurio Retrogrado nelle Case

Di seguito riporterò alcune indicazioni degli effetti della retrogradazione di Mercurio nelle varie case, ma, come ho premesso, sono solo degli spunti di riflessione e nemmeno sempre seri.

Mercurio R in I casa
Questa è l’area del vostro tema legata all’immagine che date all’esterno, il modo in cui gli altri vi percepiscono. E quindi, se non starete più che attenti ai segnali di disagio che potreste provare in certe situazioni (segnale interiore che c’è qualcosa che stride tra il vostro modo di essere e quello di apparire) potreste dare un’immagine di voi distorta (o apparire poco coerenti). Siccome sappiamo, però, che non esiste un male che non possa in qualche modo tornar utile, cogliete i segnali dell’esterno per capire in quali ambiti è necessario che cambiate un po’ rotta, rivedendo magari qualche posizione e preconcetto. Fate un bel respiro prima di parlare, ascoltate gli altri e non credete a tutto quello che vi viene detto.

Mercurio R in II casa
Mercurio nella casa dei valori e della necessità di sicurezza già di suo non è a suo agio, bisogna ammetterlo. Anche perchè, mitologicamente, il suo modo di procacciarsi le risorse non era sempre onesto. Il consiglio è quello di non lanciarvi in spese folli (che è quello che sareste portati a fare) in barba al vostro conto in banca, quanto piuttosto chiedervi se questa necessità è mossa da qualche carenza che in questo momento emergerà con più forza. La sicurezza è un concetto illusorio, specie se vincolata a dei beni che possono mancare da un momento all’altro. Però in questo momento non sarete ciechi alle occasioni, tutt’altro: Mercurio affinerà il vostro intuito su possibili affari futuri (che è meglio aspettiate a concretizzare).

Mercurio R in III casa
Ed eccoci approdati ad una delle case in cui Mercurio si trova più a suo agio, collegata alla comunicazione e agli spostamenti veloci. La retrogradazione in questa sede è quella che potrebbe risultare più noiosa: la vostra mente sarà affollata da pensieri, da idee e sarete iper-stimolati. L’unico problema è che ogni pensiero sembrerà andare per i fatti suoi e, se cercherete di spiegare qualche concetto a chi vi sta a fianco, potreste avere qualche “leggera” difficoltà. Questo non è il momento ideale per esprimervi (e, scaramanticamente, nemmeno per spedire pacchi preziosi via posta) quanto piuttosto per riflettere su questioni riguardanti il vostro ambiente (che ne direste di affrontare una vecchia questione con un fratello o una sorella?). Inoltre, se siete soliti scrivere o inviare mail da lavoro, fatevi un enorme favore: rileggete quello che avete scritto prima di spedirlo e controllate sempre il destinatario. Poi non vi lamentate se spedite una mail focosa d’amore al vostro capo invece che al partner.

Mercurio R in IV casa
La quarta casa è una casa lunare e quindi è in questa sede che a Mercurio piace ri-andare con la mente alle cose del passato. Sarà proprio in questo senso che agirà nel vostro caso, riportandovi alla memoria delle cose che avevate dimenticato (e non è detto che siano incisive e importantissime. Potreste anche ricordarvi dal niente dei Paciocchini con cui giocavate da bambini e che avevate completamente rimosso). E’ inutile dire che il transito qui può essere usato al meglio per ri-affrontare e ri-definire problemi del passato, specie se riguardano la vostra genealogia. Se siete in procinto di vendere/acquistare casa e in questo periodo dovesse capitarvi il colpaccio (quei colpi di fortuna che si stenta a crederci e che se lo raccontaste al bar agli amici sarebbe tutta una profusione di pacchette sulla schiena)… ecco, proprio questo colpo di fortuna probabilmente non è un quello che sembra e potreste trascurare qualche dettaglio. Attendete il termine della retrogradazione e intrattenete i vostri interlocutori con le vostre indubbie doti teatrali di temporeggiamento.

Mercurio R in V casa
Sebbene il baby sitting sia per voi sconsigliato in questo momento a causa della scarsa capacità di comprendere i segnali dei bambini, il risvolto piacevole della situazione risiede nel fatto che diventerete invece più sintonizzati con coloro che hanno questi problemi di espressione e comunicazione dalla nascita. Sarete empatici e profondi nell’analisi della creatività altrui e se doveste capitare in qualche mostra di pittura o a qualche concerto potreste restare sorpresi facendo un figurone con gli amici per la facilità con cui entrerete in sintonia con il messaggio (probabilmente a dispetto della scarsa compatibilità del messaggero). Cercate di non saltare a conclusioni affrettate di fronte alle avances di qualcuno: potrebbero essere o non essere avances, nessuno può saperlo, ma quasi certamente capirete Roma per Toma. Fatevi corteggiare un po’ più a lungo e ricordatevi un precetto fondamentale che vale tutto l’anno, ma che diventa urgente ricordare ora: la minestra riscaldata non è molto digeribile.

Mercurio R in VI casa
Anche in questa casa, come nella terza, Mercurio starebbe perfettamente a suo agio se non fosse che, con la retrogradazione, il rischio di fraintendere ad esempio i messaggi del corpo, esagerandone la portata e creandovi un loop poco piacevole è alto. Dite di no all’ipocondria! Tanto è quasi certo, a meno che non siate dei medici, che fraintendiate alla grande.  La vostra accresciuta attenzione per il corpo è semmai un invito a prendervi cura di voi stessi in ogni aspetto del quotidiano.

Mercurio R in VII casa
Mercurio retrogrado nella casa della comunicazione all’interno della relazione potrebbe mettere in risalto in quali ambiti della relazione tendete a chiudervi a riccio, smettendo di comunicare con il partner. Quali punti, se toccati, vi portano a vedere il vostro o la vostra partner come molesti e nemici senza possibilità di ritorno? Ecco, quei punti parlano esattamente di una vostra fragilità su cui sarete chiamati a riflettere e a misurarvi con la vostra dolce metà. Fate una bella litigata, trattenetevi dal dire tutto quello che vi passa per la testa e lasciate che anche il partner (che avrà Mercurio retrogrado da qualche parte come voi) dica la sua (anche se voi lo capirete in maniera molto creativa). Poi farete pace e sarà bellissimo. In generale l’occasione è d’oro per trovare nuovi modi per esprimere la vostra unicità all’interno del rapporto.

Mercurio R in VIII casa
Di solito questa è una delle case che creano maggior panico perché viene collegata alla morte. In realtà è vero che una parte di voi è pronta a morire in questo momento ed è quella parte che ha necessità di tenere accesi dei debiti per mantenere dei legami con qualcuno. L’ottava casa è legata al concetto opposto alla sicurezza che troviamo nella seconda casa e che si esprime attraverso l’esperienza dell’abbandono: con Mercurio retrogrado in questo settore i vostri pensieri tenderanno ad andare naturalmente a riprendere in mano i vissuti di abbandono per poter dare loro una nuova colorazione. Hermes si trova particolarmente a suo agio in questa sede: lasciate che vi dia lo stimolo per indagare in che modo curare qualche ferita.

Mercurio R in IX casa
In questo momento, più che in altri, vi è nemica la fretta. In questa sede Mercurio si fa filosofo ed indagatore e avrete sete di spiritualità. Ed è dietro a questo bisogno che potrebbe nascondersi il rischio più grande, che è quello di aderire in maniera cieca a qualche credenza o a qualche movimento. Lasciate perdere le convention di filosofia e spiritualità e sfuggite come la peste eventuali dibattiti, anche se vi si dovesse presentare l’occasione di dire come la pensate al guru di turno. Sarete infiammati di passione, probabilmente vi sembrerà di capire per la prima volta alcuni concetti che non afferravate, ma tenete presente che questa Verità non è esportabile. E’ qualcosa che molto probabilmente serve solo a voi e solo in questo momento.

Mercurio R in X casa
Si dice che questa posizione non sia propizia alla realizzazione professionale (e ancor meno all’avvio di una collaborazione, come durante i colloqui o i test attitudinali) e da un certo punto di vista questo è vero. Ma questo non significa che eventuali occasioni vengano bruciate. Molto dipende dalla vostra capacità di ascoltare quello che vi viene chiesto, dando spazio al vostro interlocutore, piuttosto che facendo affidamento sul carisma che sentirete di avere. Se preferirete parlare che ascoltare darete solo l’impressione di essere poco adattabili e poco ricettivi e verrete “bruciati”.

Mercurio R in XI casa
La lezione più importante potrebbe arrivare a voi se guarderete tra le vostre amicizie (va bene anche prendere in mano il vecchio album delle fotografie della compagnia), andando con la memoria al passato e vedendo quali rapporti sono finiti per motivi che non sapete collocare. La profondità di questo Mercurio vi permetterà, infatti, di re-interpretare alcune vecchie questioni e, se la vita lo permette, anche di re-incontrare persone che avete perso di vista, ma con cui avete avuto un rapporto che va oltre la semplice conoscenza. Potrebbe ad esempio succedere che un vecchissimo amore si ripresenti sotto altra luce e, consci della fine della passione e del romanticismo, possiate recuperare il rapporto in altra veste.

Mercurio R in XII casa
In questa casa Mercurio si fa più pensieroso e riflessivo che mai, portando le riflessioni al riesame di vecchi fantasmi e vecchi dolori che ormai sono sbiaditi e lontani. In questo scenario Mercurio sarà una guida tra la nebbia dei ricordi e potreste in effetti apparire anche un po’ svampiti ed annebbiati: ed è per questo motivo che l’invito è quello di essere chiari e concisi con le persone che si rivolgono a voi. Rifuggite le situazioni ambigue, non lasciate spazio alle interpretazioni e prendete la palla al balzo per liquidare una volta per tutte un vecchio smacco che vi trascinate dietro come se fosse una palla al piede.